“Le forme dell’olio”,
premiate le sorelle Gabrielloni
RECANATI - Un nuovo prodotto di qualità del frantoio di Montefiore ha ottenuto il posto d’onore ad un concorso internazionale riservato al “packaging” e al visual design per gli olii extravergine di oliva

Gabriella Gabrielloni (seconda da sinistra), insieme alla giuria, durante la cerimonia di premiazione a Milano
Il “packaging”, ovvero la modalità di confezionare i prodotti in commercio, spesso ha determinato l’affermazione sul mercato di un determinato bene. Lo hanno sperimentato per primi molti marchi internazionali, poi con successo anche grandi produttori del settore alimentare che hanno fatto del design delle loro confezioni uno strumento di comunicazione, visibilità, ma anche d’identità del consumatore.
Pure i piccoli produttori delle tipicità alimentari stanno scoprendo le potenzialità di un buon “packaging”, in grado di realizzare una confezione che renda il prodotto più invitante o che ne faciliti il trasporto e l’utilizzazione. Anche coloro che hanno sempre puntato sulla più elevata qualità e che proprio per le caratteristiche qualitative dei loro prodotti hanno acquisito fama, non solo nel territorio dove operano, ma perfino all’estero, si affidano ora con successo ai professionisti del “packaging”. È questo il caso di un noto frantoio oleario di Montefiore di Recanati che recentemente, per lanciare sul mercato un nuovo olio monovarietale, ha realizzato una sobria ed elegante confezione con la quale ha ottenuto il posto d’onore alla edizione 2018 del Premio “Le Forme dell’Olio”, tenutasi a Milano presso il Palazzo delle Stelline.
“È pur vero, secondo un noto proverbio, che l’abito non fa il monaco – dice Gabriella Gabrielloni, che con la sorella Elisabetta, gestisce l’oleificio recanatese – ma in alcuni casi dall’abito non si può prescindere, in quanto esso può far comprendere al consumatore la qualità di ciò che c’è dentro la confezione”.
Questo vale per tutto, ma per i prodotti alimentari, che non possono essere testati al momento dell’acquisto, vale ancora di più. “Di fronte all’anonimato di uno scaffale in cui sono presenti vini, aceti, birre ed oli – sottolinea Gabriella Gabrielloni – far ricorso ad un’espressione estetica che avvalori la già comprovata qualità del contenuto, fa presagire quello che in molti casi non è possibile, ossia l’assaggio e la bontà dell’assaggio”.
L’olio premiato per la sua confezione è stato chiamato dalle sorelle Gabrielloni con il nome del loro padre, Emilio, scomparso pochi anni fa e sul collo della bottiglia è riportata una breve poesia a lui dedicata.
Il concorso milanese, cui partecipano olii da tutto il mondo, è riservato al packaging e al visual design. Ideatore ed organizzatore del Premio “Le forme dell’olio” è Luigi Caricato, scrittore e ordinario dell’Accademia dell’olivo di Spoleto. Insieme a lui, a decretare il riconoscimento all’oleificio Gabrielloni è stata una giuria composta, tra gli altri, dai designer Gianni Pasini e Mauro Olivieri e dalla giornalista del Corriere della Sera Marisa Fumagalli.
Giunto alla quinta edizione, il premio è stato promosso con l’intento di incoraggiare le tante imprese olearie che non si limitano più a curare la sola qualità del contenuto, attraverso la bontà dei loro oli extra vergini di oliva, ma stanno investendo anche nel packaging e nel visual design. “La qualità – sostiene Luigi Caricato – deve essere totale, non può fermarsi unicamente alla ricchezza di profumi, alla freschezza e bontà che si percepiscono al gusto o alle sensazioni tattili che si riscontrano quando l’olio incontra il palato e gli altri alimenti”.
(a.f.)