Rischia la demolizione della villa,
imprenditore scrive a Mattarella

CIVITANOVA - Ha una proprietà in contrada Cavallino e si è appellato al capo dello Stato per una vicenda di un condono. Dopo aver messo in affitto l'immobile, una coppia interessata alla locazione ha fatto fare delle verifiche scoprendo degli abusi edilizi: il garage presentava una metratura superiore e aveva ricavato un soggiorno non previsto

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Il Comune

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di Laura Boccanera

Scrive al presidente della Repubblica per evitare la demolizione della sua villa. Imprenditore Civitanovese si rivolge a Sergio Mattarella. L’uomo, G. R., è coinvolto in una vicenda legata ad un condono fatto più di 20 anni fa, non in regola, e che ora gli fa rischiare la demolizione della sua villa in contrada Cavallino. L’interessato ha fatto ricorso straordinario al capo dello Stato, contro il Comune, contro la Provincia e contro le due persone che hanno avviato l’esposto.  La vicenda nasce diverso tempo fa, quando una coppia originaria del Principato di Monaco decide di affittare un’abitazione sulle colline civitanovesi. La villa dell’imprenditore appare perfetta. Ma quando la coppia dà mandato ad un avvocato per verificare la regolarità del contratto e dell’abitazione scopre che in realtà c’erano delle difformità. Il legale verifica che la cubatura di un garage seminterrato presente nella villa per la quale l’imprenditore aveva chiesto l’autorizzazione, risulta superiore a quella dichiarata e compare anche un altro locale abusivo. Il fascicolo viene inoltrato alla procura dal Comune che, dopo sopralluoghi e una corposa istruttoria, ha annullato in sede di autotutela la concessione edilizia in sanatoria rilasciata nel 1996. Per quel garage venne presentata una richiesta di condono nel 1995. I proprietari dichiarano un abuso di 282 metri quadrati per una volumetria di 747,85 metri cubi su un’altezza del locale di 2,50 metri. A supporto sono state fornite relazioni tecniche e la perizia di un architetto iscritto all’ordine provinciale che conferma quei numeri. Ma per i tecnici del settore Urbanistica, dalle foto e dai sopralluoghi, l’altezza del locale risulta di 2,0 metri e non 2,50 come venne dichiarato. In più viene rilevato un soggiorno abusivo, il tutto per una volumetria di 837,59 mc invece dei 747.85 periziati e quindi oltre i limiti accettati dal condono. Tra fine settembre e fine ottobre all’amministrazione vengono notificati due ricorsi da parte dell’imprenditore in cui si chiede l’annullamento della determina con cui il Comune chiede l’annullamento della concessione edilizia in autotutela e quella con cui sospende l’abitabilità per l’immobile. L’amministrazione ha dato mandato all’avvocato Massimo Ortenzi per la difesa degli interessi del Comune.


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