Le proposte di Forza Italia:
«Sicurezza, più polizia
e banca dati dna per gli immigrati»

POLITICHE 2018 - I candidati Filippo Saltamartini e Deborah Pantana hanno spiegato la linea del partito per la provincia. Lotta al crimine il punto nodale. Critiche per la manifestazione di domani: "E' politica visto che il consiglio comunale non è stato invitato. La Costituzione non c'entra, assurdo che l'università partecipi con il Pd"
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La conferenza stampa dal titolo: “Quale futuro per la sicurezza della nostra provincia?”

 

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Da destra: Filippo Saltamartini, Deborah Pantana e Gianluigi Bianchini

 

di Marco Ribechi

(foto di Fabio Falcioni)

Sicurezza. E’ questo il tema scelto da Forza Italia in vista delle elezioni del 4 marzo. Oggi il consigliere comunale Deborah Pantana e il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini, entrambi candidati alla Camera nel collegio plurinominale Marche 1, hanno tenuto una conferenza stampa dal titolo: “Quale futuro per la sicurezza nella nostra provincia?” analizzando le tematiche che il partito vuole sostenere per le politiche nazionali. Dopo i violenti fatti di sangue delle ultime settimane la provincia e soprattutto il capoluogo sono stati dipinti dalle cronache nazionali come luoghi di spaccio e criminalità, i membri del partito oltre a presentare le proprie proposte si interrogano anche sulle responsabilità. «Due anni fa – spiega Saltamartini – abbiamo manifestato sulla sicurezza (leggi l’articolo) che è poi stato trattato come un tema marginale, è stata messa la testa sotto la sabbia. Dietro i fenomeni che la sinistra chiama di microcriminalità, minimizzandoli, abbiamo scoperto esserci giri internazionali di criminalità organizzata che impediscono ai cittadini di esercitare il loro diritto a vivere senza paura. Vogliono farci credere che stanno facendo accoglienza ma il 95% degli immigrati illegali arriva con l’aereo, per mezzo di visto turistico. Mancano i mezzi per identificarli quindi questi soggetti sono poi liberi di agire e di delinquere».

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Filippo Saltamartini

La risposta sarebbe quindi l’identificazione: «Tra il 2008 e il 2011 – prosegue Saltamartini – abbiamo fatto vari decreti sulla sicurezza, vogliamo proseguire con le politiche del governo Berlusconi. Creare un sistema di controllo dei flussi marini tramite radar come deciso quando avevamo fatto accordi con Gheddafi. Inoltre attivare la banca dati del Dna che la sinistra ha bloccato. Gli altri paesi europei hanno profilato milioni di individui, noi solo poche centinaia perché la sinistra non assume i biologi necessari. Siamo per l’identificazione e l’espulsione. Fondamentale è anche far scontare le pene nel paese di provenienza perchè nelle carceri italiani ci costano 500 euro al giorno». L’obiettivo delle politiche di sicurezza sono i criminali recidivi, cioè coloro che ripetono il crimine. Poi l’analisi della situazione maceratese. «I numeri di Macerata sono spaventosi – afferma Saltamartini – non tanto per gli scippi ma per i furti in abitazione eseguiti soprattutto da bande slave e albanesi. Si vive in un clima di insicurezza totale e il regolamento di sicurezza comunale, disponibile sul sito dell’amministrazione, è datato 1926. Le tematiche evidenziate sono non giocare a ruzzola oppure non sollevare la polvere sbattendo i tappeti. E’ uno strumento che il sindaco potrebbe potenziare invece viene lasciato così, inutile. Inoltre chiediamo il raddoppio di tutte le forze di sicurezza per la nostra provincia».

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Deborah Pantana

Saltamartini passa poi ad analizzare il corteo organizzato anche dal Pd che si svolgerà domani dalle 9,30 con partenza da piazza della Libertà (leggi l’articolo). «Invito i sindaci a non farsi strumentalizzare – conclude il primo cittadino di Cingoli – cosa significa leggere la Costituzione? Nessuno mette in discussione la democrazia, noi siamo un partito liberale e difendiamo la Costituzione, perché la sinistra deve farne uno strumento di propaganda? Per la Costituzione manifestiamo il 2 giugno». Tocca poi a Deborah Pantana: «Trovo inaccettabile che le università partecipino a una manifestazione di partito invitando gli studenti – spiega il consigliere – E’ di partito perché non è stato coinvolto il consiglio comunale. Dicono Macerata è libera, ma libera da cosa? Hanno forse rimosso gli spacciatori e la criminalità oppure è tutto come prima? Dal 2014 chiediamo dati sugli immigrati senza avere nessuna risposta. E’ una delle peggiori città per spaccio, prostituzione, criminalità, di chi è la colpa? L’omicidio di Pamela poteva essere evitato? La mamma ha detto di sì. Se il sindaco e la Monteverde amano questa città si devono dimettere e lasciarla a un commissario perché non sono in grado di amministrarla». Sul tema cultura il faro puntato è sulla capitale italiana della cultura 2020. «Non dovevano neanche presentarsi, come potevano sperare di vincere?». In collegamento telefonico anche il consigliere Francesco Luciani insiste su questo tema: «Mi dispiace, loro avevano puntato tutto sulla cultura e hanno fallito anche in questo. Per quanto riguarda la sicurezza proprio oggi Matteo Renzi ha detto che serve più illuminazione e più telecamere. Noi già lo dicevamo ma siamo sempre stati inascoltati».

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