«Vado al bar e incontro l’arrestato. Normale?»
Lo sfogo social di Antonella Parrucci
TOLENTINO - L’esponente locale di Futuro Nazionale ha affidato a Facebook la sua reazione dopo aver visto in centro il 26enne fermato dai carabinieri mercoledì sera per resistenza e lesioni. Il ragazzo aveva tentato un approccio con una minorenne. I comitati di Forza Italia e Lega: «Questa non può permettersi di diventare una città in cui i cittadini abbassano la testa, cambiano strada o rinunciano a vivere gli spazi pubblici»

Antonella Parrucci
di Francesca Marsili
«Sono stata al bar e chi incontro? Quello che hanno arrestato. Ma è normale? Sta in giro. Noi italiani gli paghiamo pure l’avvocato. Ringrazio i sinistri e Forza Italia che in Europa vota come loro». Con queste parole, affidate a un video su Facebook, Antonella Parrucci, tolentinate ed esponente locale di Futuro Nazionale, ha espresso tutto il suo sconcerto dopo essersi imbattuta, ieri mattina, nel 26enne egiziano arrestato mercoledì sera dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dopo aver tentato un approccio con una ragazzina minorenne.

Antonella Parrucci e Antonio Trobetta, referente ufficiale di Futuro Nazionale, a Roma alla nascita ufficiale del partito di Vannacci
Definendosi «scioccata», l’esponente del partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci ha rilanciato su una pagina social cittadina lo sfogo per aver incontrato in un bar del centro il giovane, appena due giorni dopo il suo arresto. Le affermazioni e l’indignazione della tolentinate hanno scatenato centinaia di reazioni sul web. I fatti risalgono a mercoledì sera, quando il giovane, operaio edile, è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Tolentino. Il 26enne aveva infastidito una ragazzina di 15 anni nel centro storico della città. La minorenne ha allertato le Forze dell’ordine.
All’arrivo della pattuglia, l’egiziano ha reagito con violenza, aggredendo i militari: un’azione che, oltre alla denuncia per l’adescamento della minore, gli è valsa l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Giovedì mattina, davanti al giudice del Tribunale per il processo con rito direttissimo, il giovane si era scusato per l’accaduto, giustificando la reazione violenta con un forte stato di alterazione dovuto all’alcol. Il magistrato, pur convalidando l’arresto, ha disposto il rinvio dell’udienza al prossimo mese di settembre. Nel frattempo, l’uomo è stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso la locale stazione dei carabinieri. Una misura che, nella pratica, ha rimesso il giovane in libertà nel giro di due giorni, scatenando la reazione della Parrucci che ha collegato il fatto alla linea di rigore sulla sicurezza e sull’immigrazione che è marchio di fabbrica del partito di Roberto Vannacci.
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Anche i comitati locali di Forza Italia e Lega hanno espresso il loro sdegno per il caso del 26enne. «Quanto accaduto nei giorni scorsi a Tolentino non può essere archiviato come un semplice episodio di cronaca. È l’ennesimo segnale di una situazione che merita attenzione, serietà e risposte immediate».
«Prima di tutto – si legge nella nota stampa congiunta – vogliamo rivolgere un ringraziamento sincero ai carabinieri della Compagnia di Tolentino e a tutte le forze dell’ordine che ogni giorno presidiano il territorio, spesso in condizioni difficili, esponendosi in prima persona per tutelare la sicurezza dei cittadini. A loro va la nostra piena solidarietà, in particolare ai militari rimasti feriti durante l’intervento Da tempo riceviamo segnalazioni da parte di cittadini e famiglie che raccontano un clima di crescente insicurezza. Diversi genitori riferiscono che le figlie, spesso ragazzine di 14 o 15 anni, rinunciano a uscire la sera anche solo per una passeggiata. Quando una ragazza racconta ai propri genitori di essere stata seguita, quando una donna non si sente libera di attraversare una piazza, quando una famiglia non si sente più tranquilla nel mandare fuori una figlia adolescente, quando le forze dell’ordine intervengono e finiscono aggredite, il problema esiste. E va affrontato. Questo è un dato che deve far riflettere tutti, senza allarmismi inutili ma anche senza minimizzare».
Per i due movimenti politici, la sicurezza non può diventare terreno di propaganda, ma nemmeno essere ridotta a percezione.
Forza Italia e Lega sottolineano anche la difficoltà in cui troppo spesso si trovano gli operatori della sicurezza. «Le forze dell’ordine fanno il loro dovere con professionalità e senso dello Stato, ma troppe volte sembrano costrette ad agire con le mani legate, nel timore che ogni intervento deciso possa trasformarsi in un problema per chi indossa la divisa. È una contraddizione che non possiamo più ignorare: chiediamo agli uomini e alle donne in uniforme di garantire sicurezza, ma poi troppo spesso li lasciamo soli, esposti alla violenza di strada e anche al rischio di conseguenze personali e professionali».
Da qui la richiesta di un cambio di passo. «Non vogliamo scaricare responsabilità facili su nessuno, né alimentare polemiche sterili. La sicurezza di Tolentino deve essere affrontata con senso pratico e con misure verificabili. Per questo chiediamo che venga predisposto un piano straordinario di presidio e prevenzione nelle aree più sensibili della città, soprattutto nelle ore serali e nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani. Non servono annunci generici, ma interventi concreti: più presenza visibile sul territorio, maggiore controllo delle zone segnalate dalle famiglie, pieno utilizzo della videosorveglianza, migliore illuminazione dove necessario e una raccolta ordinata delle segnalazioni, affinché ogni episodio riferito dai cittadini non resti isolato o sottovalutato. È il momento di passare dalla semplice presa d’atto alla prevenzione organizzata. Tolentino ha bisogno di sapere che esiste una strategia, che le zone più problematiche sono monitorate, che le famiglie vengono ascoltate e che chi crea insicurezza negli spazi pubblici trova davanti a sé una risposta ferma, coordinata e costante. Tolentino non può permettersi di diventare una città in cui i cittadini abbassano la testa, cambiano strada o rinunciano a vivere gli spazi pubblici».
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Rubi una mela e finisci in galera qui funziona tutto all’inverso. P.S. signori conoscete il detto ( era meglio quando era peggio ) direi che siamo sulla buona strada si fa per dire naturalmente.
A posto. Sono arrivati i cattivi più cattivi dei cattivi di prima. Studiate prima discorrere: il magistrato applica le leggi vigenti.
Sì, è normale, però si può ipotizzare che sentire i severì sguardi futuristiconazionalisti puntati su di sé spinga l’arrestato liberato a cambiare bar.
Stanno cercando una ragione, uno scopo per esistere.
Perche’ al referendum sulla giustizia non abbiamo votato come si doveva votare forse cambiava qualcosa….somari !!!
Ma se come ministro della giustizia c’è un certo Nordio vi domandate pure perché non funziona la pubblica sicurezza in Italia? Si andrà sempre peggio purtroppo .
Il referendum sulla giustizia con questo caso c’entrava come i cavoli a merenda.
Se il sistema penale viene percepito come “troppo permissivo”, la questione non si risolve con i referendum sulla giustizia, che toccano l’architettura istituzionale della magistratura, ma eventualmente richiederebbe un intervento del Parlamento per modificare il Codice di Procedura Penale, rendendo più rigidi i criteri per la custodia cautelare in carcere. Ma anche in quel caso, ci si scontrerebbe con i vincoli della Costituzione italiana e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che pongono dei limiti precisi alla privazione della libertà personale prima di una sentenza definitiva.
(Somara AI)