Stop ai rifiuti da Ancona, Cosmari:
“Nessuna minaccia ma ricadrà sui cittadini”
Il consorzio replica alle critiche del presidente di Salvambiente che puntava il dito contro il bilancio preventivo: "Prevede misure per diminuire impatto odorigeno"

La sede del Cosmari
«Il bilancio del Cosmari contiene misure per la riduzione degli odori ed è stato fatto già tanto, Salvambiente non dice la verità». Questa il sintesi la posizione del consorzio che replica punto punto alle critiche del direttore di Salvambiente Emanuele Acciarresi all’impianto di Piane di Chienti (leggi l’articolo). La discussione si è accesa venerdì scorso, quando il presidente della Provincia Antonio Pettinari ha rifiutato l’arrivo di rifiuti dalla provincia di Ancona motivando la scelta con i disagi già vissuti da chi abita intorno all’impianto a causa dei cattivi odori (leggi l’articolo). Un no che è costato al Cosmari oltre mezzo milione di euro. Nel bilancio di previsione, dice il Cosmari in una nota, «ci sono diverse misure di miglioramento. Una riguarda l’avvio dello studio del processo di produzione di biometano finalizzato anche, come espressamente scritto, all’ulteriore riduzione degli impatti odorigeni, l’altra, la previsione di spesa di 600mila euro per opere previste con la nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr), tra cui interventi di mitigazione degli impatti. Va chiarito che la Regione ad oggi non ha erogato contributi per il contenimento gli odori bensì per il potenziamento dell’impianto». Sul paventato aumento della Tari «nessuna velata minaccia – dice il Cosmari – perché dire che il mancato trattamento dei rifiuti di Ancona ricadrà sui cittadini, è una realtà i cui numeri sono chiaramente leggibili. Inutili i tentativi di mistificazione su alcuni dati del bilancio 2016, quasi a dire: prima risparmiate voi come società. A tal proposito, è bene che Salvambiente sappia che Cosmari è fortemente impegnato in una politica di abbattimento dei costi e contenimento delle spese ed ha da tempo attivato ogni possibile canale di risparmio e di maggiori ricavi, come la questione dei compostabili da Ancona e l’adesione all’Ato da parte del comune di Loreto. Pur di assicurare l’equilibrio di bilancio si è riusciti fino a ora a contenere i costi, senza aumentare le tariffe, pur in presenza della riduzione della produzione dei rifiuti e di fatti e circostanze che hanno comportato importanti riduzioni dei ricavi». Sulle voci di bilancio per cancelleria e beni omaggio, messi all’indice da Salvambiente: «su un bilancio di oltre 38 milioni di euro, le spese di cancelleria sono assolutamente plausibili anche perché in esse vanno ricompresi i formulari e la modulistica relativa alla gestione dei rifiuti, inoltre, citare la somma di euro 160mila euro come beni omaggio non meglio specificati è la dimostrazione che chi attacca non conosce la realtà dell’azienda. Infatti, si tratta di una partita di giro riguardante la cessione gratuita ai cittadini del compost, riportata sia alla voce “Ricavi” che in quella “Costi”, senza nessuna influenza sul bilancio. Nessun regalo a nessuno».