Quota rosa, verso un rimpasto di giunta:
Ciarapica disposto a rimuovere il neo
CIVITANOVA - Manca una donna nell'esecutivo: il sindaco ha firmato un piano con la commissione pari opportunità regionale. Atteso il 27 ottobre il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dai ricorrenti. A rischio Giardini o Cognigni?
di Laura Boccanera
Quota rosa mancante in giunta a Civitanova, 120 giorni per sanare la discriminazione. Ad una settimana dal pronunciamento del Tar sul ricorso presentato da Ghio per la mancanza di un assessore donna nella giunta Ciarapica, il sindaco ha firmato un piano di rimozione della discriminazione. L’iter è partito prima del ricorso, quando la commissione Pari Opportunità della Regione a luglio ha inviato una nota a palazzo Sforza per chiedere l’annullamento degli atti di nomina della giunta. A settembre poi il ricorso e questa mattina, convocato nella sede delle pari opportunità regionali il sindaco ha firmato il piano di rimozione per l’inserimento della quota rosa mancante. Un percorso della durata di 120 giorni di cui i primi 20 necessari per la riapertura delle consultazioni al fine di individuare la figura più adatta a ricoprire il ruolo. Prioritariamente verranno valutate i consiglieri comunali di maggioranza e poi le candidate di lista, persone che dovranno godere della fiducia e della stima del sindaco. Al 100esimo giorno dovrà avvenire l’individuazione del candidato. Sul procedimento però si aspetta il pronunciamento del Tar. «Qualora il tribunale amministrativo infatti decidesse che l’assetto della giunta è conforme – spiega il primo cittadino -che non c’è anomalia e non serve una modifica verificheremo se esiste una figura femminile che gode di stima e fiducia per riequilibrare la situazione, ci impegniamo a sanare la situazione, altrimenti non tocco nulla. Se invece il Tar dovesse decidere che siamo in errore, agiremo prima dei 120 giorni».

Stefano Massimiliano Ghio
IL TOTONOMI – Non è ancora tempo per parlare di “sacrifici” in giunta per Ciarapica. «E’ prematuro» dice il sindaco, ma qualche poltrona potrebbe cominciare a tremare. Considerando intoccabili il vice Fausto Troiani e Ermanno Carassai in quota Forza Italia, i più a rischio sono Enrico Giardini (Noi con Ciarapica) e Giuseppe Cognigni (Lega). Abbastanza al sicuro anche Pierpaolo Borroni di Fratelli d’Italia. Appare al momento poco probabile un’abdicazione sua a favore della giovane consigliere Maria Cristina Ruffini (sempre in quota Fdi). Considerando che Giardini è tra i fondatori di Vince Civitanova, la lista del sindaco, la posizione di Cognigni appare quella più debole nonostante i primi provvedimenti adottati su decoro urbano e pulizia delle strade. Punto interrogativo su chi potrebbe entrare nella schiera delle “assessore” oltre a Maika Gabellieri e Barbara Capponi. Nel frattempo esprime soddisfazione il consigliere Ghio. «Non si può che esprimere soddisfazione perché il sindaco, riconoscendo di fatto l’errore perpetrato e la violazione della legge, oggi propone una nuova selezione per la identificazione di un assessore donna – commenta il consigliere di opposizione – Certo il tempo di 120 giorni non è poco ma il principio sembra salvaguardato. Due perplessità rimangono: perché non ammettere prima l’errore con ciò evitando la proposizione di ricorsi ed una spesa legale di 8.000 euro? Si ricorda che il sindaco rispondendo alle sollecitazioni del prefetto decantava la regolarità della procedura adottata. Se dal cronoprogramma indicato nel provvedimento si afferma che il sindaco si rivolgerà alla cittadinanza in assenza di disponibilità delle consigliere e delle candidate delle liste a sostegno della sua elezione allora aver affermato di averlo già fatto negli atti inviati al prefetto appare una piccola digressione dalla verità».
