Sferisterio d’Oriente, ecco i cast

MACERATA OPERA - Stagione lirica dal 20 luglio al 14 agosto. Inaugurazione con Shi, prima assoluta per la commissione d’opera a Carlo Boccadoro che celebra Matteo Ricci al TLR. Turandot, Madama Butterfly e Aida in arena. Grandi voci: Irene Theorin interpreta Turandot, torna Maria Josè Siri per Madama Butterfly, Maria Pia Piscitelli è Aida Sul podio Pier Giorgio Morandi, Massimo Zanetti, Riccardo Frizza, Carlo Boccadoro

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Paola Taddei (direttrice Accademia), Luciano Messi (sovrintendente), Romano Carancini (presidente Associazione Sferisterio), Gianfranco Stortoni (direttore di palcoscenico) e Francesco Micheli (direttore artistico)

 

di Maria Stefania Gelsomini 

Ebbene Shi, torna l’opera al Lauro Rossi nel segno di Padre Matteo Ricci. La cinquantatreesima stagione lirica dello Sferisterio dal sapore d’Oriente s’inaugura al Teatro Lauro Rossi il 20 luglio 2017 con una novità assoluta: Shi, opera commissionata dal Macerata Opera Festival al compositore Carlo Boccadoro, maceratese di nascita e milanese d’adozione. Shi, che si pronuncia per una curiosa coincidenza molto “alla marchigiana” Sci, è in realtà un termine della filosofia cinese traducibile con “Si faccia” ed evoca l’eccezionale vicenda del gesuita maceratese Matteo Ricci.
La presentazione odierna dei cast della prossima stagione lirica è stata anche l’occasione per il sindaco Romano Carancini, il direttore artistico Francesco Micheli (che sta lavorando alla programmazione del prossimo triennio) e il sovrintendente Luciano Messi per fare il punto sullo stato dell’arte e indicare le direttive per il futuro, che si prospetta pieno di innovazioni e sperimentazioni. “Stiamo approdando a un porto sicuro e stiamo cercando nuove frontiere da esplorare” ha dichiarato il sindaco, “di fronte a noi abbiamo un bivio: o andare verso un consolidamento delle linee scelte dal 2012 a oggi, o percorrere nuove strade. Ma vogliamo cercare posti nuovi ripartendo da dove siamo arrivati”. E quali sono questi punti di partenza? Una passione inaspettata per il melodramma della città (con riferimento ai mecenati, agli amici dello Sferisterio, alla Notte dell’Opera), la filosofia di storie senza tempo – quelle della lirica – che si sono rivelate storie della quotidianità, la sperimentazione di linguaggi nuovi e contemporanei, la capacità di anticipare discussioni su temi di attualità, i giovani, la qualità, l’internazionalizzazione.

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L’Aida allo Sferisterio (foto Alfredo Tabocchini)

Alcune novità sono state già annunciate, come il ritorno a dodici serate di lirica allo Sferisterio (4 per ognuna delle 3 opere), oltre alle 4 repliche della nuova opera Shi al Lauro Rossi. Una stagione fitta di appuntamenti, che si inaugura il 20 luglio e termina il 14 agosto (Shi 20 e 26 luglio, 2 e 9 agosto; Turandot 21 e 29 luglio, 4 e 13 agosto; Madama Butterfly 22 e 28 luglio, 6 e 12 agosto; Aida 30 luglio, 5, 11 e 14 agosto).
Ora però occorre capire, spiega Carancini, “chi è pronto a salpare di nuovo e a salire su questa nave”. Ossia: l’impegno noi ce lo mettiamo tutto, ma abbiamo bisogno di aiuto. Specialmente dopo gli ulteriori tagli del FUS (altri 50mila euro), ci si augura che non venga meno, e che anzi si rinforzi, il sostegno dei mecenati, degli amici dello Sferisterio, dei giovani e delle istituzioni, Regione e Stato per primi. A questo proposito Luciano Messi conferma che si sta facendo pressione sul ministro e sulla nuova legge sullo spettacolo ora al Senato affinché includa parametri diversi relativi alla tipologia dei teatri musicali all’aperto, che non renda impari la competizione per l’assegnazione dei fondi con realtà teatrali più grandi e che lavorano durante tutto l’arco dell’anno. Intanto Francesco Micheli, in scadenza di contratto nel 2017, sta lavorando alla programmazione del triennio 2018/2020, con idee ben precise: la volontà di esplorare nuovi repertori, anche con titoli meno rappresentati sul palcoscenico maceratese, come il Mefistofele di Boito.
Ma ecco alcune anticipazioni sulle quattro opere accomunate sotto il segno dell’Oriente. Shi, composta e diretta dal maestro Boccadoro, su libretto di Cecilia Ligorio, è un progetto realizzato in collaborazione con docenti e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, che cureranno scene, luci e costumi, con i video di Igor Renzetti. Si tratta di un’opera per due pianoforti, tre percussioni e due baritoni (Roberto Abbondanza e Bruno Taddia), con la partecipazione dell’attore Simone Tangolo. L’opera darà una lettura diversa, ma intensa ed entusiasmante, della figura di Padre Matteo Ricci.
La Turandot di Puccini, in coproduzione col Teatro Nazionale Croato di Zagabria (la firma è imminente), inaugura lo Sferisterio il 21 luglio con un allestimento del dissacrante duo registico StefanoRicci/Gianni Forte, le figure più rappresentative del teatro contemporaneo in Italia, al loro debutto nella regia lirica, con le scene di Nicolas Bovey. La direzione d’orchestra è affidata alla prestigiosa bacchetta italiana (come le altre due sul podio dello Sferisterio) di Pier Giorgio Morandi. Nel cast il soprano Irene Theorin, acclamata interprete wagneriana alla Scala e a Berlino, nei panni della principessa di gelo Turandot, per la prima volta a Macerata, il tenore Rudy Park (Calaf), Alessandro Spina (Timur) e il soprano mozartiano Davinia Rodrigues al debutto come Liù, dopo il recente trionfo a Vienna come Lady Macbeth.
Di Puccini anche il secondo titolo in cartellone, la Madama Butterfly, allestimento coprodotto con il Teatro Massimo di Palermo (collaborazione che prosegue dopo la Norma del 2016), dove brillerà la stella del soprano Maria Josè Siri, che ha appena trionfato nello stesso ruolo all’inaugurazione del Teatro alla Scala il 7 dicembre (lì ha debuttato nella prima versione scaligera dell’opera, qui debutterà la versione classica definitiva) e che è stata applaudita protagonista della Norma maceratese la scorsa estate. Lo spettacolo porta la firma del giovane regista Nicola Berloffa e sarà diretta dal maestro Massimo Zanetti, con le scene di Fabio Cherstich e i costumi di Valeria Donata Bettella. Altri interpreti saranno il tenore Antonello Palombi (Pinkerton), il baritono Alberto Mastromarino (Sharpless), Manuela Custer (Suzuki) e Nicola Pamio (Goro). Pare che Berloffa abbia immaginato la casa di Butterfly come una grande casa di appuntamento delle geishe per marines americani, fino a trasformarsi in un luogo di avanspettacolo con proiezioni di film.

La terza opera infine è la ripresa della fortunata Aida di Francesco Micheli del Cinquantenario, coprodotta col Teatro Comunale di Bologna. Alla guida dell’orchestra il direttore di Otello 2016 Riccardo Frizza, mentre la principessa etiope sarà impersonata dal soprano verdiano Maria Pia Piscitelli, già allo Sferisterio in Maria Stuarda del 2007 e nel concerto in onore di Anita Cerquetti. Torna nel ruolo di Amneris il mezzosoprano Sonia Ganassi, mentre Radames sarà il tenore Stefano La Colla (già applaudito Calaf alla Scala nella stagione dell’Expo), Stefano Meo sarà Amonasro e Giacomo Prestia Ramfis. Scene di Edoardo Sanchi, costumi di Silvia Aymonino, luci di Fabio Barettin.
Ottimismo ed entusiasmo per il futuro anche nelle parole di Luciano Messi: “ogni anno il progetto va un po’ oltre quello dell’anno precedente. La qualità artistica, il saper fare e il rigore si ottengono impiegando le migliori risorse di questo territorio, sempre più allargato.” Il Macerata Opera Festival si sta trasformando da manifestazione a operazione culturale e sociale focalizzata non solo al festival, un’operazione di cui si parla tutto l’anno e a cui si lavora tutto l’anno, e non più solo d’estate. “Sarà un viaggio unico e bello – prosegue Messi – continuare a produrre è importante per mantenere viva una realtà come la nostra, ma la nascita di una nuova opera qui ha valore anche per l’aspetto creativo. Era un’esperienza che mancava da un po’ e ne sentivamo la necessità, perché solo così una serie di energie positive si riescono a riattivare”. La nuova produzione made in Macerata si somma alle ormai numerose collaborazioni, non episodiche ma da continuare a percorrere in futuro, con altri teatri italiani e internazionali come Bologna, Palermo, Peralada, Zagabria. Insomma, abbasso la conservazione, viva la ricerca.

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