Fallita la Effemme,
gestiva noti locali della costa
Il capitale sfiorava i 4 milioni
INDAGINE - Si tratta di un'azienda le cui quote societarie, in base ad un sequestro disposto dal Gip del tribunale di Macerata, erano riconducibili al patron della Civitanovese Giuseppe Cerolini. L'istanza presentata da due aziende creditrici. La società aveva avuto la gestione del Nero di sole di Porto Sant'Elpidio, del Deep Blu a Porto Recanati, del Conte De Vico di Civitanova
di Gianluca Ginella
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Fallita la Effemme srl, azienda che ha avuto in gestione diverse attività e locali piuttosto conosciuti nel Maceratese e nel Fermano come il Deep Blu di Porto Recanati, il Conte De Vico e il bar pizzeria Annibal Caro di Civitanova e il Nero di sole di Porto Sant’Elpidio e che, secondo la Guardia di finanza, era legata al patron della Civitanovese Giuseppe Cerolini. Non solo, proprio il presunto legame con la Effemme e fatture che sarebbero state emesse da questa e dalla Meg srl (sempre riconducibile al patron, stando alle indagini) verso una società bulgara senza che fosse pagata l’Iva, avevano portato ad una misura cautelare per Cerolini (che lo scorso 21 luglio era andato agli arresti domiciliari). Le istanze di fallimento erano state proposte da due aziende. Una è la Mav, proprietaria del Nero di sole, che lamentava mancati pagamenti degli affitti per circa 35mila euro. L’altra è una società olandese. «Insomma, non c’era solo il nostro debito – dice l’avvocato Alfonso Valori che insieme al legale Rossano Romagnoli assiste la Mav –. L’azienda straniera vantava un credito per più di 200mila euro verso la Effemme. Ora il nostro obiettivo è il recupero del credito. Da quello che si legge nella visura la Effemme è al 100 percento di una azienda americana con capitale di quasi 4 milioni di euro. Però in base ad un sequestro preventivo del giudice le quote societarie vengono ricondotte a Giuseppe Cerolini».
Nei documenti si legge infatti che il gip del tribunale di Macerata aveva «disposto il sequestro preventivo di tutte le quote del capitale sociale della società “Effemme srl”, pari ad euro 3.940.000, riconducibili a Cerolini Giuseppe, così come individuate dalla Guardia di finanza di Macerata». Provvedimento che era stato emesso il 18 marzo del 2016. La vicenda riguardava indagini sul conto del patron della Civitanovese e inerenti a presunti reati fiscali. Cerolini in passato aveva comunque precisato: «Ho ceduto la Effemme nell’ottobre 2015 e lasciato pagato l’affitto (dello chalet Nero di sole, ndr) fino a febbraio 2016». Amministratore unico della Effemme, da quanto emerge nella visura, è Iuri Tesan Agostinis, 44 anni.
L’azienda è stata dichiarata fallita dal tribunale di Roma in quanto la sede dell’azienda è nella capitale, in via Nizza, 63. La Effemme srl ha avuto in gestione, oltre che a ristoranti e bar, anche una decina di distributori di carburante. In seguito alla sentenza di fallimento l’azienda può proporre appello. Per quanto riguarda il patron della Civitanovese, a metà gennaio è uscito dagli arresti domiciliari, dove si trovava dal 21 luglio. E proprio una indagine che riguardava, tra le altre, la Effemme srl, aveva portato all’arresto di Cerolini. Secondo la guardia di finanza si tratta di una società legata al patron della civitanovese che avrebbe emesso fatture per 410mila euro verso una ditta bulgara, la Adzhi Em-Eood, aperta da un collaboratore Giovanni Aldo Mellino (pure lui arrestato), senza pagare l’Iva.















Ah, dichiarata fallita una società con un’ingente esposizione debitoria. Wow, singolare, interessante.
Le societa´ servivano a reciclare soldi
Può dirlo forte signr.Sgattoni…ho lavorato per 5 mesi in uno dei tanti distributori gestiti dalla Effemme con a capo il signr.Cerolini…non mi è mai stato fatto un contratto e men che meno non ho mai percepito alcun stipendio….mi hanno raggirato con scuse facendomi parlare al telefono(mai nessuno si è presentato per conoscermi quanto meno insegnarmi,solo telefonicamente)con almeno 3-4 persone diverse al giorno…sempre solo numeri di cellulari(che circa ogni 10 gg questa cerchia di persone cambiavano…ho come minimo 3/4 numeri telefonici per persona!!) perchè all’unica utenza fissa che mi era stata data dalla Effemme non potevo chiamare in quanto mi era stato detto dai suoi collaboratori che quella linea aveva dei problemi….poi successivamente ,dopo l’avvenuto sequestro preventivo dell’impianto il 21/01/2015,ho scoperto che quell’utenza fino all’ottobre del 2014 era intestata a una pasticceria di San’t Eupidio ovviamente gestita dal Cerolini..poi,dopo il sequestro,risultava intestata a un privato sempre nella medesima zona …insomma tutto tranne la Effemme…Comunque tornando al suo commento signr Sgattoni ha pienamente ragione in quanto tra marzo e aprile 2015 ,quando si presentò uno stretto collaboratore del Cerolini con l’intenzione di scassinare la porta all’impianto ove si trovavano tutti i beni posti sotto sequestro e momentaneamente sotto la mia responsabilità per portarseli via tenendomi allo scuro con la scusa che aveva perso le chiavi(lo disse al mio compagno che gestisce un autolavaggio nel medesimo piazzale dell’impianto che mi avvisò subito),mi confessò apertamente con testuali parole:”BEH..COSA CREDI…CHE QUESTO SIA UNA FONTE DI GUADAGNO??????….”…………………………………………………………………………………………………………………………..!
Scusate non 2015 ma 2016!