Casa di riposo allo Stella Maris:
raggiunto l’accordo
CIVITANOVA - Incontro tra Comune, suore della Riparazione e la cooperativa 13 Maggio che ha preparato il progetto. Presto una variante urbanistica per cambiare la destinazione d'uso della struttura. Ospiterà circa 70 anziani e sarà convenzionata con la Regione. L'amministrazione assicura tempi rapidi per l'avvio dei lavori
di Laura Boccanera
Una casa di riposo e assistenza per gli anziani all’istituto delle suore Stella Maris. Stavolta è tutto vero. La destinazione e il possibile utilizzo dell’enorme stabile di corso Garibaldi è stato spesso tirato in ballo negli anni, anche recentemente, quando addirittura era girata la voce del tutto infondata che la struttura potesse ospitare rifugiati e migranti. Un edificio che nonostante i suoi 77 anni è sempre stato luogo di istruzione, un’istituzione per Civitanova. Costruito tra il 1910 e il 1912 ha passato indenne due guerre mondiali e l’avvento delle nuove tecnologie, scavallando il millennio. Gestito dalle suore della Riparazione di Milano è stato prima orfanotrofio femminile, poi istituto di istruzione, professionale prima e magistrale poi. Negli anni ’90 la chiusura dell’istituto magistrale ha segnato un cambiamento profondo e la struttura ha iniziato ad ospitare la scuola d’infanzia e in seguito il distaccamento dell’Università di Macerata per il corso di laurea in Mediazione linguistica. E dopo quasi un secolo con la vocazione all’insegnamento, l’ala sud potrebbe diventare ricovero per anziani. Il progetto c’è e le suore della Riparazione, che sono proprietarie dell’immobile sono d’accordo. Tanto che questa mattina c’è stato un incontro “storico” in Comune fra amministrazione, suore e cooperativa 13 Maggio che ha presentato il progetto per realizzare e gestire una casa di riposo che risponda alle esigenze dall’assistenza agli anziani autosufficienti, fino agli anziani più problematici. La cooperativa ha predisposto un progetto per l’adeguamento dello stabile per creare almeno 70 posti letto. All’incontro hanno preso parte Galliano Micucci della 13 Maggio, Carlo Flamini dell’ambito sociale, suor Cristina, madre superiora delle suore della Riparazione insieme all’economa generale venute da Milano per l’occasione, il sindaco Fabrizio Ciarapica e il consigliere comunale Sergio Marzetti e il dirigente Maurizio Scarpecci. La proposta dovrà passare tramite consiglio comunale perché per cambiare la destinazione è necessaria una variante urbanistica e variare il piano regolatore. Se tutto filerà liscio entro 5/6 mesi potranno avviarsi i lavori per l’adeguamento della struttura. L’ufficio tecnico dovrà predisporre una delibera per la variante urbanistica e da lì in Provincia per eventuali osservazioni e di nuovo in consiglio per l’approvazione definitiva.

una buona notizia. I boatos volevano che l’edificio finisse se venduto nelle mani della speculazione urbanistica. Infatti l’edificio poteva fare la fine di un immobile
di proprietà delle Suore della Riparazion a Sant Elpidio a Mare venduto ad un industriale calzaturiero. Ora occorre seguire le procedure urbanistiche , il Regolamento di gestione, e se il comune avrà un ruolo o meno. Resta da capire il perchè tale ipotesi di un utilizzo socio assistenziale non sia partita dal comune e dall’Istituto Paolo Ricci che fra l’altro gestisce la Casa di Riposo Villa Letizia.
Potrei saper a quale età si viene considerato anziano per poter accedere al servizio? Ah, sono d’accordo con Regini nel cercare di capire perché l’ipotesi non è partita dal Comune e dire che è ora di farla finita con tutte queste cooperative su cui ci sarebbe molto da dire a partire da quelle nostrane già molto conosciute a Civitanova.