Zona economica speciale bocciata,
Pastorelli: “Unica speranza
per il territorio”
SISMA - Ritirato l'emendamento in Commissione ambiente per la Zes nei comuni del cratere. La promessa è che se ne riparlerà in un altro decreto. Il nodo sarebbe l'avallo dell'Unione europea. E sul Modello Ussita per ora tutto tace

Maurizio Verdenelli
di Maurizio Verdenelli
Doccia ScozZESe. Dove ZES sta per zona economica speciale. Alla Commissione Ambiente della Camera il ‘fuoco amico’ della coalizione ha espunto dagli emendamenti – salvandone tuttavia altri – proposti dall’on. Oreste Pastorelli quelli presenti nella proposta di legge a favore dei comuni del cratere. In effetti c’era poco da sperare circa un iter dolce per la ‘bozza’ a firma Pastorelli, Locatelli, Lo Monte visto che questa era stata firmata soltanto da due parlamentari marchigiani (rispetto ai 32 complessivi): la campionessa di schema Valentina Vezzali, studentessa e testimonial di Unicam e da Lara Ricciatti.
Gli emendamenti al terzo decreto legge sul terremoto del Centritalia servivano a tagliare la strada al cammino poliennale della proposta legislativa. Ora se ne parlerà in aula, il 21 prossimo, in sede di conversione in legge del Decreto ma le speranze per recuperare in extremis la Zes sono davvero pochine. “Tuttavia noi ci proveremo – dice l’on. Pastorelli- e porteremo avanti contestualmente la stessa proposta di legge. Questi emendamenti rappresentano l’unica speranza di far ripartire territori letteralmente a terra dopo le scosse e di dare occupazione alle comunità di cui si teme lo sradicamento”. A Camerino, ad esempio, sta ‘migrando’ a Civitanova uno dei locali-pizzeria storici della città, punto di riferimento (e non solo) di tanti studenti universitari. “I miei ragazzi, che sono rientrati, praticamente si trovano senza un contesto urbano” dice il rettore Corradini.

Della Valle e Renzi
Perché dunque non si avvia la Zes nei comuni del cratere? Perché sin da ora non si tenta di attirare capitali, anche e soprattutto stranieri, con facilitazioni fiscali a condizioni di occupare stabilmente, in buona percentuale, la manodopera locale? Il caso Arquata del Tronto, con il prossimo insediamento del gruppo Della Valle, fu salutato entusiasticamente come un ‘dono’ dall’allora premier Matteo Renzi (leggi l’articolo). Gli esponenti socialisti hanno avuto in effetti alcune spiegazioni. Occorrerebbe trovare l’accordo con l’Europa sempre poco propensa a creare delle enclave fiscali in aree del Continente a svantaggio di altre. Un chiarimento che non ha convinto del tutto l’ex sindaco di Camerino, Dario Conti: “Perché allora i nostri parlamentari Pd, a Camerino qualche settimana fa, non si sono premurati di consegnare al presidente Antonio Tajani la proposta di zona economica?”. La promessa, dopo la ‘bruciatura’ della bocciatura, è quella di riparlarne, con una maggioranza sicura, ad un prossimo e definitivo (si spera, se tutto finalmente verrà stabilito) decreto legge sui comuni del cratere. Che, sia detto non per inciso, sono ancor in attesa delle cosiddette ‘soluzioni abitative d’emergenza’: le casette previste in estate.

Mattarella con il sindaco di Ussita Marco Rinaldi
“Tutto va a rilento, troppo a rilento ” è il coro che si leva da parte dei sindaci del ‘cratere’ da Sergio Pirozzi (Amatrice) ai marchigiani, in particolare dalla provincia di Macerata, il territorio più colpito dal terremoto. “La partita però non è ancora chiusa” promettono Pastorelli e Conti. Quest’ultimo che aveva guidato a Roma con il rettore di Unicam, Flavio Corradini, la delegazione camerinese alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa socialista alla Camera. Tante aspettative, quell’8 marzo, ma sfiorite rapidamente come le mimose di quel giorno. E del Modello Ussita, la proposta presentata da Unimc dal rettore Adornato, dal prof. Rivetti e dal sindaco Rinaldi? A parte le felicitazioni per l’idea della ‘leva fiscale dal volto umano’ da parte del consigliere economico della Presidenza della Repubblica (e l’interessamento verbale di Sergio Mattarella in visita ad Ussita qualche mese fa) tutto tace. Tutto avvolto nella prima nebbiolina di un’incipiente primavera sulle rovine del terremoto.
Non bisogna abbandonare le speranZES.