Caffè Venanzetti, finisce l’era Cerolini:
il giudice lo restituisce ai proprietari

MACERATA - La decisione è arrivata questa mattina, lo sfratto previsto nel giro di un paio di settimane. L'avvocato Lorenzo Mondini: "La famiglia Marchetti è contentissima, ora vogliono rilanciare il locale"

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il Caffè Venanzetti

Il Caffè Venanzetti

 

di Gianluca Ginella

Finisce la gestione Cerolini al Caffè Venanzetti. Nero su bianco, lo dice il giudice Luigi Reale che, in seguito alle udienze che si sono tenute in agosto e settembre, si è espresso a favore della Sogecom, società della famiglia Marchetti proprietaria delle mura dello storico bar di Macerata e che chiedeva lo sfratto in seguito ad affitti non pagati. Il giudice ha disposto il rilascio del locale in favore della Sogecom. Il prossimo step sarà il rientro in possesso del locale. Lo sfratto, con il sopralluogo insieme all’ufficiale giudiziario, dovrebbe arrivare nel giro di un paio di settimane, il tempo per sbrigare le questioni tecniche. I proprietari, Eraldo e Lorenzo Marchetti, una volta verificate le condizioni del locale e fatto l’inventario, daranno il via al rilancio. «I Marchetti sono contentissimi della decisione del giudice – dice l’avvocato Lorenzo Mondini che assiste la famiglia –. Adesso bisogna vedere come è stato lasciato il locale e ripristinarne la funzionalità. C’è però la ferma volontà di rilanciarlo».

Il trasloco da Venanzetti

Il trasloco da Venanzetti

Il Caffè Venanzetti è finito tra i locali gestiti dal patron della Civitanovese posti sotto sequestro dalla procura in seguito a due indagini su presunti reati fiscali che avrebbe commesso Cerolini. Il bar è chiuso da settimane per mancati pagamenti delle utenze. A fine settembre alcuni operai avevano portato via, caricandoli su di un camion, sedie, tavoli e arredi del locale perché, si erano giustificati, servivano per una convention e sarebbero stati riportati indietro. «Io ho chiamato la polizia per fare l’inventario di quello che veniva preso» aveva spiegato l’avvocato Mondini. Lo storico locale comunque, per volontà della proprietà, non rimarrà deserto e da oggi la famiglia Marchetti potrà pianificare come rilanciarlo, se tenere per sé la gestione o cercare qualcuno cui affidarla. Situazioni, queste, che al momento sono in fase di studio. La famiglia aveva chiesto lo sfratto della gestione Cerolini, lamentando circa 30mila euro di affitti non versati e 10mila euro di caffè non pagato (i Marchetti sono proprietari del caffè Ricos). La decisione del giudice era attesa da settimane, primo passo per il rilancio del locale.


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