Civitanova, il confronto tra i sei candidati
Per la prima volta il dibattito politico
affronta il tema delle infiltrazioni mafiose

ELEZIONI, SU IL SIPARIO - Teatro Cecchetti strapieno per l'incontro organizzato da Cronache Maceratesi. Entra nel vivo la sfida tra Giovanna Capodarca, Fabrizio Ciarapica, Tommaso Corvatta, Stefano Ghio, Stefano Mei e Dimitri Papiri in vista del voto dell'11 giugno e del quasi certo ballottaggio del 25. Opere pubbliche, criminalità organizzata e cultura hanno acceso la discussione
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di Laura Boccanera e Federica Nardi

(foto Federico De Marco)

Un teatro Cecchetti strapieno, con altrettanta gente in piedi fuori davanti al maxischermo e tanti collegati in streaming hanno assistito ieri sera al primo confronto pubblico fra i 6 candidati sindaco di Civitanova.  Questi i temi che hanno mostrato le maggiori divisioni e acceso gli animi del dibattito che è iniziato con la presentazione dei sei candidati sintetizzata in una clip video biografica. Giovanna Capodarca, Fabrizio Ciarapica, Tommaso Corvatta, Stefano Ghio, Stefano Mei e Dimitri Papiri si sono alternati nelle risposte con momenti di scintille sulla questione Civita Park fra Stefano Mei e Tommaso Corvatta. Il primo applauso della platea però lo strappa Dimitri Papiri. Leggermente sottotono rispetto alla verve degli incontri nei quartieri Tommaso Corvatta e Fabrizio Ciarapica: sindaco uscente il primo, ha pagato in sede di confronto il dover ribattere su alcuni temi affrontati in questi 5 anni. Concreto Ciarapica ha mancato forse un po’ in empatia. Ne esce meglio Stefano Ghio che ha traslato l’oratoria da avvocato della sua professione nel confronto a 6, raramente parlando degli altri (tranne che in qualche passaggio) e concentrandosi su di sé. Bene anche Stefano Mei: si rivolge al pubblico, sembra sicuro nelle risposte, polemico  nel battibecco col sindaco uscente. Ma del resto anche in questi 5 anni in consiglio comunale il rapporto fra grillini e maggioranza non è mai stato particolarmente sereno. Unica donna Giovanna Capodarca prova a contrastare un palco quasi tutto al maschile, mentre Dimitri Papiri pur svicolando a volte dai temi della discussione merita sicuramente almeno di sedere in consiglio comunale.

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candidatio-a-confronto-capodarca-ciarapica-corvatta-boccanera-zallocco-ghio-mei-papiri-civitanova-FDM-5-325x189CIVISMO – Il confronto si apre sulla novità della campagna elettorale nella formazione delle coalizione: il proliferare di liste civiche, solo 7 i partiti, 12 le civiche. Un’operazione che potrebbe sembrare un maquillage per sbianchettare l’immagine polverosa e poco attrattiva dei partiti. Ma per i candidati invece si tratta di civismo vero: “Eccetto Kleos e me – ha detto la Capodarca – gli altri sono stati lungamente in politica. Sicuramente non ci sono le novità”. “siamo 5 liste civiche nate e cresciute intorno a progetto di condivisione della città. Non c’è nessuna finzione” – ha detto Ghio.  “La presenza civica è importante nella mia coalizione – sottolinea Ciarapica che oltre ai partiti è appoggiato da Vince Civitanova, Obiettivo Civitanova e Noi con Ciarapica –  mi sento sereno non parlo di maquillage. Il nuovismo non è un valore, abbiamo anche bisogno di persone con esperienza amministrativa e politica. Non è negativo avere i partiti, soprattutto su determinate questione come le grandi opere che non si fanno solo con il bilancio comunale. Bisogna avere contatti stretti con Regione e ministeri, tenere aperte le porte che servono per il bene della città”. Parla di composizione equilibrata Corvatta che in coalizione ha Pd, Udc, Futuro in comune, La Nuova città e Sinistra unita: “i partiti rappresentano tre idealità vere e le civiche sono diverse: una classica “Nuova città”, che porta valori di concretezza e c’è “Futuro in comune” che vuole essere in parte una scuola in parte una startup e vuole essere punta di diamante di innovazione della coalizione”. Tutti nuovi anche nel Movimento 5 stelle fatta eccezione per la veterana consigliera Mirella Emiliozzi: “La civica l’ho sempre sognata senza politici dentro – dice Mei – che saranno pochi ma sono quelli votati che diventano assessori”. “Siamo supercivici – il commento di Papiri che strappa il primo applauso unanime – ma la differenza è tra gente seria e meno seria, onesta e meno onesta. Certo amministrare richiede collegamenti ma nella mia immagine chi vince chiamerà i migliori, magari anche quelli delle altre liste, capaci di collegamenti e esperienze”.

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candidatio-a-confronto-civitanova-FDM-47-650x433OPERE PUBBLICHE – Sulle opere pubbliche tutti i candidati sindaci, tranne Corvatta, sono contrari al sottopasso su via Carducci dopo che il Cipe ha stanziato 12 milioni di euro  per il maxilotto 1.3 di completamento della Quadrilatero di cui 6 per rotatoria e 6 per sottopasso. Liquidità che se non sarà destinata alle opere prescritte della delibera del Cipe rientreranno nelle disposizioni del Ministero che potrà disporne come ritiene. Ma tutti i candidati (ad eccezione di Tommaso Corvatta che con Ivo Costamagna e con il sottosegretario Nencini hanno voluto e portato a Roma la richiesta) hanno ribadito il loro no anche se significherà perdere il finanziamento pubblico: “Secondo me bisogna ridiscutere tutto con gente competente sul quadro generale della città. La città non è un sottopasso né una rotonda. La viabilità ancora impostata su progetti degli anni 60. Il fatto che ci siano i soldi non vuol dire che bisogna martoriare il territorio! La posizione di Papiri. Una soluzione che non risolve secondo Mei: “Quel pezzo di strada è intasato perché Civitanova è tagliata da tre vie che passano tutte vicino al centro. Se non pensiamo a portare il traffico fuori dalla città non andiamo da nessuna parte. Prima cosa studio di fattibilità di una tangenziale”.  “Se uno ci da 6 milioni di euro ci buttiamo dentro un pozzo?  – chiede Ghio. “Sono 40 anni che la città spaccata a metà da una ferrovia che provoca irritazioni, ritardi e problemi di salute a tutti i civitanovesi – ha ribadito il sindaco uscente -in questi 5 anni abbiamo cercato qualsiasi soluzione. L’unica soluzione accettata dalle Ferrovie dello Stato è stato quella del sottopasso. La variante statale 16 è al tavolo regionale. Intanto questo è il primo passo per portare il traffico fuori, è un passo concreto”. Parla di progetti alternativi Ciarapica: “va portato avanti un altro progetto: doppia rotatoria, soprattutto all’incrocio maledetto dell’ hotel Cosmopolitan e poi prolungamento via De Gasperi come seconda via d’accesso al centro insieme a via Aldo Moro. Prolungamento di via Einaudi col famoso ponte sul Chienti”.   Sul futuro dell’area ex fiera, la maggior parte dei candidati prevedono la sistemazione dell’esistente e magari concorsi di idee, tra le proposte quella di Ciarapica di realizzarci, tra le altre cose, un’area sgambamento cani. Rivendica l’orgoglio di aver abbattuto l’ex fiera e aver ricavato lì  uno spazio Corvatta: “Siamo già partiti con le idee. Sicuramente non pensiamo di cementificare”. Auspica il ritorno del pianoforte rosso a disposizione degli aspiranti pianisti Papiri.

candidatio-a-confronto-civitanova-FDM-5-650x433INFILTRAZIONI MAFIOSE – A metà del dibattito il confronto si accende sulla domanda del direttore Matteo Zallocco che chiedeva ai candidati sindaci un commento sull’interrogazione presentata dal senatore Mario Morgoni ai ministri dell’Interno e della Giustizia sulle infiltrazioni malavitose nelle Marche dopo le inchieste su Cm dell’avvocato Giuseppe Bommarito (leggi l’articolo). Il dibattito slitta però su microcriminalità e sulla questione Civita Park sulla quale c’è stata una lunga indagine da parte della magistratura e che si è conclusa con l’archiviazione.  “E’ un grande argomento – commenta Papiri –  di sicuro il sindaco questa cosa la deve sbandierare, dire, battere i pugni ovunque capiti e fare quello che può: verifica delle residenze, delle attività, convenzione con la guardia di finanza. Nonostante le inchieste dell’avvocato Bommarito qui si cerca di fare finta di niente”. “La criminalità organizzata ha una visione d’insieme che la politica locale non ha – afferma Mei – problema più grande di noi con le risorse che calano. La politica molte volte si gira dall’altra parte. Magari non ha mezzi ma bisogna tirare fuori il coraggio. Queste cose vanno combattute. Anche gli abusivi sul lungomare fanno parte della criminalità organizzata, sono la punta dell’iceberg. Entriamo nelle scuole a insegnare ai nostri figli cos’è la legalità”. “La politica – è il richiamo di Stefano Ghio – non si è mai interrogata quando il procuratore generale Macrì ha incominciato a raccontare che le Marche non erano più un’isola felice non ci sono state. Alla fine della fiera bisogna chiedersi quanta prudenza la politica utilizza nell’affrontare il problema e nel costruire rapporti che portano investimenti a Civitanova. È disattenzione? Lo spero. La microcriminalità è il braccio della macrocriminalità”.

candidatio-a-confronto-capodarca-ciarapica-corvatta-boccanera-zallocco-ghio-mei-papiri-civitanova-FDM-3-650x434Parla della sicurezza sul territorio Ciarapica spostando un po’ l’asse della discussione: “Esistono competenze nazionali e locali. Un sindaco può fare molto per la sicurezza, avere contatti più frequenti con la prefettura, chiedere più risorse e forze dell’ordine. Civitanova è fuori controllo dal punto di vista della sicurezza. Servono rimedi seri. Nel nostro programma prevediamo potenziamento della polizia municipale armata e una città più illuminata per scoraggiare delinquenza e reati minori”.  E’ Tommaso Corvatta a riaprire il caso Civita Park: “per 5 anni l’unico che ha denunciato saltuariamente sono stato io con la mia coalizione. Non a caso Morgoni (Pd) ha fatto l’interrogazione. Ricordo che all’inizio del mio mandato andai con Costamagna alla guardia di finanza a riferire ciò che sapevamo per le indagini in corso sulla zona tecnico distributiva. Le denunce non vanno sbandierate, io le ho fatte e sono state confidenziali. Se denunci e lo dici alla stampa svanisce. Io voglio il risultato. Le prime indagini su Mattucci sono state le nostre, noi siamo stati assolti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere”. E qui gli animi si scaldano con Mei che accusa il sindaco di essersi fatto le foto con Mauro Mattucci, ex presidente Civita Park, poi arrestato per una serie di reati connessi ad altre società appartenenti allo stesso Mattucci: “Nel 2009 Mattucci fu inquisito e poi prosciolto – ha ribattuto Corvatta  – Abbiamo chiesto certificati antimafia 3 volte e sono stati negativi. Per questo siamo andati avanti con l’appalto e finito il palazzetto e la fiera. Qui a Civitanova Mattucci ha lavorato bene. Perché invece nessuno si chiede dove sono spariti i 30 milioni di euro di Banca Marche che non ha fallito allora solo perché è cambiata la dirigenza della Civita Park e del comune. Se non hanno altri 60 milioni di euro persi è perché l’operazione Civita Park è andata a buon termine”. E poi Corvatta rilancia la stoccata ricordando che al momento sotto processo per diffamazione ci sono due esponenti del Movimento 5 stelle.

candidatio-a-confronto-lis-lingua-dei-segni-civitanova-FDM-2-650x434CULTURA – Si parla poi di cultura con la domanda sul futuro dei festival che come format appare superato alla maggior parte dei candidati. “Come spettacolo puro e semplice non attira intelligenze e non ha fondamento formativo. Fino a oggi manca il coinvolgimento sociale nel format spettacolo” secondo Ghio. Secondo Mei meglio destinare le risorse a giovani artisti locali, scuole di ballo e rivedere la gestione dei teatri. Auspica un ritorno alla civitanovesità anche nella cultura Dimitri Papiri. “La cultura deve essere sobria. I Festival molte volte banalizzano la cultura e non lasciano nulla alla città” la posizione di Capodarca. Parla di numeri Corvatta: “Tutto in gioco è costato 1milione di euro, Popsophia per portare qui Platinette e una pornostar aveva 300mila euro. Siamo riusciti a elevare il livello di Futura spendendo una frazione, 150mila euro. “Critiche ingenerose a Popsophia da parte del sindaco – ha detto Ciarapica – offensivo per chi ha organizzato e per chi ha preso parte a quest’evento che ha riempito Civitanova alta per diverse settimane. La rinascita deve passare attraverso cultura e turismo. Bisogna cambiare passo, nuova spinta, nuove idee e programmazione che fino a oggi è mancata degli eventi e degli spazi. Per Popsophia il programma era già noto a gennaio, purtroppo per Futura non è così”.

CHI VORRESTI COME SINDACO – Siparietto simpatico quando viene chiesto ai candidati chi vorrebbero come sindaco della città fatta eccezione per se stessi. E così spuntano inconsapevoli nell’agone politico nomi di insospettabili professionisti. Tra questi l’avvocato Roberto Gaetani, scelto da Papiri. Per Mei il candidato migliore è Pier Paolo Pucci, attuale capogruppo dei 5 stelle in consiglio comunale, Per Ghio è proprio Dimitri Papiri: “la domanda è da siparietto, mi butto su chi mi fa più ridere” ha commentato.  Propone il medico e fondatore dell’associazione sentinelle del mattino Giorgio Barbatelli l’attuale sindaco Corvatta, mentre per Ciarapica il candidato sindaco migliore per umanità e capacità è lo stimato primario di ematologia Riccardo Centurioni. Sceglie ancora una volta una donna Giovanna Capodarca, la “mente” di Civitanoi Tiziana Streppa.

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In tanti anche fuori dal teatro Cecchetti per assistere al confronto

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Giovanna Capodarca

 

L’ultima parte del confronto prevede domande personalizzate per ciascun candidato.  L’ultimo giro riparte dalla Capodarca a cui chiediamo se questo puntare l’attenzione sulla donna e circondarsi di donne non sia una forma di sessimo al contrario: “non ce l’ho con gli uomini – la risposta – non mi piace la prepotenza camuffata da gentilezza e che l’uomo si senta superiore. Qui uomo non è superiore da nessuna parte, siamo due macchine fisiche diverse ma con il cervello siamo in grado di operare alla stessa maniera. Anzi. La donna è creata per soffrire di più e tirare più avanti e ha in mano lo svolgimento della società. L’uomo deve imparare a rispettare la donna, che ha più resistenza dell’uomo. A 28 anni ho cominciato a fare l’agente di commercio in mezzo a 60 uomini.

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Fabrizio Ciarapica

 Questione spinosa per Fabrizio Ciarapica a cui chiediamo se non vede contraddizioni nel portare avanti strenuamente i valori della sicurezza e della legalità e poi avvalersi della facoltà di non rispondere durante le indagini sulla Civita Park e avvalersi della prescrizione del reato, che seppur un diritto dell’indagato sul piano morale per un candidato sindaco potrebbe essere una macchia. “Sono onesto, ho sempre lavorato e non ho scheletri nell’armadio. Nel mio caso i miei diritti sono stati calpestati. In presenza di presunti reati prescritti il pm deve solo chiedere l’archiviazione al gip. Per difendere il principio del cittadino che non può essere sotto accusa a vita. Nel fatto specifico di Civita Park: nasce da una denuncia che noi stessi abbiamo fatto. Io ho detto: una volta chiuse le indagini non ho nessuna difficoltà a rinunciare alla prescrizione perché sono convinto della bontà dei miei atti. Io sono stato chiamato mi sono presentato in procura con il mio legale. Atti contestati a noi erano arrivati con tutti i pareri favorevoli. Io ho svolto il ruolo che mi competeva, della scelta politica. La cosa che mi è dispiaciuta è la gogna mediatica che si è risolta in una bolla di sapone. Questo tempo e queste risorse della procura su fatti prescritti potevano essere utilizzate per altri fenomeni a Civitanova frequenti e sotto gli occhi di tutti”.

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Tommaso Claudio Corvatta

 Spina per Corvatta proprio la sicurezza. A lui si imputa un’azione blanda su abusivismo commerciale, accattonaggio molesto e di non aver voluto vedere il degrado della città. Una situazione cambiata parzialmente nell’ultimo periodo con un programma che prevede potenziamento di polizia municipale e altri provvedimenti. A lui chiediamo se non sia solo una manovra elettorale e perché non è stato fatto prima: “Siamo eredi di una situazione preesistente – ha detto – il fulcro è stato aver posto un dirigente di polizia municipale, ma con i tempi dell’amministrazione ci abbiamo messo 3 anni. Abbiamo rinnovato 46 telecamere per una spesa di 146mila euro. Siamo in contatto constante con prefettura, attività a 360 gradi per rom, furti, abusivismo.

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Stefano Massimiliano Ghio

Parole chiave del programma di Ghio sono bellezza, condivisione, inclusione, connessione, del porto si dice che sia lo “spazio eterotopico per eccellenza, centro semantico del litorale”. A lui chiediamo se questo volare così alto sia molto bello sulla carta ma poco concreto traslato sulla realtà civitanovese. “No, la bellezza risolve la sicurezza – dice Ghio – Se io rendo bello uno spazio la gente esce di casa, lo rioccupa e il balordo se ne va. Non è difficile da immaginare, come in vicolo Marte. A Civitanova serve recupero del degrado urbano. Bisogna fare in modo che la città sia vissuta pienamente in ogni suo angolo. Questo deve capitare su tutta la città”.

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Stefano Mei

Campagna non polemica, quasi sottotono per il Movimento 5 stelle. A Mei chiediamo come mai dopo 5 anni di presenza forte in consiglio comunale la scelta di fare una campagna elettorale quasi in sordina anche sulla rete e sul web. “Non penso che sia così. Ogni settimana sul mio profilo tocchiamo un tema. Facciamo banchetti sabato e domenica e incontri con i cittadini. Noi stiamo in mezzo alla gente. Siamo rimasti fuori da tante polemiche perché la nostra campagna è propositiva”.

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Dimitri Papiri

Uno dei cavalli di battaglia del programma di Dimitri Papiri è invece la possibilità di rivedere le finanze dell’ente e il bilancio con la rinegoziazione dei mutui derivati. “Questa dei derivati è una storia complessa che nasce nel 2001. Le responsabilità personali di quella storia sono prescritte, quei contratti chiusi, ma una cosa mi dà noia. C’è un’ ispezione che parla di contratti nulli quindi quantomeno i flussi finanziari vengono stornati. In questo caso solo quello che figura sono 84mila euro a favore Comune, oltre 2 milioni per Bnl. Ma questi contratti partono in svantaggio, ma non è quello dichiarato. Ci sono 4/5 milioni di euro da richiedere alla banca. Se sarò sindaco richiederà quei soldi, altrimenti faremo azione popolare”.

L’incontro è stato organizzato da Cronache Maceratesi in collaborazione con la concessionaria Delta Motors di Ancona e Montecosaro. Seguirà il commento di Fabrizio Cambriani. 

(Il video integrale del confronto)

 

 

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