Sisma, psicologi a confronto:
“Non spegniamo i riflettori
su questa tragedia”
L'ordine dei professionisti marchigiani ha tracciato ieri un punto sull'emergenza. Il vice presidente Giuseppe Lavenia: "Facciamo in modo che Asur e istituzioni continuino a collaborare a supporto della popolazione colpita"

Psicologi a confronto al centro il presidente dell’Ordine Luca Pierucci e il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo
Sono centinaia gli psicologi marchigiani volontari attivi nelle zone terremotate. Ed altrettanti sono quelli che partiranno nei prossimi mesi, coordinati dalle associazioni di psicologia dell’emergenza del territorio in capo alla Protezione civile (Ape, Ares, Sipem e Croce Rossa). Professionisti a cui è necessario offrire una formazione adeguata, per poter lavorare in equipe con tutte le altre figure sanitarie attive sul posto. In questo contesto si inserisce la giornata di formazione organizzata ieri dall’Ordine degli psicologi delle Marche ad Ancona, aperta dal presidente Luca Pierucci.
“Dobbiamo fare tutto il possibile affinché non si spengano i riflettori su questa tragedia una volta terminata l’emergenza – ha detto il vicepresidente dell’Ordine Giuseppe Lavenia – e fare in modo che associazioni, Asur e istituzioni continuino a collaborare a supporto della popolazione colpita”.
A fornire un quadro del dramma del terremoto è stato il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo: “Nelle Marche sono 26mila le persone assistite. Di queste 8mila vivono nei palasport, 10mila hanno trovato un’autonoma sistemazione mentre altre 8mila sono andate negli alberghi sulla costa. Entro l’estate saranno disponibili le casette, poi dovremmo pensare alla ricostruzione. Una ricostruzione che passa anche dal sostegno psicologico delle comunità, sia ora che nel post-emergenza, per cui è necessaria la massima collaborazione tra istituzioni, ordini professionali ed associazioni”.
Numerosi gli interventi tra cui Maurilio Frontini (Anpas), Stefano Boni (Ape), Roberto Ferri (Sipem), Carla Piccinini (Ares), Giulia Dionisi e Valentina Mancini (Croce Rossa): “Subito dopo la tragedia siamo subito intervenuti – dice Massimo Mari del dipartimento di Salute mentale di Area vasta 2 – Basti pensare che ad Ascoli sono stati fatti 900 interventi in soli 3 giorni. Non si poteva perdere tempo, perché le persone travolte nel terremotato vivono un vero e proprio tzunami. Si sentono sole, confuse. Molti tornando nelle proprie case disastrate, non recuperano ori e preziosi, ma fotografie e ricordi. E’ la socialità e la collettività, il ritrovare una rete di solidarietà ad aiutarle. Noi abbiamo il dovere di non farli sentire soli”.


la preparazione ad affrontare l’argomento ,le ansie,le paure della gente,questo è importante che faccia uno psicologo che incontra una persona scioccata dal sisma.personalmente ho fatto due colloqui con diversi dottori in diversi centri e quando mi sono alzata dalla sedia non ho trovato alcun senso di serenità,O di vicinanza umana. Forse manca un po di preparazione?