Il Pd indica Comi, Giannini e Manzi:
renziani senza voce in capitolo
POLITICHE 2018 - La terna dem passa con 17 voti favorevoli e 8 contrari. La minoranza propone Morgoni e Corradini, ma la proposta non è stata ammessa al voto
Il Pd provinciale si spacca sulle candidature e mette all’angolo le proposte dei renziani, che non vengono ammesse al voto in assemblea. La direzione provinciale, riunita questa sera nella sede di Piediripa, ha indicato a maggioranza la terna per le candidature: Francesco Comi, segretario regionale, Sara Giannini, al momento con un incarico di esperta di economia in Regione e Irene Manzi, deputato. Niente da fare per le proposte della minoranza renziana (che rappresenta il 40 percento degli iscritti). I renziani hanno proposto il senatore Mario Morgoni e Flavio Corradini, ex rettore Unicam. Ma le proposte – lamentano i renziani – non sono state nemmeno ammesse al voto. I nominativi di Comi, Manzi e Giannini (approvati con 17 voti favorevoli e 8 contrari), saranno inviati alla direzione regionale che si terrà domani. Ma ancora non c’è niente di definitivo. Non solo sui nomi ma nemmeno sulla composizione dei collegi. Presenti all’assemblea provinciale anche i papabili dem, nonostante l’appello di Osvaldo Messi di tenere un’assemblea senza i possibili candidati per motivi di etica e di opportunità (leggi l’articolo).
(Fe. Nar.)















Dopo, dici tu, unu se vutta a destra….
che monnezza…
penso che la botta che farà il PD sarà storica…
a riveder le stelle
Amen, cominciare con il de profundis….
E Corradini? Uno che si è veramente impegnato per salvare l’università di Camerino!
Non ci capisco più niente. Prima il Pd si divideva in Renziani e Non. Adesso i Non se ne sono andati, quindi quel sessanta per cento che non è renziano, che c..os’e?
Questo è il motivo per cui uno non vota PD
Se questo è un partito…
A sentire queste cose temo che abbia proprio ragione Cacciari,che recentemente ha sostenuto che questo PD è da chiudere.Ma quello che a me procura veramente tanta tristezza è la fine miserevole che certa sinistra intellettualmente disonesta ha causato alla sinistra italiana che si è trasformata in un colabrodo sfondato.Impossibile esser compresi dai vecchi padri nobili,se mai ci si tenesse.
Non ho le prove chiaramente ma mi pare che un esponente cinque stelle abbia detto che esponenti di questo colore per queste candidature lasciano in dote al partito
dai venti ai cinquantamila euro…
prendendola x un “si dice ” la cosa non mi meraviglierebbe piu di tanto
La Giannini è un caso inspiegabile, esperta in economia (prende soldi), e la candidano a deputatA(eventualmente x prendere soldi). Comi no comment. Competenze (tutti e due)zerovirgola,1: quella di riuscire a prendere incarichi. Se vincesse il Piddì, secondo me la possono proporre a Commissario straordinario alla non_ricostruzione. Comunque volevo dire che sogni, speranze, forza, voglia e tanto altro si sono rafforzate da queste vicende, compresa soprattutto la vicenda del terremoto! Ciao Belli!!!
Se qualcuno che ha votato PD dovesse cambiare idea,dovrebbe votare PCI,visto che fino ad oggi si è avvalso della collaborazione di FI e dell’imprenditoria per il suo programma.PD=FI=M5S=STATUS QUO.
PD, PARTITO DEL “GATTOPARDO”?
Il PD dovrebbe abbandonare il suo simbolo, piuttosto anonimo (ricorda quello del vecchio PLI) per assumere lo stemma del Principe di Salina. A quanto pare, quel partito è popolato (vedasi le possibili candidature al Parlamento) da esemplari di “gattopardo”. Tutti i candidati in pectore provengono dalla corrente bersaniana (chissà che ne penserà l’ex segretario PD, uscito dal partito). Uno di loro, Comi, ha indossato la “casacca” renziana (corrente Franceschini) alla vigilia del ballottaggio, decisivo per la guida del PD (con risultato scontato), Bersani-Renzi. Bisogna ricordare che Comi – dipendente della Provincia, tra i primi ad essere trasferito alla Regione – iniziò l’attività politica a fianco di Calzolaio, nella corrente “ingraiana” del PDS. Comi – eletto segretario regionale PD senza avversari (la minoranza si astenne dal voto alle primarie) – vanta quale fiore all’occhiello la sconfitta da candidato-sindaco nella sua Tolentino. Città insignita al “valore della Resistenza” consegnata, per merito suo, alla Destra (non si ricordano esperienze precedenti), poi riconfermata. Altra bersaniana, “convertita al renzismo”, la Giannini che dopo due mandati in Regione (ultimo quale assessore) non è stata – come da statuto del partito – ripresentata. Dopo le elezioni – aveva sostenuto in modo determinante Ceriscioli alle primarie del Centro-sinistra (contro il maceratese Marcolini, con cui sedeva in Giunta regionale) – è stata fatta rientrare con l’oneroso incarico (50 mila euro annui) di “consulente economico” del Governatore. Da notare che Giannini è diplomata ragioniera, professione non esercitata per dedicarsi alla politica. Nessun intervento al riguardo di Silenzi, che a Civitanova reclama “curriculum” a destra e a manca! Dalla corrente Bersani proviene anche la deputata Manzi, segretaria verbalizzante della commissione Cultura. Non si registrano negli atti parlamentari sue iniziative da rimanere a “futura memoria”. Unica esperienza politica precedente della Manzi – anche lei dipendente della Provincia – quella di assessore Comunale a Macerata. I “pistacoppi” non si strapparono le vesti quando abbandonò l’incarico. Speriamo non si siano “toccati”, come quando da assessore ebbe l’idea – che ancora tutti ricordano – di organizzare il raduno dei “carri funebri”, nella piazza della Libertà vuota. I candidati della minoranza (40% del partito) non sono stati “ammessi al voto”, dando ampia “dimostrazione di democrazia”. Oltre il Sen. Morgoni, l’ex Rettore di Unicam Corradini, che avrebbe potuto portare consensi nell’entroterra, alle prese con i problemi del post-sisma. Nessuna traccia di “primarie”, che avevano fatto la fortuna di Renzi e sono state abbandonate. Si capisce bene lo svolgimento dell’ultimo congresso provinciale PD, con la blindatura della riconferma di Vitali, nessuna apertura alla discussione e alla mediazione. Adesso decisione finale, sulle candidature, alla direzione regionale PD (segretario Comi). Come si diceva dalle sue parti, nelle lotterie di beneficenza: “L’agnello l’ha vinto il signor curato!”. Intanto la Giannini, per rafforzare la candidatura, si è fatta indicare dagli organi dirigenti del PD ascolano (dell’amico di Rotella, Agostini, anch’egli sostenitore di Ceriscioli). Insomma, tutti vogliono la Giannini: c’è il rischio che la notizia arrivi al Capo dello Stato e la nomini “senatrice a vita”, senza voto!
Non sono forte in enigmistica e questa volta mi piacerebbe esserlo per capire queste vicende politiche.Bersani dice che il PD a guida renziana non è più il suo partito,lo lascia e forma un altro partito,sperando, ma anche consapevole di correre rischi di insuccesso.Chi non lo segue penso che si riconosca nel partito a guida renziana,ma capita,come a Macerata,che si scontra con un altro gruppo della stessa ispirazione renziana, fino al punto di escluderlo totalmente dalle candidature.Ai miei occhi,la vista potrà anche farmi difetto,la vicenda mi appare molto opaca,a meno che non ci siano pentimenti,peraltro colpevolmente troppo tardivi per vecchie operazioni soltanto opportunistiche che hanno procurato danni forse irreversibili alla sinistra italiana.
segnali stradali di sunset boulevard per il chiacchierone collodiano…