Rocco catturato all’alba,
il cigno dello Scarzito
portato in una località segreta

SEFRO - Il bellissimo esemplare prelevato su ordine della Regione dalla Polizia provinciale. Potrà rientrare quando i lavori per la centrale idroelettrica saranno conclusi
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Nelle foto (di Mario Santini) la love story di Rocco e Marianna e i loro tre ‘brutti anatroccoli

 

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di Maurizio Verdenelli

La ‘resistenza’ di Rocco sullo Scarzito che attraversa Sefro è durata undici giorni, ‘stroncata’ dalle reti della Polizia provinciale. E’ stato portato in una località ‘segreta’ il cigno (leggi l’articolo) ormai assurto a simbolo dello stesso paese al confine con l’Umbria, reso famoso da un festival celtico che non c’è più ma di cui ha conservato il nome: Montelago, una delle zone montane più belle del Maceratese nel territorio dove abbondano acque purissime e le trote.

cigno-rocco-scarsito-9-325x216Dov’è dunque Rocco, il bellissimo esemplare di cigno reale che ormai anni fa nelle sue migrazioni (così nell’accettata tradizione del luogo) aveva scelto lo Scarzito e Sefro? Non è dato saperlo, dice Mario Pierozzi, titolare del noto ristorante ‘Faustina’ (della mitica fondatrice, lui è figlio) che per vicinanza affettiva aveva ormai dopo tanto tempo ‘adottato’ Rocco, o meglio Roccotò. Forse in uno specchio d’acqua, ameni ‘domiciliari’ a non molta distanza da Sefro, nel comune di Pioraco. Ma non si sbilancia l’ex sindaco ed ex presidente della Comunità montana dell’Alta Valle del Potenza. “C’è riservatezza al riguardo, considerato il caso”. Il caso è quello dei lavori della mini centrale idroelettrica che potrà ora avviare i lavori sullo Scarzito, impediti di fatto dalla presenza del cigno reale che il 23 settembre aveva rifiutato ogni ‘cortese’ invito alla ‘liberazione’ da parte dei due operatori della Polizia provinciali. Che questa mattina, intorno alle  8, sono ritornati sul posto per portare a termine l’Operazione Rocco. “Sulle prime mi è dispiaciuto moltissimo non vedere più il cigno, un’assenza dolorosa: se devo essere sincero ho visto rosso.

cigno-rocco-scarsito-8-325x216Ma ora che ho potuto ‘ritrovare’ dopo ricerche personali, Rocco nel suo nuovo sito, mi sono rincuorato. Sta bene, mangia, mi ha anche ‘salutato’ con il suo caratteristico verso. E il cuore mi è saltato in gola così quando dalle mie mani mangiò nella clinica veterinaria la sua diletta compagna Marianna da cui Rocco aveva avuto i suoi tre pulcini. Marianna stava malissimo e fino ad allora aveva rifiutato il cibo…una scena che commosse me e il veterinario che addirittura scoppiò a piangere”. Ancora sul cigno: “A non vederlo più all’improvviso dopo tanti anni, è stato un pugno allo stomaco: chi ama gli animali può comprendermi. Per me è di famiglia come i miei tanti animali di casa, a cominciare dai gatti anche loro ‘straniti’ stamani dall’assenza del loro amico dopo aver tifato per lui, undici giorni fa, alle prese con i due agenti (un uomo ed una donna ndr) venuti a ‘liberarlo’”.

cigno-rocco-scarsito-6-325x216Stavolta per Rocco non c’è stato tuttavia nulla da fare. La Regione Marche – Ufficio Caccia e Pesca- aveva nel frattempo promulgato l’ordinanza, letta diligentemente dagli agenti allo stesso Pierozzi, e la polizia provinciale l’ha eseguita, al riparo dei tanti sguardi e macchine fotografiche come nel pomeriggio di sabato 23 settembre. Allora, quando fu chiaro che Rocco non se ne sarebbe andato da quelle acque (del canale di derivazione dello Scarzito) dov’era nato il suo ‘amore’ con Marianna, la polizia provinciale aveva affidato il volatile ad un ‘volontario’ del luogo promettendo un rapido ritorno. Anche per l’eroico Rocco ci sarà però un ritorno sulle acque purissime dello Scarzito (più a valle c’è il noto allevamento di trote Eredi Rossi, che da lavoro a 50 dipendenti). Avverrà quando la centrale idroelettrica sarà conclusa – la società bresciana ha garantito la massima cura del luogo e del fiume che proprio a Sefro mostra due celebri cascatelle. Allora il cigno reale, dal suo ‘attuale domicilio ‘coatto’, potrà rientrare trionfalmente ‘a casa’ dove se n’è andato questa mattina a bordo di un furgoncino della Polizia (provinciale) senza neppure la possibilità di salutare ‘zio’ Mario e l’allegra famiglia d’animali con i gatti Trilli, Romeo, Otello e Rolly il cane ammaestrato, suo grande amico.

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Rocco ha vinto la sfida



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