Strade e sentieri chiusi dopo il sisma
nel Parco dei Sibillini
L'ente fa il punto sulla situazione del territorio per evitare rischi agli escursionisti: "Servirà tempo per le verifiche sul campo". VIDEO su Castelluccio

Un tratto a Castelluccio danneggiato dal terremoto

Il terremoto ha cambiato la geografia dei sentieri del parco dei monti Sibillini. Tra pericoli, chiusure e crolli è l’ente parco stesso a fare il punto della situazione dopo la prima ricognizione sul territorio che risale al 22 novembre in modo che chi volesse fare un’escursione sia consapevole di dove si può andare e dove invece è ancora rischioso avventurarsi. La situazione è in ogni caso «molto complessa – dice l’ente in una nota – e servirà tempo per verificare sul campo lo stato di ogni sentiero».
Intanto in un video, realizzato con la collaborazione del Soccorso Alpino e Speologico Umbria, è possibile vedere la situazione a Castelluccio.
ZONE INACCESSIBILI – Sono ancora chiuse tutte le strade che raggiungono Castelluccio da Norcia, Castelsantangelo sul Nera e Arquata del Tronto. Visso è raggiungibile solo da Maddalena di Muccia per Pieve Torina. L’attraversamento di Visso è consentito solo previa autorizzazione del Comune (che si può ottenere nella sede della Croce rossa di Visso). Non è comunque consentito andare oltre Ussita e Castelsantangelo sul Nera, se non per motivi di necessità, tramite pass rilasciato dai vigili del fuoco. Chiuse anche le strade per Foce di Montemonaco, per Forca Canapine (da Norcia e da Arquata del Tronto) e la galleria di San Pellegrino (da Norcia ad Arquata del Tronto).
FRANE – Molte aree, soprattutto nei settori più impervi, sono interessate da diffuse frane e distacchi di massi da pareti rocciose, anche di notevoli dimensioni. Oltre ai massi già caduti, che in molti casi hanno chiuso o danneggiato sentieri, va richiamata l’attenzione anche sulla forte instabilità dei versanti indotta dal sisma, soprattutto in considerazione che la sequenza sismica è ancora in corso. Le precipitazioni piovose e nevose del periodo invernale e primaverile potranno inoltre accentuare tale rischio. Alcuni percorsi, e in particolare quelli della Valle dell’Acquasanta, dell’Infernaccio e della Valle del Lago di Pilato (da Foce) sono di conseguenza chiusi con ordinanza dei rispettivi comuni di Bolognola, Montefortino e Montemonaco. Chiusa anche la strada del Fargno.
SENTIERI A RISCHIO – In questa fase, e almeno per tutto l’inverno e la primavera, è comunque fortemente sconsigliato effettuare escursioni lungo sentieri che percorrono valli o versanti sormontati da rupi e pareti rocciose. Particolarmente rischiose risultano la Valle del Lago di Pilato, la Val di Panico, la Val di Bove, la Valle del Tenna, le valli di Patino e Cerasa e tutte le gole, tra cui quelle del Fiastrone, della Valnerina e dell’Infernaccio. Rischi anche alle Lame Rosse, dove sono stati rilevati crolli nelle parti sommitali, e nell’area sottostante il Balzo Rosso sul Monte Amandola.
AREE APERTE – I Sibillini non sono comunque completamente inaccessibili: alcune aree possono essere già da ora frequentate, con relativa sicurezza. Tra queste le zone collinare e pedemontane del versante orientale, tra Amandola, Montefortino, Montemonaco e Montegallo, e di quello settentrionale, tra Cessapalombo, Pievebovigliana e Fiastra (anche intorno al lago). Più in alto sono fruibili le aree del monte Fiegni, dell’altopiano di Macereto, dei Piani di Ragnolo tra Acquacanina e Bolognola, del Piano di Santa Scolastica a Norcia, e della Valle del Campiano. Risulta inoltre interamente percorribile il Grande Anello dei Sibillini, sebbene molte strutture ricettive lungo il percorso siano inagibili. Nei casi in cui il percorso attraversi centri abitati è comunque necessario informarsi preventivamente, nei Comuni di competenza, sulla eventuale presenza di zone rosse.
Aggiornamenti sulla situazione post terremoto saranno comunicati, quando disponibili, sul sito dell’Ente Parco (www.sibillini.net) e sulla pagina facebook.
Ancora niente
Devono arrivare