“Luzio agibile
ma nessuno tornerà in classe”

SAN SEVERINO - Lo ha detto oggi il sindaco Rosa Piermattei, dopo la messa celebrata al palazzetto dello sport dal vescovo Brugnaro e dal cardinale Menichelli. Tra i genitori infatti c'è ancora preoccupazione. Con la seconda ordinanza il rientro è fissato per il 12 novembre
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La scuola Luzio di San Severino

La scuola Luzio di San Severino

 

«La scuola Luzio è agibile ma gli alunni non rientreranno nelle classi». A dirlo è stata questa mattina il sindaco Rosa Piermattei, in pubblico, subito dopo la santa messa che ha visto la partecipazione straordinaria del cardinale Edoardo Menichelli, che ha concelebrato insieme all’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. La celebrazione si è tenuta nel palazzetto dello sport. Al termine sindaco, vescovo e cardinale hanno mangiato insieme agli sfollati. Oltre alle parole di solidarietà e conforto espresse da Brugnaro e Menichelli, alla fine il sindaco ha parlato pubblicamente, annunciando che gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria, non rientreranno alla Luzio, anche se agibile. Il rientro a scuola, dopo la firma delle seconda ordinanza, è previsto da calendario per il 12 novembre. Nelle scorse settimane, con l’intervento di Cittadinanza Attiva erano stati chiesti dei moduli, provenienti dall’Expo di Milano e gratuiti per il Comune, eccetto il costo del trasporto e gli oneri di urbanizzazione dell’area in cui collocarli. Da diverso tempo un gruppo di genitori, considerati gli esiti di alcune perizie, avevano chiesto di non far rientrare alla Luzio i bambini e si è costituito il comitato Pro Scuole Sicure, con una mamma che ha parlato del caso anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della sua recente visita a Camerino. La Luzio è finita anche sui tg nazionali. Un altro problema da risolvere è quello dell’Itis Divini, dichiarato inagibile. Tra Luzio e Divini sono circa un migliaio gli alunni a cui trovare una nuova sede. Tutti in città si sono espressi per una soluzione che garantisca agli studenti dell’istituto tecnico di continuare a frequentare in città, respingendo con forza, la ventilata ipotesi di una dislocazione in uno dei centri limitrofi.



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