La Sef Macerata in trasferta
a Ferragosto di 60 anni fa
RICORDO - Gli atleti partirono per gareggiare in Svizzera e Lussemburgo collezionando successi
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Partendo dall’alto, da sinistra a destra: Andreoni, Machella, Perini, Dezi, Benivegna, Riccitelli, Stecca, Aprilesi, Mengoni, prof. Maceratini, Pignataro, Sancricca, Domizioli, i fratelli Stagi, Castignani, Moneta.
Una foto storica dedicata agli atleti della Sef di Macerata che il 15 agosto 1957, giorno di Ferragosto, partirono per gareggiare in Svizzera e Lussemburgo, mietendo allori.
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Questa foto sta a dimostrare alcune cose: la prima, che la SEF di atletica leggera aveva diversi campioni con record nazionali. Per cui potevano permettersi una trasferta in Svizzera, a Lugano, e addirittura in Lussemburgo, che ai nostri tempi – il 1957 – era distante come la luna… Infatti, arrivare a Saint Tropez era toccare il cielo con un dito…
Di quei giovani ricordo i campioni nel lancio del peso come Roberto Benivegna, poi Andreoni, Marco Machella, morto prematuramente per una grave malattia (lo conoscevo perché andavo a Ragioneria con la sorella Rosaria). Poi ricordo molto bene il professore Maceratini, Domizioli, che era nella mia stessa classe, i fratelli Stagi di Recanati e infine Tullio Moneta, campione nel lancio del disco e nostro “mito” per la prestanza fisica e perché “menava” bene nelle scazzottate che all’epoca avvenivano tra i ragazzi. Ormai tutti sanno che Moneta andò poi a lavorare in Sierra Leone, dove cominciò a mangiare le bistecche di manzo, delle quali ne sentiva solo parlare quando viveva a Macerata. Poi divenne ufficiale mercenario del 5 Commando anglosassone in Congo contro i Simba. Poi tentò con 45 mercenari il fallito golpe alle Seychelles, come riportò anche la nostra stampa provinciale dell’epoca. Fu attore per svago e come copertura per il lavoro di “intelligence” nei Servizi occidentali finché esistette l’Unione Sovietica… Quattro anni fa è ritornato a Macerata per curarsi e frequentare la Facoltà di lingue alla nostra Università.
Infine, da notare le corriere che avevamo un tempo… Erano poco capienti. Mi hanno detto che gli atleti della SEF fecero un difficoltoso viaggio verso i luoghi della gloria stipati come sardine. Però si era giovani, si camminava molto a piedi e la passione per lo sport faceva superare i disagi. Sarebbe da ricordare che nella staffetta 4×4 non tutti gli atleti della SEF avevano le scarpette da gara. Per cui, fatto il primo percorso, l’atleta si toglieva le scarpette e, attraversando di corsa il campo dello Stadio della Vittoria, le portava al quarto che stava pronto a ricevere il testimone ed era a piedi nudi. Che bei tempi della giovinezza! Oggi, è impossibile crederci.