“Non spostate gli sfollati”,
delegazione dal prefetto

MACERATA - I rappresentanti del comitato "La terra trema, noi no" sono stati ricevuti da Roberta Preziotti. Tra 3 giorni sarà aperto un tavolo con la prefettura di Fermo, la Regione e la Protezione civile. Intanto però entro il 15 maggio 60 persone dovranno lasciare l'Holiday di Porto Sant'Elpidio
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La delegazione all’ingresso in prefettura

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Da sinistra Diego Camillozzi, Ludvina Cinti e Claudia Pedoni

 

di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Un tavolo di confronto entro tre giorni tra prefetture di Fermo e Macerata, Regione e Protezione civile perché «precettare i camping non è possibile», hanno riferito nel primo pomeriggio i rappresentanti del comitato “La terra trema noi no”, al termine di una riunione di oltre due ore con il prefetto di Macerata, Roberta Preziotti. A chiedere l’intervento del prefetto per evitare agli sfollati di spostarsi di nuovo, con il rischio concreto di dividere famiglie e di creare enormi disagi a chi deve tornare nell’entroterra per lavorare, anche il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, con una lettera a prefettura e Regione inviata il 28 aprile. Ma niente di fatto. Una forzatura simile, ha spiegato Preziotti alla delegazione, è possibile solo se viene riconosciuto lo stato di emergenza. E non è questo il caso. Nel frattempo, entro il 15 maggio, solo dall’Holiday di Porto Sant’Elpidio dovranno andarsene altre 60 persone. Destinazione: Fermo, Porto San Giorgio, Pollenza, Pedaso.

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Da sinistra Monica Pierdomenico e Claudia Pedoni

«Siamo quantomeno disorientati e disperati – ha detto una delle rappresentanti Claudia Pedoni, di Visso, appena uscita in piazza della Libertà dopo la riunione –. Dobbiamo tutelare tutti e ci sentiamo anche leggermente presi in giro. Non riusciamo ad arrivare alla fine di questa questione». Con lei a rappresentare gli sfollati che non vogliono spostarsi anche Monica Pierdomenico, Diego Camillozzi e Ludvina Cinti. «Non lascino a noi il compito di fare occupazione – ha detto Cinti -. Dato che l’assessore Moreno Pieroni (che si occupa della situazione sfollati in Regione, ndr) e diversi sindaci hanno ribadito che nessuno si deve spostare contro la sua volontà dalle strutture ricettive, si assumano la loro responsabilità. Il problema è veramente serio e per chi lo vive è motivo di ansia e agitazione. Abbiamo chiesto di rimanere dove ci troviamo perché là si sono ricreate comunità necessarie. Soprattutto per chi lavora o ha figli e sa di poter contare sul vicino di stanza. Abbiamo con noi tutto quello che abbiamo recuperato dalle case inagibili – ha concluso Cinti – non siamo turisti con una valigia».

(Servizio aggiornato alle 17,03)

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