La devastazione nelle case
A Serravalle 800 sfollati

SISMA - Nel piccolo centro già distrutto dal terremoto del 1997 la scossa del 30 ottobre ha fatto moltissimi danni. Il sindaco: "Ci sono stati crolli importanti, molte sono le frazioni inagibili. Ci sono zone rosse a Gelagna Alta e nel centro storico di Serravalle e persino a Cesi, nella casa simbolo dell'epicentro del 97. Mi è stato detto che le crepe ed i danni sono gli stessi di 19 anni fa"
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La casa devastata dal sisma a Gelagna

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di Monia Orazi 

A casa della famiglia Righi la porta è aperta, spalancata su un lungo presente di silenzio. In cucina ci sono la tavola con le sedie, sopra un centrotavola elegante, dalla parete con la credenza sono caduti alcuni soprammobili a terra, il muro pieno di crepe tradisce la presenza di un tubo rotto. A scandire il tempo resta il ritmo di un orologio appeso alla parete. Il telefono bianco non squilla più, il focolare resta testimone muto dei ricordi quotidiani. Dalla casa di fronte, con la parete sventrata, spuntano il letto, un armadio e delle sedie. Frammenti di uno dei tanti borghi fantasma dell’Appennino ferito. A Gelagna Alta, la frazione dei rocciatori di Serravalle di Chienti, regnano solo il vuoto ed il silenzio. Il piccolo borgo, ricco di presenze in estate anche grazie alla presenza di una frequentata palestra di roccia, alla possibilità di percorrere sentieri ed alle numerose iniziative fatte negli anni precedenti con l’Unpli per “Aperto per ferie”, ora è interamente zona rossa. E’ questa una delle zone di Serravalle di Chienti più duramente colpite dalle ultime scosse. “Anche da noi i danni sono ingenti, ci sono stati crolli importanti, nelle frazioni vicino Camerino e Muccia, molte sono le frazioni inagibili, ci sono zone rosse a Gelagna Alta e nel centro storico di Serravalle – spiega il sindaco Gabriele Santamarianova – ci sono danni persino a Cesi, nella casa simbolo dell’epicentro del 97, mi è stato detto che le crepe ed i danni sono gli stessi di 19 anni fa, all’epoca ci furono molti danni alle frazioni più alte, oggi la parte colpita è quella più bassa, non abbiamo più una chiesa agibile, anche il palazzo comunale è inagibile, stiamo aiutando 800 sfollati, in centri di accoglienza, ciascuno per ogni frazione”.

gelagna15I centri si trovano nella palestra Della Valle, a Copogna, Taverne, Dignano, San Martino, Cesi, Forcella, Civitella, Costa, molti sfollati sono stati messi nelle casette di legno rimaste di proprietà del comune, con priorità ad anziani, disabili e bambini. “Si sono aggravate le inagibilità del 97, ricordiamoci che allora non sono state riparate le seconde case, che spero possano essere finalmente riparate, soltanto cinquanta sono i nostri concittadini partiti per il mare, come amministrazione comunale preferiamo far restare la gente sul posto, per fortuna abbiamo le strutture del terremoto del ’97 che ci permettono di farlo, e grazie al personale ed ai volontari comunali siamo riusciti a dare subito risposta alle necessità degli sfollati”, continua il primo cittadino. L’emergenza è stata gestita dal numeroso gruppo comunale di Protezione civile, due le mense a disposizione degli sfollati, gestite insieme da tutti i ristoratori del luogo. “Nel giro di una settimana contiamo di riaprire le scuole, gli alunni troveranno spazio nelle strutture in legno che ci sono nel capoluogo – conclude il primo cittadino – ci stiamo già muovendo per le attività produttive, la ripresa dell’economia è la priorità. I serravallesi si sono rimboccati le maniche, sono stati gli stessi parrocchiani a mettere in salvo i beni culturali dalle chiese danneggiate. Gravissimi sono i danni all’organo di Dignano”. A Gelagna Alta su ogni porta c’è il cognome della famiglia, ci sono ancora i vasi di fiori, tutti i segni del quotidiano, indizi di vita vissuta, ora spazzata via dalla devastazione di un sisma, che si auspica non abbia la meglio sul futuro della montagna.

 

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