Sparatoria in pizzeria:
condannato a 4 anni e 6 mesi

CIVITANOVA - Il 36enne Salvatore Perricciolo era sotto accusa per tentato omicidio, i giudici hanno modificato il reato in lesioni gravi. Tutto prescritto per gli altri 4 imputati, cui veniva contestato il favoreggiamento

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Salvatore Perricciolo, ritenuto dall'accusa essere uno dei leader del presunto sodalizio

Salvatore Perricciolo

 

di Gianluca Ginella

Sparatoria alla pizzeria Break time di Civitanova: condannato a 4 anni e sei mesi il 36enne Salvatore Perricciolo, il reato di tentato omicidio derubricato in lesioni gravi. Per gli altri quattro imputati, cui veniva contestato il favoreggiamento, i giudici del tribunale di Macerata hanno dichiarato il non doversi procedere perché il reato è prescritto.

Era il 15 luglio del 2008 quanto due persone vennero ferite da due colpi di pistola alla pizzeria Break Time di Civitanova. Secondo l’accusa a sparare era stato il 36enne Salvatore Perricciolo che, con una calibro 38, aveva ferito Andrea Sassano, 38 anni, originario di San Severo (Foggia) e Ciro Mele, 55 anni, di Sannicandro Garganico (Foggia). Sassano fu colpito all’inguine da un proiettile e riportò una prognosi di 50 giorni, mentre Mele fu attinto ad una gamba, riportando anche lui 50 giorni di prognosi.

L'avvocato Luciano Pacioni

L’avvocato Luciano Pacioni

Il motivo di quella sparatoria è stato spiegato in un altro processo da un collaboratore di giustizia, Antonello Lise, che nel febbraio del 2012 testimoniò che «La ragione di quella sparatoria era un credito di 40mila euro che i pugliesi, intendo i fratelli Sassano, avevano con una ditta per cui lavorava Giuseppe Perricciolo (il padre di Salvatore, ndr)». Perricciolo era finito sotto accusa per tentato omicidio. Oggi i giudici del tribunale di Macerata, in base ad una perizia svolta nel corso del processo in cui è emerso che i colpi non erano stati sparati per uccidere, hanno modificato l’accusa in lesioni gravi e condannato Perricciolo a 4 anni e sei mesi. La stessa pena che era stata chiesta dall’accusa. Imputate, per favoreggiamento, c’erano altre 4 persone. A cominciare proprio dalle due vittime della sparatoria, Andrea Sassano e Mele, accusati di aver omesso, sentiti dalla polizia, di riferire chi fosse stato a sparare loro. Medesima contestazione veniva rivolta anche ai fratelli di Andrea Sassano, Michele e Graziano, che – dice l’accusa –, pur presenti ai fatti non riferirono chi fu a sparare.

L'avvocato Fabiola Cesanelli

L’avvocato Fabiola Cesanelli

Per Mele e i tre fratelli Sassano i giudici hanno dichiarato prescritti i reati. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Massimo Di Bonaventura (per Perricciolo), Luciano Pacioni (per Andrea Sassano) e Fabiola Cesanelli (per Michele e Graziano Sassano e Ciro Mele).


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