Addio a Dario Fo,
trionfò allo Sferisterio con Johan Padan
LUTTO - Il ricordo di Massimo Puliani, docente Abam, che lo premiò ad Urbino. "Ciao Dario" dal Rof, a Pesaro firmò due regie
Il mondo del teatro dice addio a Dario Fo, grande attore e drammaturgo, scrittore e premio Nobel per la Letteratura ma anche pittore, scenografo e attivista. Aveva 90 anni: è morto questa mattina alle 8 all’ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da 10 giorni per problemi polmonari. “E’ stato un gran finale e se ne è andato”, ha commentato il figlio Jacopo – L’unica cosa sensata che posso dire è che ha resistito e ha continuato a lavorare 8-9-10 ore al giorno fino a quando è stato ricoverato. Bisognerebbe metterlo nei prontuari medici. L’arte, la passione e l’impegno civile servono”.
Dario Fo fu a Macerata nel 1992 per lo spettacolo “Johan Padan a la descoverta de le Americhe” in scena allo Sferisterio. L’attore recitò gratis per raccogliere fondi per la lotta all’Aids e fu un trionfo.
La notizia della sua morte ha fatto subito il giro il mondo: dal Guardian alla Bbc, dal New York Times al Los Angeles Times, da Le Figaro a El Pais passando per la tv indiana Ntdv, tutti i media hanno riportato la scomparsa del premio Nobel ricordando la sua satira. A Macerata lo ha ricordato Massimo Puliani, regista e docente all’Accademia di Belle Arti: “Stavo facendo lezione su Brecht e la forma epica (lo straniamento dell’attore, le origini della Commedia dell’Arte, la scrittura testuale ad episodi, l’abbattimento della Quarta Parete con il pubblico che sale sul palcoscenico a vista….) quando ho letto di Dario Fo: dopo la commozione (con Fo mi legano molti appuntamenti teatrali tra cui a Urbino la consegna che feci nel 1992 del Premio di Drammaturgia sostenuto da Carlo Bo, e a Fano con alcuni spettacoli al Teatro della Fortuna e a Macerata con la mostra dei suoi quadri nell’ambito di una edizione di I.Mode Visions con Rrose Sélavy) in modo critico ho contestualizzato la grande arte di Fo nel tema brechtiano. E dalle premesse che ho scritto la scrittura scenica e attoriale del premio Nobel per la Letteratura è continuatrice delle teorie e pratiche del drammaturgo tedesco. E’ stato un omaggio sentito e molto gradito ai giovani studenti. Una magìa antica che il teatro contemporaneo ricorderà nella sua storia”.
“Ciao Dario!” Anche il Rossini Opera Festival saluta affettuosamente così sul suo sito Dario Fo, ricordando che il Premio Nobel per la letteratura al Rof firmò due regie: L’Italiana in Algeri (1994, ripresa nel 2006) e La gazzetta (2001, ripresa nel 2005). “Il sovrintendente, il direttore artistico e tutto il personale del Rossini Opera Festival – si legge ancora – si uniscono al lutto del teatro italiano per la scomparsa di Dario Fo, di cui ricordano l’amicizia e il fondamentale contributo dato alle fortune della manifestazione”.
