Prima campanella nella scuola
dedicata a Pina Vallesi

AFRICA - Ospita 80 bambini dai 3 ai 6 anni l'istituto inaugurato in Etiopia e realizzato grazie alle missioni estere dei Cappuccini delle Marche e alla associazione no profit che porta il nome dell'insegnante civitanovese morta a gennaio del 2016 a soli 48 anni

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Alessandro Vallesi e i bimbi di Shapa

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Le due volontarie della associazione Nel cuore un sogno Laura Tarquini e Claudia Pettinari

 

di Laura Boccanera

E’ suonata una campanella del tutto speciale nel cuore del mondo. Un villaggio sul cucuzzolo di una montagna, strade di rocce e terra. Ci vivono 2000 persone a Shapa, si trova in Africa, Etiopia. Per 70 bambini che non avrebbero potuto raggiungere le scuole vicine (Addis Abeba è a 700 chilometri) da settembre c’è un piccolo miracolo. E’ la scuola che porta il nome della civitanovese Pina Vallesi, l’insegnante morta a gennaio del 2016 in un incidente d’auto mentre tornava a casa dopo le lezioni. A realizzare quell’istituto i frati cappuccini di Recanati, il contributo dell’istituto S. Agostino dove Pina insegnava e soprattutto due volitive missionarie, Laura Tarquini e Claudia Pettinari, volontarie delle missioni estere dei Cappuccini delle Marche e dell’associazione no profit Pina Vallesi. La scrittrice civitanovese (aveva pubblicato nella collana dei Gialli Mondadori) aveva insegnato in Etiopia oltre 10 anni fa e quella terra le era rimasta nel cuore, ne parlava sempre e la portava nell’anima.

 

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Un progetto già nato nel 2015 quando frate Renzo, dall’Etiopia, informava i fratelli francescani di Recanati che c’era estremo bisogno di una scuola nel piccolo villaggio di Shapa. Impossibile perfino trovarlo su Google Maps tanto è impervio, arido e difficile da raggiungere. Lì la mortalità infantile è del 25%, resiste solo chi sopravvive e uno su quattro non ce la fa. Le due volontarie vengono incaricate e mettono anima e corpo nella ricerca di fondi. Laura e Claudia di occuparsene e le due ragazze danno vita al progetto ‘Un cuore un sogno ‘ che, come tutte le iniziative per l’Africa, ha bisogno di fondi. Quando la Vallesi muore nasce l’idea di fondere questo progetto con una raccolta dedicata alla memoria di Pina da destinare all’iniziativa. In poco tempo le donazioni permettono di raggiungere il budget necessario e partono i lavori.  Lo scorso marzo l’inaugurazione e da qualche giorno 70 bambini, ben oltre quelli che ci si aspettava avranno la speranza di un futuro di istruzione. Duecento metri quadrati, tre aule più una sala insegnanti da usare all’occorrenza anche per le vaccinazioni e nei pressi una piccola cucina per garantire ai bambini anche un servizio mensa. Un edificio in muratura, l’unico in un villaggio di povere capanne, realizzato con le donazioni e costato 30 mila euro. All’inaugurazione anche Alessandro Vallesi, il fratello di Pina che, anche grazie alla indennità percepita come attuale Presidente di Gas Marca interamente devoluta ai progetti in Africa, sostiene l’associazione e gli interventi di solidarietà ispirati a Pina.

 

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