Artificioso marchingegno
per autorizzare le casette

IL PUNTO - Fatto apposta per creare un rimpallo di responsabilità per cui se ci sono problemi nessuno è colpevole. E se gli sfollati sulla costa protestano per i trasferimenti li si manda dal Prefetto perché nessuno di quelli che ne sono la causa vogliono metterci la faccia. Il caso dei vigili del fuoco ai quali sono stati tagliate risorse, uomini e mezzi
- caricamento letture

bellesi

Ugo Bellesi

 

di Ugo Bellesi

Quando si ragiona sui ritardi nella consegna delle casette, quando si pensa ai ripetuti traslochi delle famiglie degli sfollati da una località all’altra, quando ci si arrabbia per il ritardo con cui vengono portate via le macerie, quando constatiamo con profondo rammarico che le chiese lesionate (come S.Maria in Via di Camerino) non vengono protette dalle intemperie con conseguenti danni agli affreschi e ad altre opere d’arte, quando si salta sulla sedia perché ad otto mesi dal sisma molte località hanno ancora le “zone rosse”, inevitabilmente si finisce per incolpare lo Stato, la burocrazia, la Regione, le istituzioni e chi più ne ha più ne metta. Non ci si rende conto che le colpe non sono collettive degli appartenenti ad un Ente, ad un apparato o ad una struttura ma responsabili sono sempre delle persone, con tanto di nome e cognome. Così per le casette che non arrivano la colpa è di chi ha dato ordine di seguire una procedura troppo lenta, sbagliata e assolutamente non adeguata alla situazione di emergenza creata dal terremoto. Quindi un colpevole ci sarà. Ma è anche colpevole con lui quel funzionario o quei funzionari che, dovendo eseguire quel procedimento e avendo un minimo di “comprendonio”, non hanno avvertito il superiore che si stava creando un danno enorme alla popolazione terremotata.

sae-castelsantangelo-casette

Il progetto delle Sae per l’area Gualdo (Castelsantangelo sul Nera)

E’ trapelato nei giorni scorsi che l’approvazione delle casette segue una procedura proprio assurda. Eccola nella sua estrema sintesi: a) il sindaco indica un’area per costruire le casette; b) subito dopo la Regione individua il sito preciso; c) quindi la Direzione comando e controllo ( cioè il Dicomat, che fino al 7 aprile era a Rieti) dà il suo parere; d) solo allora si può procedere al sopralluogo con la ditta che eseguirà i lavori; e) finalmente il sindaco può espropriare l’area; f) ma l’esproprio avverrà solo dopo che la Regione avrà emesso l’ordinanza relativa; g) è a questo punto che sindaco e Regione possono firmare il progetto di massima; h) questa firma consente alla ditta di presentare finalmente il progetto esecutivo; i) tale progetto viene approvato dall’Ente regionale abitazione pubblica (Erap) di Macerata; l) il progetto viene quindi ritrasmesso alla Regione che lo spedisce all’Erap di Pesaro per la definitiva approvazione; m) solo allora può avvenire l’aggiudicazione, ma è soltanto provvisoria; n) infatti il progetto deve tornare all’Erap di Macerata per l’aggiudicazione definitiva; o) finalmente la ditta può presentare il piano di sicurezza; p) è il documento definitivo per dare il via ai lavori.

Stavamo per esaurire tutte le lettere dell’alfabeto tanto è macchinoso un procedimento del genere. Tanto è vero che ci viene il dubbio che questo iter, dopo le tante proteste per i ritardi dell’arrivo delle casette, è stato fornito ai giornali solo “ad usum delphini” (come si diceva un tempo) per giustificare gli otto mesi dal terremoto trascorsi inutilmente. Ma evidentemente è un iter tracciato un po’ frettolosamente perché hanno dimenticato alcuni passaggi. Ad esempio tutto questo ambaradan non prevede l’intervento di un gruppo di geologi per controllare la stabilità del terreno prescelto. E soprattutto senza che il progetto e tutti gli elementi caratteristici della ditta prescelta siano controllati dall’Anac di Cantone. Sono errori imperdonabili… D’altra parte questo è un “vezzo” degli uffici pubblici: quando non c’è nessuno che voglia prendersi le responsabilità di una decisione allora si allunga la catena dei possibili “responsabili” in modo di dividere tra più persone le eventuali colpe, il che consente di fare più facilmente lo… scaricabarile.

terremoto-visso-15-325x244

Visso a otto mesi dal sisma

Come mai tutti questi accorgimenti e poi succede che i ponti (come quello sull’autostrada in zona Loreto) è crollato mentre i ponti dei romani (che non avevano né Regione, né Dicomat, ne Erap, né Anac, né la tecnologia moderna) sono ancora in piedi nonostante terremoti, bombardamenti, alluvioni ecc.ecc.? Ma parliamo di cose serie. C’è un allevatore di 58 anni che a Fiastra si è suicidato presumibilmente perché colto da “depressione” (leggi l’articolo). Viveva con la madre in un modulo abitativo in quanto la sua casa era danneggiata dal terremoto ed attendeva l’arrivo della stalla per dare un riparo ai suoi animali. Qualcuno ha titolato la notizia così: “La nuova stalla non arriva. Suicida a 58 anni allevatore sfollato”. E’ sciacallaggio? Forse si! Ma forse era la cruda verità…
Il ritardo nell’arrivo delle casette per i terremotati “deportati” lungo la costa è esploso solo quando gli sfollati e i sindaci, pressati a lasciare i camping e gli alberghi per far posto ai turisti estivi, sono stati invitati a trasferirsi in altre località (leggi l’articolo). A quel punto sindaci e sfollati dovevano essere mandati a parlare non con il prefetto, che non ha ovviamente alcuna colpa di quanto accaduto e che non ha strumenti tali da “rimediare” agli errori degli altri, bensì con i responsabili che avevano creato quel problema irrisolvibile. In questo modo avrebbero capito che non si lasciano i pastori all’aperto a lottare contro la neve per proteggere le loro bestie (e quante ne sono morte! Ma a Roma ci si è accorti solo a Pasqua della “strage dei poveri agnellini”), che non si possono abbandonare i terremotati per mesi e mesi lontano dalle loro città per poi “intimare loro” di sistemarsi per altri mesi in una località ancora più lontana.

Curcio-errani-1-400x223

Da sinistra Fabrizio Curcio e Vasco Errani

Ma le responsabilità non ricadono neppure su Errani o Curcio perché al momento di essere nominati nei loro incarichi il Governo non ha affidato loro una Ferrari bensì una macchina sgangherata di seconda o terza mano. “Infatti – ci dice un sindaco dell’area terremotata – hanno trovato un territorio non solo distrutto dal terremoto ma anche impoverito dei servizi essenziali, con ospedali chiusi o con reparti soppressi, con Province esautorate dai loro compiti e private di adeguate risorse economiche, con anziani assistiti in edifici non adeguati a resistere ai terremoti, edifici scolastici non sicuri, con Comuni ridotti al lumicino sia di personale che di finanze con segretari comunali “in servizio di scavalco” per più amministrazioni comunali, con uffici tecnici ridotti ad un solo geometra, con vigili urbani insufficienti tanto da essere impegnati da una località all’altra in occasione delle sagre quando arriva tanta gente, con scarsa manutenzione delle strade proprio per carenza di stanziamenti, con arterie anche importanti che attraversano i paesi per cui basta una casa pericolante per bloccare tutto (mancano spesso le circonvallazioni, non ci sono le costose “varianti di valico”, i cavalcavia, gli svincoli che abbondano nel nord Italia). Le ferrovie non ci sono: quella di S.Benedetto, sia pure elettrificata, si ferma ad Ascoli, mentre la Fermo-Amandola è chiusa da tempo immemorabile. Dopo anni e anni di sacrifici imposti dai governi che si sono succeduti con tagli sempre più drastici il Corpo dei vigili urbani risulta sotto organico e anche le forze dell’ordine, con la sospensione del turnover, non beneficiando dell’assunzione di giovani per sostituire chi va in pensione, sono carenti nonostante l’impegno di tutti e l’abnegazione nell’aiutare la popolazione”.

silvia_fronzi_staff_il_vecchio_mulino

Silvia Fronzi con lo staff del Vecchio Mulino

E per quanto riguarda i vigili del fuoco in un comunicato a firma di Edoardo Scialbini per l’Usb dei vigili di Macerata si legge tra l’altro: “Il corpo dei vigili del fuoco, negli anni, ha subito continui tagli da parte dei Governi che, senza il minimo scrupolo, hanno messo in seria discussione lo standard di risposta dei vigili del fuoco e di sicurezza di un territorio come quello del Maceratese e il suo entroterra….Ci sono state tagliate ulteriori risorse economiche, uomini e mezzi pregiudicando sensibilmente la nostra presenza sul territorio…” E veniamo ai “soldi del terremoto”. Ne parlano tutti (dal presidente del Consiglio ad Errani, a Curcio, alla Regione) sostenendo che i soldi ci sono e si citano sempre gli investimenti per la ricostruzione leggera e per quella pesante. Però la gente, in particolare i terremotati, si domanda: “Come mai le due sorelle Silvia e Serena Fronzi che gestiscono il ristorante “Il vecchio molino” di Pievetorina, le quali vantavano un credito di 150.000 euro avendo servito i pasti ai vigili del fuoco da dicembre ad aprile, hanno ricevuto soltanto un acconto di 41.000 euro? Questo significa che non potranno pagare i loro fornitori, qualcuno dei quali forse (ma speriamo di no) sarà costretto a chiudere” (leggi l’articolo).
E questo è soltanto un caso emblematico. Ben più grave la situazione di diverse aziende edili della provincia che fin dallo scorso novembre hanno lavorato per i Comuni terremotati per mettere in sicurezza abitazioni e aprire strade ma fino ad oggi non hanno ricevuto alcun rimborso. “E noi intanto – ha dichiarato Luca Marinucci, uno dei titolari di un’azienda edile di Corridonia – abbiamo dovuto anticipare il denaro per pagare i dipendenti, le materie prime e le tasse”. Stessa situazione per Marco Imperatori di Caldarola, che ha eseguito lavori per 140.000 euro per il suo Comune, e con lui hanno lavorato anche idraulici, elettricisti ed altre aziende ma nessuno ha ricevuto un solo euro.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =