La battaglia dell’acqua,
Carancini: “I Comuni hanno investito
e la Regione ci blocca”
MACERATA - Durante la votazione in Consiglio per il nuovo statuto dell'Acquedotto del Nera il sindaco ha lanciato l'allarme: "Il diniego di Palazzo Raffaello sulla captazione è uno scandalo". Dal Pd si sono levate voci discordanti sul fuori tema, mentre buona parte dell'opposizione ha concordato con le perplessità del primo cittadino

Romano Carancini
di Federica Nardi
Acquedotto del Nera, ricorso contro la Regione. A presentarlo era stato a luglio l’Ato3. Oggi il sindaco di Macerata Romano Carancini ha portato il tema in Consiglio. Il problema è la captazione dalle fonti in montagna, ora limitata a circa 150 litri al secondo. Che non basterebbero per portare l’acqua della società Acquedotto sul Nera fin dove, da piani, dovrebbe arrivare. Era stato chiesto di aumentarla a 550 litri, ma la Regione ha detto no. La questione è delicata, sia a livello tecnico che politico, ed è stata oggetto anche di discussione oggi in Consiglio comunale a Macerata, dove l’approvazione del nuovo statuto della società ha dato modo al sindaco Romano Carancini di levarsi qualche sassolino. “La negazione della possibilità di attingere alle sorgenti è gravissima, dobbiamo rivendicarlo davanti alla Regione – ha detto il primo cittadino -. È in capo a palazzo Raffaello la limitazione dell’erogazione, che avrebbe giustificato questo limite dicendo che la vallata del Tevere, nel Lazio, potrebbe ricorrere contro di noi rispetto a un attingimento più ampio di quello attuale. Ma prima di preoccuparci del Tevere dovremmo preoccuparci della società per azioni, dei Comuni che hanno investito in un piano che prevedeva infrastrutture dalla montagna alla costa dell’anconetano. Il diniego della Regione sulla captazione è uno scandalo. Tutti i Comuni pensano questo”.
Mancato sviluppo e mancati investimenti metterebbero a rischio anche la gestione stessa dell’acqua secondo il sindaco: “Nel 2025 scadono le concessioni idriche – ricorda Carancini – e c’è il rischio concreto che si presenti qualche società più grande a conquistare il nostro territorio”. Una società che la minoranza nomina per esteso: “il governo centrale va verso l’operatore unico, che sarà Hera – dice Roberto Cherubini, 5stelle -. La Regione quindi avrà pressioni precise per ostacolare questo tipo di iniziative come la nostra”. Dal Pd si sono levate voci discordanti. Micozzi e Del Gobbo hanno bacchettato il sindaco sul fuori tema rispetto alla delibera in votazione. “Non ritengo che la questione, anche se attinente, vada estesa a una sorta di alterco con la Regione – ha detto il capogruppo del Pd Del Gobbo – perché da quello che mi risulta la Regione ha esortato più volte l’Ato 3 a fare uno sforzo per unificare. Se attingiamo più litri poi li dobbiamo gestire in modo frammentato?”. A dare manforte a Carancini Andrea Marchiori (Forza Italia), con un ordine del giorno che ha riesumato dal cassetto dei progetti bloccati quelli per le due centrali idroelettriche a Pieve Torina, mai realizzati ma che avevano un guadagno previsto a pieno regime di 1 milione di euro l’anno. Anna Menghi e Enrico Marcolini si sono scambiati al microfono la promessa di presentare un ordine del giorno apposito per parlare della questione e magari sollecitare ulteriormente la Regione. Insomma, tutti con il sindaco, tranne il Pd.
Nel frattempo stamattina a Tolentino una riunione ha messo al tavolo tecnici e politici per parlare dell’unificazione dei gestori del servizio idrico, tema che ha già acceso diverse riunioni in questi anni ma che sarebbe imprescindibile non solo per la legge, ma anche per non essere divorati dalla concorrenza quando le licenze arriveranno a scadenza.

Anna Menghi
In discussione oggi anche l’interrogazione a firma di Gabriella Ciarlantini, David Miliozzi ed Enzo Valentini per fare il punto sulla situazione del registro dei testamenti biologici. Manca ancora la legge nazionale, ma il capoluogo si starebbe già muovendo per istituirne uno su modello di Ancona, che ha trovato una soluzione temporanea in attesa dell’ok definitivo di Roma. E poi spazio al tema dell’accessibilità della città e del centro storico pedonalizzato con la mozione presentata da Anna Menghi, che ha annunciato: “Il 4 novembre stiamo organizzando un corteo di disabili. Persone che hanno bisogno di una serie di accortezze per essere veramente liberi di fare”. L’assessore Iesari ha garantito che sull’accessibilità “lavoriamo, ma se c’è un’area accessibile è proprio quella del centro cittadino”.
