No all’umido da Ancona,
Nuova Salvambiente:
Odori disgustosi, Cosmari non fa niente

RIFIUTI - Il presidente Emanuele Acciarresi difende la scelta di Pettinari di non accettare la proposta della provincia di Ancona: "Cosa penserebbe chi vedesse aumentare la Tari e poi dovesse leggere nel bilancio del consorzio una previsione di spesa di 160mila per beni omaggio?"
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Emanuele Acciarresi

Emanuele Acciarresi

 

«No ai rifiuti di Ancona? Pettinari ha fatto bene. E dire che aumenterà la Tari è un velato ricatto del Cosmari». Così il presidente di Nuova Salvambiente, Emanuele Acciarresi, difende la scelta del presidente della Provincia Antonio Pettinari che ha rifiutato le 6mila tonnellate di umido provenienti da Ancona e che dovevano essere trattate dall’impianto del consorzio in Piane di Chienti (leggi l’articolo). «Cosmari – dice Pettinari in una nota – non è stato capace di trattare adeguatamente i rifiuti organici che emettono odori assolutamente disgustosi e insopportabili per chi abita vicino all’impianto. Ma ancora peggio è constatare che l’amministrazione di suddetto impianto non ha alcuna intenzione di migliorare o meglio eliminare questo disagio, come si capisce dal bilancio preventivo 2016. Nonostante il consorzio percepisca cospicui contributi regionali per mettere in atto azioni per il controllo dei cattivi odori e il compostaggio, nessuna voce di spesa al riguardo è presente, dimostrando ancora una volta una totale indifferenza ai problemi ambientali e ai disagi arrecati ai cittadini». Acciarresi definisce il paventato aumento della Tari una «minaccia ricatto», e cita testualmente il documento allegato al bilancio preventivo di quest’anno, dove si parla di un importo “proveniente da altri enti di 620mila euro”, riferibile sia all’umido proveniente da Ancona (che ne valeva almeno 500mila) e alla futura gestione dei rifiuti del comune di Loreto. 
Condizioni che renderebbero possibile “evitare di applicare in tutto o in parte la maggiorazione di cui sopra”. E si domanda: «Cosa penserebbe chi vedesse aumentare la Tari e poi dovesse leggere nel bilancio una previsione di spesa di 27mila euro annui per acquisti di cancelleria, nell’era digitale, e ben 160mila euro per “fantomatici” beni omaggio?». Acciarresi ora invita il Cosmari a confrontarsi con Nuova Salvambiente: «ci era stato detto – conclude – che un incontro ci sarebbe stato dopo l’approvazione del bilancio. Siamo ancora in attesa».



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