Ospedale, Ciarapica:
“Usare la nuova ala
per reparti in affanno”
CIVITANOVA - Il consigliere interviene a un anno dall'inaugurazione del pronto soccorso: "Spesi 8milioni per tre piani, due restano ancora senza progetto"
«A distanza di un anno dall’inaugurazione del nuovo pronto soccorso tutto è come allora». A sostenerlo è Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova che interviene sulla sanità.
«Era il 15 dicembre 2015 quando i dirigenti di Area Vasta 3 e il sindaco Corvatta inauguravano il nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova e Corvatta dichiarava l’ospedale si sarebbe rafforzato. L’impegno era quello di renderlo operativo velocemente considerato che mancavano solo gli arredi ma, purtroppo, a distanza di quasi un anno tutto è come allora. Dopo il taglio del nastro e le foto di rito, ci si aspettava che questo nuovo spazio divenisse funzionante, ma ad oggi solo la sala triage è operativa con il resto del reparto completamente vuoto e inutilizzato Così gli impegni presi per creare un polo qualificato per l’emergenza che unisse pronto soccorso e rianimazione, sono rimasti per ora solo promesse. Da ricordare che sono stati spesi 8 milioni di euro per la costruzione di questa nuova ala ospedaliera, di tre piani da 800 metri quadri ciascuno, dove però solo per il piano terra esiste un progetto, quello del pronto soccorso, mentre per gli altri nemmeno l’idea. Allora perché non utilizzarlo per riqualificare e migliorare i reparti più sofferenti, ad esempio il laboratorio analisi, che ha bisogno di più spazi sia per il personale medico che per gli utenti che sono costretti tutti i giorni ad attendere il loro turno, spesso in piedi e accalcati l’un all’altro? Questo spostamento non comporterebbe grosse spese e risolverebbe una situazione di disagio molta sentita da medici e cittadini. Mi auguro che il indaco e il consigliere regionale Micucci , intervengano e sollecitino gli organi competenti per sbloccare la questione, perchè non sono più tollerabili questi sprechi. Prima di pensare agli ospedali unici, la politica pensi a far funzionare quelli esistenti sui territori».
