Centrodestra e centrosinistra
giocano in difesa,
Ghio attacca gli spazi e segna il primo gol

IL COMMENTO - Il candidato della coalizione civica vince la partita del confronto elettorale di Civitanova sfruttando qualche autogol di Corvatta e la scarsa verve di Ciarapica. I partiti tradizionali restano dietro le quinte
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di Fabrizio Cambriani

Annunciato da qualche giorno e gravido di attese si è svolto lunedì sera il confronto tra i candidati sindaci a Civitanova, organizzato da Cronache Maceratesi. L’obiettivo vero di ciascuno era quello di arrivare al ballottaggio e giocarsi lì in due, uno contro l’altro, la vera partita.
Stranamente i grandi assenti della serata sono stati i partiti politici o anche quel poco che resta di essi. In una sala gremita, sin dai primi istanti dopo l’apertura, erano state riservate agli staff dei candidati (oltre a disabili e giornalisti), le prime due file di sedie. Invece a pochi secondi dall’inizio del confronto si è preso atto che non c’era nessuno, tra questi, a presenziare. Soprattutto nel drappello dei tradizionali schieramenti di centrodestra e centrosinistra. Eppure Civitanova è sempre stata una piazza importantissima e avrebbe meritato più attenzione. Più di Sant’Elpidio, per esempio, dove solo il giorno prima si registrava, quasi ostentandola, la presenza in primissima fila del coordinatore regionale di Forza Italia. La notizia da segnalare è appunto che sia Ciarapica che Corvatta sono stati lasciati soli, almeno in questa circostanza, dalle rispettive segreterie politiche, manco fossero candidati a sindaco di una Acqua Pozzillo qualsiasi.

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Il pubblico in sala al teatro Cecchetti durante il confronto

L’intento di non metterci la faccia è chiaro e lampante: se oggi i colonnelli dei partiti disertano gli appuntamenti importanti, avranno gioco facile domani, in caso di eventuale sconfitta, a scaricare tutte le responsabilità al rispettivo candidato sindaco.
Ma a Civitanova stavolta tutto questo non basterà per salvarsi la coscienza. Qui, oltre alla crisi strutturale e del tutto evidente dei partiti politici, presente anche altrove, vanno registrate forti contraddizioni, traumatici strappi e andamenti mai lineari nei percorsi preparatori alle elezioni da parte degli schieramenti tradizionali. Il prolungarsi dello stallo dovuto alle torsioni interne ai blocchi, da sempre antagonisti, ha fatto prima emergere, poi crescere un gruppo sempre più numeroso di scontenti che ha acquisito, nel tempo, sempre più consistenza. Coordinati dall’avvocato Stefano Ghio, hanno messo in piedi un progetto alternativo di una coalizione civica trasversale, formata da ben cinque liste.

Da quel momento in poi i classici partiti politici, invece che aprirsi alla città e accettare questa sfida, hanno giocato sempre di più a difesa dei loro ormai sgangherati fortini e delle loro incomprensibili, stantie liturgie. Proponendo i medesimi schemi triti e ritriti. Affidando ai soloti noti la cabina di regia delle operazioni. Un trionfo del deja vu che si è rivelato particolarmente odioso, ma anche di una noia mortale. Solo che questa volta, il generale scontento, rischia seriamente di travolgere, come una valanga, le locali segreterie politiche, che di questo hanno perfetta e piena consapevolezza. Non a caso anche i pochi notabili di partito presenti al confronto, se ne stavano ben mimetizzati tra la folla. Particolare questo che non sfuggiva agli occhi più attenti ed allenati. Qualche malizioso disinformato diffondeva la mendace notizia che voleva Silenzi in viaggio addirittura verso le lontane Americhe. In realtà Giulio Silenzi era appena tornato e faceva capolino tra la folla del maxischermo, quasi a confronto terminato con uno zainetto da montagna sulle spalle.
Con queste premesse non potevano che risultare particolarmente deludenti e sottotono i rispettivi candidati dei partiti politici tradizionali: Corvatta per il centrosinistra e Ciarapica per il centrodestra.

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Fabrizio Ciarapica e Tommaso Corvatta

Probabilmente il sindaco uscente, Corvatta, deve essere incappato in una serata decisamente no. Infatti in più di una circostanza e incalzato dalle osservazioni del candidato del Movimento 5 Stelle è riuscito a mettere a segno degli autentici autogol che Comunardo Niccolai, al suo confronto, era un dilettante. Sempre sulla difensiva, non è stato capace nemmeno di suscitare approvazione e consensi, neanche quando – a fronte di progetti fumosi e talvolta irrealizzabili degli avversari – poteva vantare realizzazioni reali e concrete.
Molto al di sotto delle aspettative pure lo sfidante Ciarapica che di competitore agguerrito ha avuto ben poco. Ha svolto il suo compitino senza nessun acuto particolare, né slancio di pathos. Mi è sembrato uno studente che alla maturità inciampa pure sull’argomento a piacere. Alla domanda sulle infiltrazioni malavitose prima ha glissato lasciando la patata bollente alla prefettura, poi si è buttato sui sempre collaudati vigili urbani armati anche di notte, andando visibilmente fuori tema.

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Stefano Massimiliano Ghio durante il confronto

Il protagonista discreto della serata è stato Stefano Ghio che porta a casa il massimo rendimento con il minimo sforzo. Prodigo di alzate di sopraccigli e nasi arricciati, è risultato, tuttavia, mai invadente e parsimonioso di parole. Le ha dosate con cura senza sfarzo di aggettivi o superlativi. Può aver dato l’impressione che partecipasse con distacco al dibattito, ma lo seguiva con estrema attenzione e in tutte le sue dinamiche. Quando Corvatta e Mei prolungano oltremisura il loro botta e risposta, lui interviene al momento opportuno dando sfoggio di tutta la sua autorevolezza. Riesce ad individuare subito il punto critico in questione, indica ai presenti le azioni da correggere e contestualmente, ma soprattutto con tutta naturalezza, riporta calma e ordine in sala. Freddo, lucido e diretto in ogni suo intervento, si concede solo un cedimento emotivo sull’appello finale che trasforma – ruffiano quanto basta – in una dichiarazione d’amore a Civitanova per le opportunità sia personali che professionali che la città gli ha offerto e che sente il dovere di ricambiare.
Fuori, sotto una falce di luna appena accennata, tra i gruppetti che si formano a dibattito concluso, il sornione Ghio, sta già raccogliendo i frutti del suo lavoro. “Gli altri non hanno fatto che litigare uno con l’altro – dice un tale agli astanti – Ghio, invece, qualcosa di interessante lo ha detto”.
Stefano Ghio, l’outsider. Il candidato sindaco di una coalizione civica che ogni giorno vede aumentare le probabilità e quindi la possibilità di andare al ballottaggio, sparigliando una volta per tutte le carte della politica civitanovese. Scommetto che da oggi e fino al giorno dello spoglio dell’ultima scheda, sarà l’incubo di tutti i tradizionali partiti politici.

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