Mostre, letture e sedie vuote
contro la violenza sulle donne

MACERATA - Illustrato il programma di iniziative organizzato da Comune e Osservatorio di genere per la giornata internazionale contro la violenza di genere. L'assessore Federica Curzi: "Non facile individuare le cifre precise sul territorio. Molte denunciano in altri luoghi". Ninfa Contigiani: "Lontano dalle interpretazioni vittimistiche lo scopo delle iniziative è far notare l'assenza dovuta alla violenza"

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Da sinistra: Simona Muscolini. Silvia Casillo, Ninfa Contigiani, Federica Curzi, Claudia Santoni, Cristina Monachesi, e Adelaide Pangrazi – dietro Pierpaolo Marcaccio con uno degli studenti di Abamc

 

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La sedia vuota con il drappo rosso che potrà essere esposta in attività commerciali e luoghi istituzionali

 

di Claudio Ricci

Violenza sulle donne: un fenomeno che non accenna a diminuire, anzi. Solo dall’inizio del 2016 sono stati 80 i femminicidi in Italia. Un dato che in provincia si riflette sul numero, stabile, di chi denuncia a sportelli più o meno istituzionali maltrattamenti anche gravi. Circa 60 i casi ogni anno. “Una casistica attualmente non così facile da focalizzare”, dice l’assessore alle Pari opportunità  Federica Curzi. Tra le cause anche la temporanea inattività dello sportello antiviolenza, servizio offerto dall’ex provincia (oggi area vasta senza competenza in materia) oggi passato teoricamente all’ambito sociale ma non ancora operativo.

“Cifre piuttosto difficili da sintetizzare – spiega Federica Curzi – perché molti sono i casi e spesso si denuncia in uno sportello territoriale diverso dalla città di residenza. A discapito di quanto si possa pensare poi le denunce vengono in gran parte dalla classe media e da professioniste”. Prima di arrivare alla violenza allora occorre agire per l’eliminazione di essa attraverso la prevenzione. Un’opera su cui Comune, Osservatorio di genere e Consiglio delle donne si concentrano da diversi anni promuovendo nuove iniziative in occasione della giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre.

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Ninfa Contigiani presidente del Consiglio delle donne con l’assessore alle Pari Opportunità Federica Curzi e la presidente dell’Osservatorio di Genere Claudia Santoni

Attraverso mostre, performance artistiche, letture e la collaborazione con le attività commerciali, Comune e Osservatorio di Genere, quest’anno in collaborazione anche con Soroptimist, vogliono portare all’attenzione l’importanza del contributo della donna nella società e allo stesso modo il vuoto incolmabile della sua assenza dovuta appunto alla violenza. “Aderiamo allo slogan della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 26 novembre ‘Non una di meno’ – continua Curzi – ‘Ctrl+Alt+Canc- Riavvia il sistema. Interrompi la violenza’ è il titolo del programma di iniziative che con un linguaggio nuovo vuole comunicare il reset di una violenza sistemizzata, istituzionalizzata. Bisogna partire dalla prevenzione, dall’educazione alla valorizzazione delle differenze”.

IL PROGRAMMA – Si parte con una lettura rivolta a bambini ed adulti. Mercoledì alle 17,30 alla Bottega del Libro si leggerà “La Storia di Giulia”, libro illustrato edito dalla Sette Nove di Pesaro. Ne discuteranno Edith Cognigni dell’università di Macerata, Monica Martinelli della casa editrice Edizioni  Settenove ed Elena Carrano, formatrice e coordinatrice “Nati per Leggere”. “La violenza di genere può essere interrotta solo attraverso la prevenzione – dice la presidente dell’Osservatorio di genere Claudia Santoni – lavorando sulle giovani generazioni, sin dalla tenera età, sul tema delle differenze”. Giovedì alle 16, Panchinart:  gli studenti dell’Accademia di Belle arti coordinati dal professore Pierpaolo Marcaccio decoreranno a tema una delle panchine di piazza Mazzini. Il giorno successivo, giornata internazionale contro la violenza sulle donne alla biblioteca universitaria del Casb verrà inaugurata la mostra “Donne e lavoro” curata dall’associazione Toponomastica femminile che rimarrà aperta fino al 4 dicembre. Tra i 50 pannelli esposti anche quelli sulla cooperativa, tutta al femminile, “Athena” di Cingoli di Simona Muscolini. “Vorremmo evitare interpretazioni vittimistiche – spiega Ninfa Contigiani presidente del Consiglio delle Donne – Il messaggio è che proprio a causa della violenza le donne sono messe in condizioni di non dare il contributo alla società. Da qui la mostra su “Donne e lavoro” e l’iniziativa di mettere una sedia con un drappo rosso in tutte le attività commerciali e nei luoghi istituzionali che vorranno aderire”.  Una prevenzione che passa attraverso “una lettura diversa della storia – dice Silvia Casillo dell’osservatorio di Genere – un nuovo modo di presentare la storia”. Come per l’iniziativa “Le vie delle donne marchigiane” che a marzo 2017 porterà alla pubblicazione di volume sulle targhe che i marchigiani vorrebbero dedicare a corregionali non conosciute ma che hanno influito sulla storia e la cultura dei territori.

Infine un modo per riallacciare il dialogo con le istituzioni firmata Soroptimist. “Abbiamo già avviato colloqui con i Carabinieri per realizzare una stanza dedicata alle donne che denunciano i maltrattamenti – dice la presidente Adelaide Pangrazi – Un luogo dove le donne possano essere accolte in maniera adeguata e magari parlare con personale formato a dovere. L’idea è di arrivare ad un camper che possa essere un punto di riferimento mobile sul territorio”.


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