Unicam, Gentiloni ricorda Mattei:
“La ricerca è progresso”

CAMERINO - Il premier all'inaugurazione dell'anno accademico cita le parole del fondatore dell'Eni, che 50 anni fa ritirò la laurea honoris causa in Chimica all'ateneo. Il governatore Luca Ceriscioli: "Per le Marche è una grande giornata: della forza e dell’orgoglio"

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(In alto la galleria fotografica di Luciano Carletti)

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Gentiloni saluta l’ex rettore Corradini

 

dall’inviato Maurizio Verdenelli

Siamo tutti camerti. Nel nome di Enrico Mattei ricordato da Paolo Gentiloni sul palco dell’auditorium Benedetto XIII (leggi la cronaca). “Il 27 aprile 1960 ricevendo dall’università di Camerino la laurea honoris causa in Chimica, questo grande rivoluzionario, questo grande innovatore affermò come lo sviluppo della scienza sia il progresso del Paese. Un messaggio che dobbiamo tenere sempre presente oggi più che mai”. Un giorno indimenticabile per le Marche e per l’uomo che ‘guardava al futuro’ (‘che non crolla’) al quale è legato il miracolo economico italiano del dopoguerra: “Mio padre diceva che è brutto essere poveri perché non si può studiare e senza studi non si può fare strada; così ci portò a Camerino perché era una città con scuole medie e Università”. Quel giorno di aprile di 57 anni fa, l’ateneo che affonda le sue radici nel 1336 regalò all’ingegnere un maxi torrone della gloriosa ditta locale Bettacchi che lui ‘girò’ subito alle ‘sue’ bambine dell’Istituto Fidanza di Matelica che finanziava personalmente -e al quale (sia detto per inciso) l’Eni non provvide più dopo l’assassinio del proprio presidente sul cielo di Bascapè due anni dopo quella cerimonia a Camerino. Paolo Gentiloni aveva già ricordato Mattei, l’uomo della Terra che ha dato le origini alla sua famiglia (ha puntualizzato) allora come ministro degli Esteri.

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Enrico Mattei nel 1960 ad Unicam (da “La Leggenda del Santo Petrroliere” di M. Verdenelli, Ilari editore)

Era il 25 aprile 2016, ricevendo il presidente iraniano Hassan Rohani: “Oggi si avvera il sogno di Mattei cui l’Iran aveva aperto le porte accogliendolo tra gli amici più fidati, assicurando al nostro Paese quelle risorse energetiche delle quali aveva necessità”. Un grande momento, quello, poi oscurato dal gossip mediatico sulle ‘statue’ neoclassiche del Campidoglio le cui ‘nudità’ erano state ‘coperte’ da scatoloni alla vista della delegazione presidenziale iraniana. “Camerino e la sua università rappresentano Marche ed Italia assieme in questa volontà ferma di rinascita” ha detto ancora il premier, oggi. Così come il fondatore dell’ Eni: un modello da seguire all’epoca della ricostruzione post sisma. Ha commentato uno degli ospiti più illustri all’inaugurazione del 682esimo anno accademico di Unicam, Massimo Inguscio, presidente Cnr: “Quando mi domandano del futuro del Consiglio nazionale delle ricerche, dico sempre che è scritto nel passato. Rivedi i discorsi fatti da Volterra, Marconi, Colonnetti: era così che si faceva. Mi ha fatto piacere dunque sentire il messaggio di Enrico Mattei ‘laureato’ ad honorem: non c’è da inventare nulla, bisogna fare sinergia. La forza dell’Italia, di Camerino in particolare è quella di fare ricerca”.

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L’auditorium gremito

Il governatore Luca Ceriscioli: “Per le Marche è una grande giornata: della forza e dell’orgoglio”. E Alessandro Delpriori, sindaco di Matelica, la ‘città’ di Mattei (l’altra è Acqualagna dov’era nato nel 1906 ndr): “Sono commosso”. Nell’auditorium ‘presidiato’ in anticipo da un importante partner di Unicam, l’industriale Nando Ottavi, Delpriori è stato il primo ad arrivare tra gli appena quindici sindaci maceratesi presenti (con loro quello di Ascoli Piceno, Castelli).

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Nando Ottavi ok

Con i primi cittadini del ‘cratere’, Gentiloni arrivato a Camerino alle 10,22 con Paola De Micheli, si è trattenuto brevemente prima di fare il suo ingresso alle 10.56, in leggero anticipo rispetto all’orario previsto, in quell’auditorium che aveva visto Mattarella a fine gennaio scorso inaugurare l’anno accademico n. 681. Cerimonia che due anni prima aveva avuto al centro, al teatro ‘Marchetti’, la presidente della Camera, Laura Boldrini ancora ospite di Unicam la settimana scorsa. Un grande andirivieni di ‘stelle’ nella città fantasma dove, come ha dichiarato ancora una volta il sindaco Gianluca Pasqui, siamo ancora in fase di emergenza, di ‘messa in sicurezza’ e dobbiamo portare la gente nelle Sae: “E ci manca il ritrovarci insieme, una piazza. La presenza di Gentiloni vuol dire la vicinanza delle istituzioni. Io che non ho mai ha puntato l’indice, ho il dovere di dire che il sistema Italia, di fronte a situazioni come queste, deve riguardare qualcosa. L’appello è dare più potere a territori e a sindaci. Non poteri personali ma istituzionali per essere ancora di più a fianco delle nostre comunità”. Tuttavia, il Palazzo stavolta ha portato un ‘fatto concreto’: la cittadella dei Beni Culturali. ‘Come giudica il discorso del presidente del Consiglio’ chiedo all’onorevole Irene Manzi (commissione Cultura). “Ottimo”. ‘Sulla Cittadella annunciata, in particolare?’. “Ci avevamo lavorato ma non sapevo ad oggi di questa svolta positiva: gran merito per superare i vincoli paesaggistici si deve a Roberto Reggi, direttore del Demanio”.

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L’ex rettore Corradini

In prima fila a fianco dell’onorevole, del premier e della commissaria, l’ex parlamentare Mario Cavallaro. Un grande abbraccio al suo arrivo all’ex rettore Flavio Corradini: “Siamo da sempre amici, lo apprezzo molto e poi…sono il suo consulente tecnico” sorride Cavallaro aprendo forse uno scenario di future magnifiche (politiche) sorti e progressive. Per Corradini un congedo pieno di onori: sia nelle parole di Claudio Pettinari, sia nella stretta di mano con il premier sia nell’intervento di Francesca Borghetti, presidente del Consiglio degli Studenti: “Permettetemi infine di ringraziare colui che fino al 31 ottobre scorso è stato alla guida del nostro ateneo, il rettore Flavio Corradini che ci ha tenuti per mano durante la sua avventura, certa che continuerà a supportarci anche nei prossimi anni”. Riconoscimenti meritati in una mattinata più defilata da sei anni a questa parte in auditorium per Corradini presentatosi al ‘blocco’ d’entrata con ironia: “Devo mostrarvi il tesserino?” e poi invitando due colleghi a mo’ di battuta: “Non mi tradite, adesso”. Poi full immersion sul palco in attesa delle conclusioni di Paolo Gentiloni. L’attenzione generale rivolta ad un foglietto ripiegato in due e tenuto in mano, poi infilato nella tasca interna della giacca da parte del presidente del Consiglio qualche minuto prima della conclusione di Pettinari (l’omonimo presidente della Provincia è rimasto invece silente, come da protocollo, in prima fila).

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Gentiloni stringe la mano all’arcivescovo Brugnaro

Un discorso, quello di Gentiloni nel quale gli habituees di ‘Symbola, – in sala il segretario generale, Fabio Renzi – hanno creduto di riconoscere suggestioni e temi cari della convention treiese che argutamente al teatro Lauro Rossi di Macerata l’allora fresco neo presidente nazionale degli industriali, Boccia, definì una ‘nouvelle’ Lourdes laica: “Symbola ha portato fortuna ai tanti, compreso il sottoscritto e Matteo Renzi che vi hanno partecipato”. Temi ed argomenti, ereditati o no da Symbola, ma efficaci pure in direzione della ricostruzione di quei borghi che devastati anche dal terremoto ‘97 furono segnalati allora non a caso da parte di un sindaco “come la nostra Fiat” (non ancora FCA ndr). La cerimonia all’auditorium che venne inaugurato da papa Wojtyla, ha avuto una scaletta svelta e ritmata. Buona la scenografia con l’ hashtag ‘Universitas’ a coniugare antico e cibernetico. Peccato invece per il filmato d’apertura interrotto all’improvviso come accadeva nelle sale del dopoguerra per le pellicole in celluloide, e peccato anche per il filmato di chiusura con una scaletta musicale trionfale da documentario ‘Luce’. Minuzie in una giornata di sole pieno dopo la tempesta di ieri e senza musi lunghi (da parte dei sindaci) con Paolo Gentiloni perfino galante all’uscita, in ossequio alla politica internazionale di Unicam. “Where are you p.m. P.m. Old from?” ha chiesto ad una bella ragazza. ‘I am from Albania’. “Davvero? Complimenti, ha un accento stupendo” ha detto il presidente alla ragazza, i lunghi capelli neri e lo sguardo scintillante. A stoppare per qualche breve istante il premier mentre se ne stava andando, anche il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni che gli ha consegnato brevi manu il protocollo di intesa per l’intervalliva Tolentino-San Severino sottoscritto il 7 luglio da Regione, Provincia e dai Comuni interessati. “ A lui -rivela il consigliere della Lega Nord- ho spiegato che le belle parole, gli auspici, la vicinanza non servono se a questo gran parlare non fanno seguito fatti concreti come il finanziamento degli 80 milioni per la realizzazione di questa strada. Gentiloni mi ha risposto che la viabilità è una medicina importante per evitare lo spopolamento delle nostre valli, ho ribattuto che aspetto i sopracitati fatti”.

 

Gentiloni ad Unicam (foto/video) “Studenti siate orgogliosi” I beni culturali a Camerino


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