Il 2018 dell’epicentro:
«Bisogna ridisegnare il cratere»
SISMA - Il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci, punta il dito contro la lettera rivolta a 87 comuni per un progetto che riguarda il rilancio dell'Appennino marchigiano: «Non sapevo fossero così tanti, le domande che mi fanno sono offensive». Da Visso e Ussita l'augurio perché i prossimi 12 mesi siano quelli della ricostruzione e della fine dell'emergenza

Zona rossa nel centro di Visso

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo
di Federica Nardi
Il nuovo anno dell’epicentro del sisma 2016, tra speranze di ricostruire e domande che attendono risposta. Sempre le stesse da oltre un anno. A Castelsantangelo Mauro Falcucci si ritrova ancora sindaco di un Comune che aspetta di sapere se dovrà spostarsi o no. A Ussita il commissario Mauro Passerotti chiede che ad essere ascoltate siano prima di tutto le persone. A Visso si pensa alla prima emergenza, quella del rientro delle persone.
«Quale futuro vede per il suo Comune?». Questa la domanda che, a poche ore dalla fine del 2017, ha fatto perdere le staffe al sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci. A farla, i referenti del progetto “Nuovi sentieri di sviluppo dell’Appennino marchigiano dopo il sisma del 2016”, che hanno inviato una lettera ai sindaci del cratere. Ottantasette comuni. «Non sapevo che nell’appennino marchigiano ci fossero 87 comuni – ironizza Falcucci – la mia risposta sarà che le domande che mi fanno sono offensive. E spero che anche altri sindaci con i comuni devastati dal terremoto rispondano così». Perché per il 2018 Falcucci, prima di tutto, aspetta di sapere «se possiamo ricostruire Castelsantangelo oppure no. Ce lo devono dire quanto prima. Siamo già pronti, nel caso, a spostarci». Per cui le domande del progetto, che parte da un’iniziativa del Consiglio regionale e coinvolge anche Unicam, suonano leggermente fuori tempo. «Mi chiedono quali sono le strategie di rilancio, quali suggerimenti ritengo utili per migliorare l’emergenza. Lo chiedono a 87 comuni. Basta – conclude Falcucci -. Serve il coraggio di ridisegnare il perimetro del terremoto, misure diverse e interventi diversi. È onesta intellettuale e politica».

L’istallazione all’ingresso dell’area commerciale di Ussita
Anche a Ussita «la ricostruzione vera e propria – dice il commissario Mauro Passerotti – è distante. Io mi auguro che nel 2018 oltre a fare tutto il necessario, lo si faccia in sinergia con le altre amministrazioni di Visso e Castelsantangelo e soprattutto con la popolazione. Ci vuole molto ascolto. I primi di gennaio ci sarà una riunione tra i tre Comuni, spero che i temi che usciranno da quell’occasione siano ascoltati». L’augurio per il 2018 a Visso è «che finalmente si possa cominciare a parlare di ricostruzione – dice il sindaco Giuliano Pazzaglini -. Questo vorrebbe dire risolvere i problemi delle ordinanze e far finire l’emergenza. Per me sarà finita quando riporteremo a Visso tutte le persone».
Purtroppo i gruppi di potere collegati ai progettisti , alle imprese non danno risposte di strategie pianificatorie, ma quel che è peggio è che a parlare siano i soliti docenti distanti da ciò che significa territorio e comunità. La politica inizia a fare il suo mestiere e abbandoni gli affari e il potere per il potere.