Busta paga pesante, i sindacati:
“Restituzione a dicembre è una beffa”

SISMA - Allarme di Cgil, Cisl e Uil per le norme che non chiariscono i termini della misura Irpef. Chiesta una rateizzazione di 18 mesi
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Daniel Taddei (Cgil), Silvia Spinaci (Cisl) e Manuel Broglia (Uil)

 

La norma che definisce la sospessione dell’irpef per i lavoratori non è chiara e preoccupa i sindacati, dopo l’allarme di ieri della Cisl (leggi), una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil esprime seria preoccupazione e sconcerto per quanto sta emergendo dall’analisi del terzo decreto sisma sulla restituzione della busta paga pesante: “Dal testo trasmesso alle Camere per la conversione in legge non è affatto chiaro che anche all’Irpef sospesa possa applicarsi la norma generale secondo cui le modalità di restituzione dei tributi sospesi a seguito di calamità naturale devono essere disciplinate con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che può prevedere una rateizzazione senza sanzioni e interessi fino a un massimo di 18 mesi”.  Un’attenta lettura del testo evidenzia anche altre criticità: “C’è di peggio, dal decreto e dalla relazione tecnica che lo accompagna si evince testualmente che la ripresa del versamento dei tributi sospesi , inclusa l’Irpef, “avverrà entro il 16 dicembre 2017 senza sanzioni e interessi e che considerata la previsione di restituzione dei tributi sospesi entro il corrente anno, non si rilevano effetti in termini di minori entrate tributarie rispetto a quanto previsto a legislazione vigente.”  La restituzione a dicembre dell’intera somma è “un’assurdità e una vergogna” secondo le sigle sindacali: “Significherebbe chiedere ai lavoratori e ai pensionati delle zone terremotate di restituire importi mediamente non inferiori ai 4 mila euro circa in un’unica rata. Ci viene il dubbio che il Governo ancora non si sia reso conto che queste norme si applicano a persone ad elevata vulnerabilità, rimaste senza casa e costrette a trasferirsi lungo la costa e magari a sostenere a proprie spese migliaia di chilometri al mese per recarsi a lavoro. Persone che potevano trovare nella busta paga pesante un po’ di ristoro economico e che invece vengono così costrette a subire la stangata della restituzione in unica soluzione”.

Un’ennesima tegola per cittadini in difficoltà dopo il caso del domicilio del sostituto d’imposta che escludeva quelli con datore di lavoro fuori dal cratere: “La vicenda sta assumendo le forme di una vera presa in giro.  Ci troviamo di fronte quest’altra beffa della restituzione in unica soluzione entro fine anno, una beffa che contraddice il senso stesso dell’introduzione dell’agevolazione. Come Cgil, Cisl e Uil chiediamo che il Parlamento intervenga in fase di conversione in legge per correggere questo ulteriore paradosso e chiarisca in modo puntuale le modalità di restituzione dell’Irpef sospesa, escludendo il pagamento in unica soluzione e prevedendo espressamente la rateizzazione almeno in 18 mesi come previsto in via generale dalla legge.

 

Busta paga pesante: dubbi sui modi di restituzione



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