Bandi regionali: 43 milioni di euro
a 54 aziende maceratesi
INVESTIMENTI - Gli stanziamenti nei comparti moda e mobile arredo. Ceriscioli: «Importante ricaduta occupazionale»
I bandi regionali 2016 hanno stanziato 2,8 milioni di euro a 38 aziende maceratesi del comparto moda e 1,5 milioni di euro per 16 imprese del mobile e arredo. Le aziende del comparto “moda” hanno beneficiato dei finanziamenti per realizzare collezioni innovative. I contributi hanno sostenuto 5,9 milioni di investimenti che hanno favorito l’applicazione di nuove soluzione nei processi produttivi. A consuntivo del bando, il presidente Ceriscioli sottolinea la grande progettualità che il settore ha saputo mostrare, rafforzando uno dei segmenti più significativi e caratteristici del panorama economico regionale. Beneficiarie sono state le micro e le piccole medie imprese che hanno visto l’inserimento in azienda di personale qualificato per sostenere i processi di innovazione: requisito richiesto del bando per accedere ai benefici, sostenuto con i fondi europei Por Fesr. A livello regionale sono state finanziate 127 imprese, che hanno realizzato 18,6 milioni di investimenti a fronte di 8,6 milioni di agevolazioni.
Buona la ricaduta in provincia anche per sostenere la crescita del settore “legno e mobile” attraverso la produzione e la commercializzazione di prodotti innovativi. A disposizione delle micro, piccole e medie imprese marchigiane c’erano 7,6 milioni di euro dei fondi europei (Por Fesr). Sono pervenute 127 richieste, da aziende singole o raggruppate in rete, delle quali 92 sono state ammesse a finanziamento. I contributi concessi sono stati 7,6 milioni di euro che hanno generato più di 17 milioni di investimenti innovativi. Il maceratese ha presentato 24 progetti e 16 sono state le imprese beneficiarie, per un contributo di 1,5 milioni e 3,4 milioni di investimenti incentivati. «Le risorse richieste dal territorio – sottolinea Ceriscioli – hanno accompagnato il processo di innovazione che un settore maturo, come quello del mobile, chiede continuamente per competere sui mercati internazionali. Ha evidenziato anche la ricaduta occupazionale avuta, in quanto i contributi prevedevano l’inserimento in azienda di personale qualificato per sostenere i processi di innovazione».
