Matelica, 1500 sfollati
“Il triplo dei danni rispetto al ’97”

SISMA - Resta attivo e agibile l'ospedale ma con delle criticità. Ripartiti i sopralluoghi sulle case lesionate. Palazzo comunale totalmente inagibile
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Alessandro Delpriori e Massimo Montesi

 

Continua l’emergenza terremoto anche a Matelica. In città gli sfollati sono 1.500, soltanto ieri il sindaco Alessandro Delpriori ha firmato trecento ordinanze di inagibilità. Persino il palazzo comunale è totalmente inagibile, gli uffici si trasferiranno nell’ex enoteca comunale, per cui si stanno preparando i locali. “Dopo alcuni giorni di lavoro abbiamo messo in sicurezza i punti più a rischio del centro storico – afferma il sindaco Alessandro Delpriori – ora corso Vittorio Emanuele è più sicuro, negozi e ristoranti sono aperti, forza Matelica ripartiamo”. Il sindaco osserva che la situazione è molto più grave rispetto al terremoto di 19 anni fa: “Questo terremoto ha causato almeno il triplo dei danni rispetto al ’97, a Matelica sono state colpite le chiese, tanti i beni culturali a rischio, in città ed in tutto l’entroterra, dobbiamo fare presto per salvarli”.

matelica-sisma-2Sono ripartiti i sopralluoghi sulle case lesionate. Al momento in città, con le scuole chiuse fino al 13 novembre, infuria il dibattito sulle scuole, su cui sono in corso i sopralluoghi. Per i più piccoli saranno organizzate una serie di attività ludiche, con letture e giochi, dalle 9,30 alle 12,30 alla bocciofila, nei locali del tennis e nella parrocchia di Regina Pacis. Il comitato dei genitori Co.Ge., per bocca del presidente Marco Ferracuti, chiede i moduli per le scuole: “Lo scorso 24 settembre protocollammo, come Co.Ge., una lettera in cui si chiedeva espressamente all’Amministrazione comunale di avviare le procedure per la realizzazione di un polo scolastico moderno e sicuro per i nostri figli, con l’istituzione di un tavolo di confronto fa tutti i soggetti interessati – si legge in una nota – Rispetto alla situazione attuale riteniamo non accettabile la soluzione che prevede l’alloggiamento delle aule ai soli piani terra degli stessi istituti, come sembrerebbe circolare in queste ore. I problemi strutturali che da 6 anni denunciamo si sono resi maggiormente evidenti di fronte ad un evento imprevedibile come il sisma che ha colpito le nostre zone e non sarà certo un certificato di agibilità a rendere migliore la situazione”.

Per i genitori il primo pensiero è la sicurezza dei propri figli: “Non vogliamo pensare ai nostri figli seduti a scuola con la spada di Damocle che pende sulle loro teste, vogliamo essere sicuri che la scuola sì, riprenda il prima possibile, ma nella massima sicurezza. Per tali motivi chiediamo che la ripresa delle lezioni non avvenga nelle fatiscenti, anche se agibili, strutture scolastiche attuali che, per contro, potrebbero essere utili per ospitare gli uffici comunali oggi inagibili, ma provvisoriamente e nell’immediato anche in tensostrutture riscaldate o moduli abitativi ad uso scolastico. Rinnoviamo inoltre la richiesta che si avvii immediatamente la procedura di costruzione di un polo scolastico realizzato con i criteri moderni dell’edilizia scolastica. I genitori di Matelica non sono più disposti ad accettare sistemazioni “rattoppate”, i nostri figli meritano di più”.

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Ospedale

 

Al momento resta attivo e agibile l’ospedale di Matelica, dove è tornata la lungodegenza, ma il coordinatore di Cittadinanza Attiva, Dante Reale, segnala alcune criticità, in una lettera inviata al presidente della Regione Ceriscioli, ai vertici regionali e locali dell’Asur ed al sindaco Delpriori. “Abbiamo ricevuto segnalazione dai parenti dei ricoverati a Matelica e sfollati a San Severino e Sassoferrato la notte del primo evento sismico, che domandano perché i loro cari devono rimanere sfollati creando non poche difficoltà aggiuntive a quelle del terremoto, quando la struttura di Matelica è stata dichiarata agibile da subito dalla Commissione inviata dalla Protezione Civile – scrive Reale – Noi siamo costretti a riferire che a Matelica stiamo vivendo una situazione paradossale: accogliamo pazienti sfollati da Pievetorina e Pioraco, che sono naturalmente benvenuti, ed i nostri restano sfollati a San Severino e Sassoferrato. Con il mancato rientro dei pazienti sfollati, si azzera di fatto quel residuo di sanità in essere, costringendo ad andirivieni evitabili, con il terremoto in corso, le famiglie dei ricoverati traslocati”.



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