Un dipinto donato,
il legame dei carabinieri con i cittadini

CAMERINO - Nella sala del rettorato l'evento "L'Arma e l'arte", donazione di un quadro sacro dell'artista Santina Deidda a Valfornace. Tracciato un bilancio dell'ingente lavoro di recupero delle opere salvate dal terremoto: 87mila da agosto 2016. Il colonnello Roberti: «Siamo vicini a chi soffre, noi garantiremo sempre la nostra vicinanza alla popolazione»

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Santina Deidda con il dipinto, i militari dell’Arma, monsignor Tranzocchi ed il sindaco di Valfornace

 

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Il colonnello Roberti presenta il comandante Ntpc maggiore Grasso

 

Un dipinto per testimoniare il legame forte dell’Arma dei carabinieri con la gente e ricordare il valore della fedeltà: è questo il senso della donazione che la pittrice ed architetto Santina Deidda, ha voluto fare alla comunità di Valfornace, ferita dal terremoto. Lo scambio del dono è avvenuto sotto l’alto patrocinio del comando generale dell’Arma dei carabinieri, all’interno dell’evento “L’arma e l’arte”, tenutosi ieri pomeriggio all’interno delle sale del rettorato dell’università di Camerino. L’evento è stato anche l’occasione di presentare l’enorme mole di lavoro del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Ancona, con oltre 87mila pezzi, tra manufatti artistici e documenti, salvati dalla furia distruttrice del terremoto. «Il tema dell’arte è centrale per il nostro ateneo – ha detto il rettore Unicam Claudio Pettinari – con il terremoto il nostro territorio ha perso chiese ed opere d’arte, mi viene in mente il pittore Bernardo Lippi, gesuita camerte che nel 1500 raggiunse il Perù. L’opera dell’artista testimonia l’amore per il Cristianesimo, con la raffigurazione neoclassica della Madonna, una donazione con il supporto dei nostri ‘angeli protettori’, i carabinieri, che sempre ci fanno sentire la loro vicinanza». A spiegare il senso dell’iniziativa è stato il comandante provinciale dei carabinieri di Macerata, il colonnello Michele Roberti: «Questa iniziativa è stata voluta dai vertici dell’Arma, chi conosce il generele Del Sette sa quanto sia forte il suo legame con questa terra, per mostrare il livello di attenzione, il lavoro fatto e che continuerà da parte dell’Arma di Macerata in questi territori, resi ancora più sensibili a causa del sisma. Sono qui da due mesi, ma ho maturato l’idea che il rettore e l’università di Camerino siano inclusivi, la casa di tutti, un motore propositivo per la ripresa del territorio. Ringrazio i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Valfornace e Camerino, in provincia abbiamo dieci caserme inagibili, insieme alle amministrazioni abbiamo iniziato il percorso per ricostruirle». Il comandante provinciale, dopo aver spiegato che l’idea della donazione è giunta dal collega carabiniere, consorte della pittrice che ha prestato soccorso durante il sisma a Valfornace, ha concluso: «L’Arma è vicina a chi soffre, oggi si è rivolta a noi una diciannovenne incinta per le percosse subite, perché sapeva di poter avere aiuto, noi garantiremo sempre la nostra vicinanza alla popolazione, è questo il motivo che ci ha spinto a patrocinare questa iniziativa, il dipinto raffigura la Virgo Fidelis, noi siamo fedeli all’istituzione, alle leggi ed alla popolazione».

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L’artista Santina Deidda ha presentato il suo lavoro, definendosi una pittrice neoclassicista, che si ispira alle figure eroiche e che dall’Arma ha tratto ispirazione a piene mani, tanto da aver dato vita una mostra itinerante dedicata ai carabinieri. «Questo dipinto è il simbolo della vicinanza dell’Arma alla popolazione, il connubio tra l’arte e l’Arma è indice della sensibilità morale dei carabinieri, che si prodigano con vicinanza paterna», ha spiegato la pittrice. A benedire l’opera il vicario vescovile monsignor Nello Tranzocchi, alla presenza del comandante della compagnia di Camerino tenente Roberto Cara, di altri militari e del sindaco di Valfornace Massimo Citracca. E’ stata poi la volta del maggiore Carmelo Grasso, comandante del nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, che ha guidato la task force, composta sia da carabinieri di diversi reparti e battaglioni d’Italia, che referenti del Mibact, vigili del fuoco, volontari di Protezione civile e Legambiente, referenti delle diocesi, semplici sacerdoti. Dal 27 agosto 2016, data del primo recupero, sono stati salvati dalla devastazione del terremoto 2 chilometri e mezzo di archivi, con oltre 75780 beni archivistici e documenti, 2132 dipinti, 1690 sculture, 7660 beni ecclesiastici, nel corso di 385 interventi. A collaborare ai salvataggi a volte gli uomini del Soccorso alpino, i carabinieri forestali, storici dell’arte, restauratori, archivisti e archeologi, specie per il recupero degli affreschi. Tra le foto e nelle parole del maggiore, sono comparsi lo storico dell’arte camerte Pierluigi Moriconi, l’architetto Luca Cristini, ex responsabile beni culturali della diocesi Camerino, l’archivista della diocesi camerte Luca Barbini. Come in un avvincente racconto, velato dell’emozione di aver salvato tanti pezzi unici, sono emerse le storie, come quella dell’icona di Fra Romualdo Tronchi, che nel 1799 si salvò dal terremoto di Camerino ed il cui dipinto era conservato a Santa Maria in via, della Madonna della Cona, del polittico di San Vittorino di Nocria, della Madonna di San Placido di Ussita il cui volto fotografato da Cristini ha gridato aiuto contro la distruzione, permettendo il miracoloso recupero. Ultimo episodio quello di un crocefisso recuperato ad Arquata, restaurato dai tecnici Unicam di Ascoli Piceno. Tra le chicche, la rivelazione di affreschi nascosti da studiare, il salvataggio delle campane, simbolo di resistenza e rinascita. Grazie all’Arma, l’arte dei secoli passati, ha ancora un futuro.

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L’intervento del rettore Unicam Pettinari

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