Addio a Viscardo Roscetti,
campione della palla al bracciale
CORDOGLIO - Trionfò alla Disfida di Treia e allo Sferisterio. Abitava a Macerata da oltre 70 anni

Roscetti in arena
Lutto nella palla al bracciale, Viscardo Roscetti muore all’età di 92 anni. Residente a Macerata dagli anni ’50, l’ex giocatore è scomparso giovedì. Originario di Mondolfo, Viscardo era conosciuto a Treia dove vinse le prime due disfide con il quartiere Borgo e si guadagnò l’appellativo “u Mancì” per il suo stile di gioco. Il funerale è stato celebrato ieri nella chiesa di Santa Croce del capoluogo. A ricordarlo, da Treia, anche il comitato organizzativo della Disfida del bracciale e il consigliere comunale David Buschittari. Una carriera sportiva costellata di soddisfazioni quella di Roscetti. Nel settembre 1949 allo Sferisterio delle Cascine di Firenze “u Mancì” vinse con Sorcinelli e Franco Silimbani il titolo italiano con i colori del Faenza. Bissò il successo l’anno successivo a Cesena, gareggiando con Rondini per il Mondolfo. Nel 1951 e 1952, gareggiando tra i migliori, arrivò prima terzo e poi secondo. Successivamente Roscetti gareggio’ in quella categoria nuova ed ibrida comprendente dilettanti ed ex professionisti. Nel 1959, a conclusione di un torneo equilibrato e combattuto, insieme al battitore Giulianelli e il terzino Massi, portò lo scudetto tricolore a Macerata, dove si era trasferito definitivamente dopo la sua assunzione nel consorzio agrario. Da due anni aveva partecipato come spettatore al ritorno del bracciale allo Sferisterio durante Mura in festa.

Roscetti e compagni nello Sferisterio di Macerata