Violenta grandinata a Porto Recanati,
lunotti in frantumi.
Auto bloccata in un sottopassaggio
TEMPESTA - Chicchi grandi come olive nella città costiera. Allagato il sottopasso nord. A Porto Potenza sradicati pannelli delle cabine in spiaggia, abbattuti torretta dei bagnini, rotti pali degli ombrelloni

Sottopasso allagato a Porto Recanati
di Laura Boccanera
Grandine con chicchi grossi come olive e sottopasso ko con una donna rimasta bloccata nell’acqua a Porto Recanati, vento forte a Porto Potenza. La super cella temporalesca che nel primo pomeriggio in dieci minuti ha mandato sottosopra la costa ha colpito anche qui. A Porto Recanati l’acqua continua a essere il problema del giorno, ma per motivi opposti: dopo i disagi legati alla mancanza di fornitura idrica, oggi è bastato un intenso temporale di pochi minuti a creare danni e disagi.

Piante cadute al confine fra Civitanova e Porto Potenza
Allagato il sottopasso nord dove un’auto con a bordo una donna è rimasta bloccata nel punto più profondo senza riuscire a varcare il sottovia. Aiutata da alcuni passanti è riuscita a liberarsi e salvarsi. Ma è la grandine che ha fatto i danni maggiori un po’ ovunque: serrande rotte, attrezzature danneggiate con buchi, come la struttura dei bagni pubblici in spiaggia e lo spogliatoio e lunotti di auto in frantumi.

Lunotto di una Volkswagen T-Roc in frantumi in via Toscanelli (foto di Paola Maria Petrosilli)
Piante e alberi caduti, soprattutto nella zona di Montarice.

Altro lunotto distrutto dalla grandine
Per la città costiera sono 24 ore di Purgatorio dopo l’emergenza idrica che ha costretto tutta la popolazione a ricorrere alle autobotti per la rottura di una condotta dell’acquedotto.

Porto Potenza
I disagi maggiori a Porto Potenza si sono riversati sulla spiaggia raggiunta invece da una mareggiata simile a quella di Civitanova: in spiaggia i concessionari e gestori degli chalet contano il prezzo della cella temporalesca che ha fatto volare sdraio e ombrelloni, ha sradicato pannelli delle cabine in spiaggia, abbattuto la torretta dei bagnini, rotto e piegato i pali degli ombrelloni. Ai giardini e nelle aree verdi non si contano i rami spezzati.

In questa e a seguire danni a Porto Potenza






Albero spezzato
Le previsioni avevano previsto diluvio anche a MACERATA neanche una goccia d’acqua, x adesso tanto fumo niente arrosto.
Signori mi sa tanto che bisogna acquistare i teli anti grandine sempre che poi non te li rubino.Se ti trovi in un posto scoperto e sei in movimento in un’attimo lo stendi sopra l’auto.
Col cambiamento climatico in atto ormai la grandine fa più danni della grandine.
Si può dire che la grandine abbia iniziato a rompere (o meglio, a frantumare) i lunotti delle auto a partire dagli anni ’30, con una diffusione di massa di questo fenomeno negli anni ’50 e ’60.
Il motivo non dipende solo dal meteo, ma da un preciso incrocio tra l’evoluzione del design automobilistico e la tecnologia del vetro. Il fenomeno si è sviluppato attraverso tre passaggi storici:
1. Anni ’30: L’introduzione del vetro temperato
Fino agli anni ’20 i pochissimi vetri posteriori erano in vetro comune: in caso di grandine si spaccavano in grosse lastre taglienti e pericolose. Negli anni ’30 l’industria automobilistica introdusse il vetro temperato (o temprato) per i finestrini e il lunotto. Questo vetro viene riscaldato e raffreddato bruscamente per resistere a forti pressioni, ma ha una caratteristica: se viene superato il suo punto di rottura, “esplode” letteralmente in migliaia di minuscoli frammenti non taglienti. Da quel momento, una grandinata violenta non creava più una crepa, ma distruggeva l’intero lunotto.
2. Anni ’50: I lunotti diventano grandi e bombati
Con il boom economico del dopoguerra, i lunotti smisero di essere piccole feritoie piatte e divennero enormi superfici panoramiche e curve. Più il vetro è grande, inclinato e bombato, più offre una superficie d’impatto ideale per i chicchi di grandine che cadono dall’alto.
3. La differenza fondamentale con il parabrezza
Ti sarà capitato di vedere auto post-grandinata con il parabrezza solo crepato (“a ragnatela”) e il lunotto posteriore completamente sfondato. Questo succede perché:
• Il parabrezza anteriore è fatto in vetro laminato (due strati di vetro con una pellicola plastica in mezzo) che trattiene i pezzi.
• Il lunotto posteriore (salvo rarissime eccezioni moderne di alta gamma) è rimasto in vetro temperato. Se un chicco di grandine medio-grande (sopra i 2-3 cm) colpisce il lunotto nel punto di tensione critico, l’intero vetro si sbriciola all’istante, crollando dentro l’abitacolo.
Gemini AI)
È un dato storico inoppugnabile che la storiografia ufficiale colpevolmente tace: fino all’Ottocento, la grandine non ha mai sfondato un solo lunotto, non perché i chicchi fossero più educati, ma semplicemente perché le automobili non c’erano.
I nostri bisnonni, poverini, dovevano accontentarsi di subire i danni collaterali sulle parti nobili dei cavalli, trasformando ogni temporale estivo in un festival di ematomi equini e cocchiari disperati.
Mentre oggi ci preoccupiamo di proteggere la carrozzeria metallica e l’aerodinamica del SUV, un tempo il vero bollettino della Protezione Civile si misurava a suon di bozzi sulle natiche dei purosangue. Un’epoca d’oro per i carrettieri, un incubo per i soprassella.
(Grandinata AI)