Schede Aedes più veloci,
cambia la procedura
SISMA - Una nuova ordinanza del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ridefinisce l'iter per la verifica dei danni alle case

La riunione del Comitato istituzionale per l’attività di ricostruzione
Troppe case da controllare dopo il terremoto, la Protezione civile sveltisce le procedure per le schede Aedes, quelle relative all’agibilità e ai danni nell’emergenza sismica. A farle, adesso, possono essere «professionisti iscritti agli ordini e collegi professionali abilitati all’esercizio della professione con competenze di tipo tecnico e strutturale nell’ambito dell’edilizia» direttamente incaricati da chi ha la casa “non utilizzabile” secondo le schede Fast. A dirlo è il comune di San Severino a seguito della riunione di ieri del Comitato istituzionale per l’attività di ricostruzione (di cui San Severino fa parte), con Protezione civile, sindaci, il commissario Vasco Errani e il governatore Luca Ceriscioli. Sul tavolo la nuova ordinanza del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio (leggi il testo completo). Le verifiche, scrive il Comune «devono essere svolte dai tecnici secondo le istruzioni del manuale per la compilazione della scheda di 1° livello di rilevamento danno, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell’emergenza post-sismica». Sarà poi Errani con un ulteriore provvedimento a disciplinare ulteriormente lo svolgimento delle attività di verifica d’agibilità richieste dai privati. Fermo restando che la scheda Aedes è condizione essenziale per richiedere i contributi per la ricostruzione privata e ai Comuni per chiedere i moduli abitativi. Per chi abita nei comuni fuori dal cratere invece è possibile chiedere la verifica di agibilità con scheda Fast, presentando la domanda insieme all’ordinanza di sgombero (se c’è) o alla perizia che dimostra che i danni alla casa sono stati provocati dal terremoto.
Vademecum sulla legge terremoto: casa, imprese, ricostruzione, tasse
E chi lo paga dopo?
che tempestività! dopo soli 2 mesi dalla scossa del 26 ottobre si cambiano le carte in tavola affidando la sorte delle famiglie a professionisti non più abilitati dal corso AeDES.
come dire, esagerando ovviamente, siccome i morti d’infarto sono troppi, facciamo diventare medici anche gli infermieri.
se invece di estendere i curanti il governo avesse provveduto a prevedere, come in California (info tratta dallo stesso manuale AeEDES!) una tutela legale per i certificatori dei danni e dell’agibilità in regime di emergenza post-sismica, anzichè esporli al pericolo di conseguenze civili (risarcitorie) e penali in caso di conseguenze di errori senza colpa o dolo (si tratta sempre di sopralluoghi speditivi ed analisi visive, senza calcoli o prove, forse ci sarebbero frotte di ingegneri, anche dipendenti pubblici, pronti a scendere in campo, previamente qualificati. e invece no. la protezione civile decide di non qualificare più nessuno col corso AEDES e di far certificare (anche se solo gli immobili privati) tutti gli ingegneri con una vaga e non meglio specificata esperienza in campo edile e strutturale!!!! non mi sembra corretto.