Legge sisma, Bisonni sulle ritenute:
“Nessuna sospensione per chi lavora
in ditte domiciliate fuori cratere”

L'INTERVENTO - Il consigliere regionale ha presentato una mozione per chiedere una modifica al testo: "E' stato commesso un errore individuando nel domicilio fiscale dell'azienda il requisito per il diritto al beneficio quando invece il lavoratore risiede in uno dei comuni del cratere"
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Il consigliere regionale Sandro Bisonni

 

“Il legislatore individua la possibilità, per i terremotati, di accedere ad un beneficio mediante la domiciliazione del sostituto d’imposta. Ma cosa succede se ad esempio un abitante di Ussita lavora in Banca Marche? Ebbene non ha diritto a nessun beneficio in quanto Banca Marche è domiciliata a Roma, ossia fuori dal cratere”. È il consigliere regionale Sandro Bisonni a sottolineare quello che definisce un “errore che può creare situazioni paradossali” nel decreto sul terremoto poi convertito in legge e a presentare una mozione che impegna il Governo regionale ad agire presso quello nazionale affinché modifichi al più presto il provvedimento per porre rimedio “a quella che appare come una evidente ingiustizia”. “Ovviamente questo ragionamento si estende a qualsiasi altra ditta che abbia il domicilio fiscale fuori dal cratere, pensiamo ad esempio ai lavoratori delle cartiere Miliani, a quelli della grande distribuzione” precisa Bisonni, che spiega: “nel passaggio all’articolo 48 si è inserito il comma 1 bis, che prima non c’era, che prevede la possibilità di ottenere, per i terremotati, la sospensione delle ritenute alla fonte da parte di sostituti d’imposta fiscalmente domiciliati nei comuni del cratere. E’ ovvio quindi che si è commesso un errore individuando nel domicilio fiscale della ditta il requisito per il diritto al beneficio del cittadino terremotato quando invece si doveva fare diversamente, ad esempio considerando il domicilio del cittadino o la sede operativa del soggetto giuridico”.

 



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