RisorgiMarche, Barbarossa e Fabi:
“La musica ci riappacifica con la natura”
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CONCERTI PER RIPARTIRE - I due cantautori protagonisti a RisorgiMarche. L'ideatore Neri Marcorè: "E' anche un modo per far ripartire l'economia". Presenti 150 piccole imprese agricole e dell’artigianato locale
C’è attesa per RisorgiMarche il festival di solidarietà e vicinanza alle comunità colpite dal sisma voluto dall’artista Neri Marcorè, che prevede 13 concerti nell’area del cratere marchigiano a partire dal prossimo 25 giugno fino al 3 agosto, presentato ieri a Roma (leggi). Tra i tanti artisti che hanno aderito alcuni sono venuti alla Casa del Jazz per omaggiare Neri Marcorè.
Luca Barbarossa ripeterà con l’artista marchigiano e Fiorella Mannoia un riuscito esperimento di concerto all’aperto fatto sulle Dolomiti: “La natura è un palcoscenico naturale, ci vuole tempo per rimarginare le ferite ma stiamo cercando di far tornare le persone e ricreare il tessuto sociale. La musica può essere di aiuto”. “La musica è un linguaggio di pace rasserenamento e conforto, questa calamità non deve turbare il rapporto tra uomo e natura. Questi sono i concerti più sensati che si possono fare facendo scomparire l’ego dell’artista. per me è l’ideale”. “Un modo anche per far ripartire l’economia attraverso l’indotto” spiega Marcorè. I vini e i prodotti agroalimentari delle Marche saranno partner dell’evento.
L’Istituto Marchigiano di tutela vini (Imt), il Consorzio vini piceni e l’Istituto marchigiano di enogastronomia (Ime) che assieme rappresentano quasi la metà del pil agroalimentare regionale, vogliono rappresentare una leva in favore della ripartenza del turismo e del settore primario, due comparti ancora oggi in grave difficoltà. Nel corso dei concerti saranno complessivamente oltre 150 le piccole imprese agricole e dell’artigianato locale presenti con delle ‘isole del gusto’ organizzate nelle zone limitrofe alle esibizioni. “La nostra idea – ha detto il coordinatore del Festival per il settore agroalimentare, Alberto Mazzoni – è rimarginare la ferita della terra attraverso il rilancio della terra stessa e delle sue produzioni. Il turismo e l’agroalimentare sono settori collegati che del terremoto stanno subendo i maggiori danni indiretti; noi vogliamo che si riparta da qui. E contiamo sull’impegno della nostra filiera, consapevoli che l’attrattività che riusciamo a generare potrà essere decisiva”.







grazie Marcorè…… sei grande!