Campo da basket della discordia,
staccati i canestri
CIVITANOVA - Tempi record per la rimozione dei tabelloni dopo la decisione dell'amministrazione di spostare il campo per evitare un contenzioso con una residente che aveva presentato un ricorso
Al via i lavori al campo da basket all’ex casa del balilla, staccati i canestri. A tempo di record sono stati asportati i canestri nel verde attrezzato di fianco alla biblioteca Zavatti. Come indicato nella delibera l’amministrazione ha deciso di spostare il campo per evitare un contenzioso con una residente che aveva presentato un ricorso denunciando una situazione di “pericolo grave, imminente e irreparabile” causata dalle immissioni sonore dei fruitori del campo da basket e “richiedendo l’adozione di opportune e idonee misure dirette a far rimuovere definitivamente le immissioni acustiche”. Il servizio patrimonio edilizio ha visionato e relazionato sullo stato dei luoghi e la giunta ha deciso di rimuovere il campo e spostarlo in una zona più riparata del verde attrezzato. I lavori riguarderanno la rimozione dell’impianto da basket monotubo, la copertura della sede interrata, l’acquisto di nuovi tabelloni, tinteggiature e installazione dei due canestri, il tutto per un impegno di spesa pari a 5mila euro più iva. Una vicenda che ha fatto molto discutere sia per la tempestività con cui il provvedimento è stato preso sia perchè l’incarico legale per la transazione col privato è stato affidato a Marco Zallocco, candidato della lista Noi con Ciarapica.
Campo da basket, Ciarapica non ci sta “Situazione risolta: incarico regolare”


non ci credo neanche se vedo il fonometro, con tutte le auto che passano da quelle parti
Per le lamentele di una persona! Ridicoli.
Non si poteva fare un’indagine più approfondita sul ” pericolo grave,imminente e irreparabile “. Forse la Signora si sarebbe messa a sparare dal terrazzo sugli ignari giocatori? Si potrebbe sapere se effettivamente il rimpallo della palla era così forte da scuotere i nervi scoperti della Signora. Non era forse meglio finire in tribunale per vedere se giocare a basket, pallone o volley ed altro, poteva fare con una sentenza della Cassazione, giurisprudenza, cosicché da avere già una sentenza che all’uopo, poteva determinare quando sarebbe stato il caso di proibire di giocare a bambini, bambinoni e bamboccioni in luoghi non isolati acusticamente per evitare lo ” sbattimento di palle “. Certo, nell’era delle nevrosi, psicosi sempre latenti se non ancora manifestate ma con già il seme della pazzia inoculato in ognuno di noi, sempre pronto ad esplodere in qualsiasi momento, per un rimbalzo di pallone, una mancata precedenza, uno sguardo di troppo, un rifiuto di offrire una sigaretta, entrare in un parcheggio visto già da prima magari ad un chilometro di distanza oppure e questa è imperdonabile perché lede la dignità dell’individuo, quando in un ristorante vieni servito dopo l’ultimo entrato. Di solito quest’ultima si risolve con un veloce battibecco tra cameriere e cliente, condito con qualche insulto e la paura che lo stesso possa sputarti nel piatto portandolo al tavolo. Dubbio atroce che apre la strada ad una difficile digestione, la sensazione di aver sbagliato a non dare subito un bel pugno al cameriere, maleducato ed insolente. Passare la notte avvertendo strani gorgheggi venire dallo stomaco e che non ti fanno dormire fino all’alba dove dopo essersi alzati dal letto ci si accorge che un cielo così livido non si era mai visto. Il sangue ribolle, per tutta la giornata, incapace di concentrarsi in qualsiasi cosa, con davanti agli occhi il maledetto cameriere che con la faccia sorridente ti guarda dall’alto al basso non nascondendo il divertimento che gli susciti. Basta, aspetti l’ora di cena e senza neanche aver cambiato l’abito ti presenti al ristorante. Lui ti vede, ma aspetta che entri un altro cliente prima si servire te. E finalmente dopo averlo servito ti si avvicina e ti chiede che cosa desideri. Un bel Fernet gli chiedi. Quello ti guarda un po’ insospettito immaginando chissacchè e spiritosamente ti chiede se cominci la cena dall’amaro e se per primo preferisci frutta o caffè. E tu guardandolo con sufficienza gli dici che il Fernet è per lui, gli servirà a digerire il piombo della tua Magnum 44 acquistata dopo aver visto il primo film di Callaghan. Il cameriere capisce dal tuo sguardo ambiguo e allo stesso tempo calmo e freddo che forse non stai scherzando. Fa per svincolarsi e tu estrai la Magnum e sorridendo gli scarichi tutto il caricatore in corpo. Il cameriere come se stesse simulando la morte comincia a fare tutte quelle manfrine tipiche dei pistoleri che ci mettono un quarto d’ora a crepare. Poi alla fine smette di agitarsi e tu tornando al tavolo ti siedi e con nonchalance chiami un altro cameriere. Morale:” Anche un semplice rintocco di campana non sai mai dove può portarti “.