Mauro Riccioni, candidato alla Camera
con falce e martello

POLITICHE 2018 - L'avvocato e sindaco di Gagliole sta raccogliendo le firme per la candidatura a capolista con il Partito Comunista. In campo anche due settempedani: l'infermiere Maurizio Giusepponi e l'operaio Paolo Crognaletti
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Mauro Riccioni, avvocato e sindaco di Gagliole, durante la raccolta firma insieme a un militante, Giuseppe Vertucci

 

Mancano trecento firme al traguardo delle candidature per il Partito Comunista, con i candidati che raccolgono in prima persona, il sostegno dei cittadini che decidono di sottoscrivere la loro lista. Candidato capolista alla Camera Mauro Riccioni sindaco di Gagliole, insieme all’infermiere professionale Maurizio Giusepponi, 61enne di San Severino. Al Senato candidato Paolo Crognaletti 57enne operaio, anche lui di San Severino. Riccioni in questi giorni è impegnatissimo a raccogliere firme in giro: «La mia candidatura è fatta per spirito di servizio, coerente con la scelta politica da me compiuta 32 anni fa, mi occupo di politica da trent’anni, da 24 sono nelle istituzioni – commenta – . Stiamo lavorando perché la nostra presenza sia significativa, in quanto siamo l’unico partito che si presenta a livello nazionale con il simbolo della falce e martello. I sondaggi ci danno all’1,5 per cento, siamo in crescita. L’obiettivo è quello di eleggere un parlamentare a livello nazionale, come voce di controllo, rispetto alla spartizione della torta, per restituire dignità alle istituzioni calpestate da gran parte dei parlamentari».

Riccioni, 45 anni, avvocato, è sindaco di Gagliole dal 2014, è stato per due mandati consigliere comunale a Castelraimondo, per un mandato nell’Unione montana, ex assessore provinciale e presidente Ersu di Camerino. «Il nostro programma è incentrato sul lavoro e sulla ripresa dell’Italia dalla crisi, con una grande stagione di assunzioni nella pubblica amministrazione, che rimette in moto l’economia. I proclami sul salario sociale sono solo slogan, noi vogliamo che i disoccupati siano assunti a tempo indeterminato e possano lavorare. Basti pensare quante catastrofi naturali avvengono ogni anno in Italia, non si controllano da trent’anni gli argini dei fiumi, si potrebbe assumere gente per fare questo e le opportune opere idrauliche, sosteniamo anche gli artigiani e i piccoli commercianti, no alle multinazionali, sì al rilancio dei piccoli borghi e del turismo, respingiamo l’Unione europea e l’euro, chiediamo di nazionalizzare le banche». Tra gli altri punti una web tax al 20 per cento per i colossi di internet, una tassazione sulle speculazioni finanziarie di borsa. A livello locale, il programma si incentra sul post terremoto:  «Servono leggi più snelle per la ricostruzione, va fatta partire immediatamente dando più potere ai sindaci e a chi governa il territorio. Dobbiamo mostrare a tutti la qualità di vita dei nostri piccoli borghi, il costo inferiore dei beni, in modo da non farli spopolare ed attrarre gente qui». Riccioni poi prende ad esempio la sua rinuncia allo stipendio da sindaco di Gagliole e afferma di voler in parte rinunciare all’eventuale stipendio da parlamentare: «Prenderò soltanto mille e 500 euro da parlamentare e il rimborso spese, il resto andrà a favore dell’infanzia abbandonata, che è al di fuori delle politiche pubbliche».



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