Castagnetti a Macerata:
«Il lavoro dovrebbe essere un’ossessione»
INCONTRI D'AUTUNNO - Nella serata organizzata dal Circolo Aldo Moro con il presidente de "I popolari" affrontato il tema dell’occupazione, Neet al 23% in provincia, Silvia Spinaci: «Soprattutto per quella giovanile, il terremoto ha portato devastazione in un territorio già seriamente provato»
di Maurizio Verdenelli
Una generazione bruciata e lasciata sola. Queste le macerie più grandi del sisma del Centritalia che tra tutte vede la provincia di Macerata ‘in maglia nera’: la più penalizzata e contemporaneamente la grande dimenticata. Oscurata mediaticamente dalla diretta tv del crollo del celebre santuario di Norcia – come non a caso ha suggerito qualche settimana fa ad un convegno la caporedattrice dell’Ansa al sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Falcucci. Dice infatti la responsabile della Cisl di Macerata, Silvia Spinaci: «Per l’occupazione, in particolare quella giovanile, il terremoto ha portato devastazione in un territorio già seriamente provato. Un dato su tutti: in provincia di Macerata il tasso di disoccupazione tra i giovani ha toccato la punta di 26,9% rispetto all’8,1% pre-crisi. In questa percentuale le donne rappresentano il 42,8.
Nel 2016 senza lavoro i laureati rappresentavano il 9,3%; il 27,1% coloro senza un titolo professionale in tasca. I neet, compresi nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni, sono uno su tre: e nessuno di loro cerca lavoro. Il dato maceratese è ancora peggiore a quello regionale, al 22,9%, che pure costituisce la cifra dell’arretramento economico delle Marche del ‘miracolo economico’, capofila tra i territori manifatturieri del Paese, ad una regione del profondo Sud. Al Centro d’Ascolto della Caritas maceratese (che ieri ha pubblicato il report 2017 che indica come i giovani siano più poveri dei loro genitori e i capifamiglia over34 siano a livello di mera sussistenza ndr) uno su quattro sono ragazzi. C’è povertà e precariato e il precariato uccide, come ha detto papa Francesco. E quale risposta diamo a chi pare tagliato fuori dalla vita sociale di questo paese: senza lavoro, senza dignità, senza ascensore sociale, a questa generazione perduta? Il silenzio, l’abbandono, la fuga dai loro problemi che sono quelli del Paese».
Le parole della sindacalista – l’altra sera al ‘Claudiani’- sono cadute pesantemente su un pubblico di politici e di ‘altre’ generazioni -tra loro l’on. Piergiorgio Carrescia, l’on. Adriano Ciaffi, il consigliere regionale Francesco Giacinti, l’ex assessore regionale Marco Luchetti, l’ex assessore regionale Gianfranco Formica. Tanto da togliere il fiato e quasi la possibilità di seguirla su quella strada al relatore di turno (il penultimo) degli Incontri d’Autunno del circolo Aldo Moro: Pierluigi Castagnetti, presidente nazionale de ‘I popolari’, invitato dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Così, il collaboratore in anni giovanili di Dossetti, Zaccagnini e Martinazzoli “l’ha buttata in politica” (parole sue) alla maniera dell’”onorevole Peppone” in tal modo criticato da don Camillo nel celebre ed omonimo film del 1955.
E’ stato così un ritorno ai Padri Costituenti, al ‘duetto’ tra Giuseppe Dossetti, non ancora monaco, e Il Migliore, Palmiro Togliatti (con Aldo Moro finissimo giurista sempre presente tra una commissione e l’altra) intorno all’elenco dei lavoratori nel dibattito all’art.1. «Togliatti fece un salto sulla sedia allorché Dossetti propose l’inserimento del lavoro orante, quello delle suore e dei monaci…E che c’entrano loro? disse il leader del Pci. Sui preti non abbiamo fatto obiezioni anche se il Pci mantiene tutte le sue remore verso il loro Datore di Lavoro, ma chi sta nei conventi che lavoro fa a favore della Nazione?». Alla fine, Dossetti la spuntò. A dimostrazione come il Lavoro, ieri (soprattutto) come adesso rappresenta il punto nodale ed unificante del paese. “Il lavoro: vera emergenza nazionale. Le conclusioni della 48. Settimana sociale (a Cagliari ndr) e l’impegno dei cattolici sul tema centrale per il futuro del Paese” era il tema che Castagnetti era tenuto a dibattere.
«Il lavoro dovrebbe essere non solo un’emergenza ma pure un’ossessione. Ricordo Zaccagnini che aveva ricevuto la lettera di un padre di famiglia che aveva perduto il posto e non sapeva come mantenere moglie e figli e si era così rivolto a lui che non ci aveva dormito … altri tempi! Ora non c’è sofferenza attorno a questo problema che è molto più drammatico. Ci prova il papa a togliere le cataratte alla politica. Ma abbiamo avuto governi senza maggioranza al Senato che hanno dovuto destreggiarsi per tenersi a galla e tutto questo non contribuisce a risolvere un nodo non solo importantissimo, ma principale di ogni politica. Ed intanto si divarica sempre di più l’abisso tra ricchi e poveri: a livello mondiale 59 superPaperoni hanno il reddito di 3,5 miliardi di persone, uomini come loro. In Italia si cerca di tamponare con dazioni che non risolvono il problema, come il bonus da 80 euro o quello per i libri. Oppure si dà il via alla rottamazione delle cartelle, con l’anno di esercizio ancora in corso: incredibile! Non è così che si costruisce lo Stato Sociale di cui c’è necessità. Sarà che il potere vero è quello finanziario ed invisibile. Mi fanno ridere coloro che dipingono Renzi come l’Uomo solo al comando: macché, chi comandano sono altri, lontani dal Palazzo».
Ancora: «E sbagliano anche ci mette in relazione la pur lenta crescita del Pil con un futuro più roseo per l’occupazione. No, non è così. La tecnologia, i robot, i droni, l’industria 4.0 fanno ormai a meno della mano d’opera umana. Le grandi aziende rimaste in Italia non assumono più; non ne hanno bisogno. Si tagliano i costi, acquistando macchine che fanno il lavoro dell’operaio». Uno tsunami di parole, l’on. Castagnetti che nel 2013 ha lasciato il Parlamento, tanto da ‘zittire’ pure l’amico di tante ‘battaglie’ alla Camera, l’on. Ciaffi che commentava con un amico tra le prime fila: «Adriano, noi anziani abbiamo certe volte l’inavvertenza di non renderci conto della tonalità della nostra voce…». Ed Adriano si è scusato.
Tanti gli interventi, a raffica. Tra questi quelli dell’ex sindaco di Tolentino, Luciano Ruffini e dell’ex assessore provinciale, Renato Pasqualetti che ha ricordato “il compagno” Giannino Cappelloni deceduto di recente a 92 anni (leggi l’articolo) che in ricordo di tante battaglie a sinistra gli aveva detto sconsolato ed ironico che “l’ultimo rivoluzionario rimasto può considerarsi solo il papa”. Poi, ad una domanda se l’incipit del ‘futuro tradito’ sia stato l’assassinio di Enrico Mattei, il fondatore della più grande industria italiana che guardava ai giovani e all’emancipazione dell’Italia da Paese sconfitto a potenza industriale emergente Paese, Castagnetti ha liquidato la risposta con uno sbrigativo: “Mattei non era certo l’Imperatore del Mondo! Il declino è iniziato con la globalizzazione…”. Per colui che veniva definito dagli Usa ora il New Caesar, ora il protagonista del miracolo economico italiano, il Marchigiano che ha avuto al fianco Fanfani, La Pira e Zaccagnini (citati a lungo da Castagnetti) una valutazione che, all’uscita dal ‘Claudiani’, ha lasciato qualche grammo di sorpresa. Soprattutto nel matteista Ivano Tacconi, consigliere comunale di lunga anzianità. “Migliore la relazione rispetto alle risposte” per lo stesso Pasqualetti. Elogi incondizionati per Silvia Spinaci.
Ed i giovani, al centro del dibattito? Tra gli intervenuti, Fabio, over30, aveva detto: «Con mia moglie ci siamo guardati intorno in sala e non abbiamo visto giovani». Già il loro apparente, paradossale disinteresse rispetto al futuro di un Paese in difficoltà anche a offrire rappresentatività era stato posto dalla sindacalista ‘Cislina’ e dallo stesso Castagnetti, come l’elemento ‘drammatico’ di una situazione cui lo Stato non ha offerto soluzioni. E a pagare di più sono i territori maggiormente deboli ed ‘esposti’ come quello maceratese. Non ci sono più ragazzi nel capoluogo a ben vedere dalla composizione dell’uditorio, l’altra sera, del ‘Claudiani’? Altroché! Appena usciti da vicolo Ulissi ecco lo sciamare festoso degli studenti e la tradizionale fila nella più nota cioccolateria del centro dove ragazzi e ragazze attendono ogni giorno con disciplinata pazienza il proprio turno per l’agognato posto …al tavolo con vista su una fetta di squisita torta Sacher con panna.








