Finge incidente e tenta truffa,
ma il parroco lo scopre
Condannato a 8 mesi
MUCCIA - Sotto accusa il 36enne Vincenzo Di Maso. Avrebbe cercato di ottenere denaro da un anziano sacerdote dicendo di dover pagare una multa e il carro attrezzi
Tenta di truffare un anziano sacerdote dicendo di essere un suo parrocchiano e di aver avuto un incidente: condannato il 36enne Vincenzo Di Maso. L’uomo era imputato al tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, lo scorso 22 marzo, Di Maso, insieme ad un complice, avrebbe telefonato al parroco dell’eremo di Beato Rizzerio, a Muccia. Al sacerdote avrebbe chiesto inizialmente 2.500 euro, poi 400 euro, facendogli un paio di telefonate e poi presentandosi da lui. Di Maso, dice l’accusa, avrebbe detto al sacerdote di aver avuto un incidente e che si trovava in difficoltà: doveva pagare una multa e il carro attrezzi. Subito dopo al sacerdote era arrivata una seconda chiamata: questa volta da una persona che si è qualificata come poliziotto e ha detto al sacerdote che doveva aiutare i suoi parrocchiani. Questo intorno alle 15. Alle 19 Di Maso si era presentato all’eremo e aveva detto, continua l’accusa, di essere del soccorso stradale e di essere passato a prendere i soldi per il parrocchiano in difficoltà. Il sacerdote però aveva chiamato i carabinieri che avevano fermato Di Maso mentre cercava di allontanarsi. Oggi il giudice Enrico Pannaggi ha condannato Di Maso a quanto chiesto dall’accusa: 8 mesi e 400 euro di multa, senza la sospensione della pena. Di Maso è difeso dall’avvocato Domenico Biasco.
(Gian. Gin.)
