Causa a Fondazione Carima
e all’ex presidente Gazzani:
il giudice respinge la domanda

IN AULA - L'avvocato Massimo Camiciola aveva chiesto un risarcimento ritenendo di essere stato calunniato. Dovrà pagare 10mila euro tra costi processuali e oneri fiscali

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Franco Gazzani

 

Aveva fatto causa alla Fondazione Carima e all’ex presidente Franco Gazzani chiedendo un risarcimento perché riteneva di essere stato calunniato, il giudice ha respinto la domanda dell’avvocato Massimo Camiciola, che ora dovrà pagare le spese processuali. L’udienza si è svolta questa mattina al tribunale di Macerata. Si trattava di un’udienza civile che si è tenuta davanti al giudice Luigi Reale. L’avvocato Massimo Camiciola in quella sede chiedeva i danni perché riteneva di essere stato calunniato dalla Fondazione Carima e dall’ex presidente Gazzani.

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

Una vicenda nata dopo che la Fondazione e Gazzani avevano denunciato il legale per diffamazione (il procedimento è in corso dopo che c’è stato il rinvio a giudizio). Il legale, ritenendo di essere stato calunniato, aveva deciso di fare causa civile per ottenere un risarcimento. Il giudice però questa mattina ha respinto la domanda dell’avvocato Camiciola: non ritenendola fondata. Il giudice, oltre a respingere la domanda, ha condannato Camiciola a pagare 10mila euro tra costi processuali e oneri fiscali. L’avvocato Gabriele Cofanelli, che assiste la Fondazione Carima si dice soddisfatto per il risultato ottenuto «e l’indubbio ed implicito riconoscimento della legittimità processuale della iniziativa penale assunta all’epoca dalla Fondazione Carima». Soddisfatto anche l’avvocato Dino Gazzani che assiste Franco Gazzani.

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