Differenziata in centro:
i maceratesi scivolano sul giallo

RIFIUTI - Molti i sacchetti dell'indifferenziato lasciati questa mattina dai residenti lungo le vie nonostante la nuova modalità di raccolta preveda il conferimento solo il lunedì. L'amministrazione: "Esposti il 5% di quelli raccolti ordinariamente. Qualche problema nel quartiere Pace". A Civitanova il consigliere Marzetti (Ncd) attacca l'amministrazione sul microchip
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Sacchetti gialli oggi in vicolo Costa

 

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I sacchi dell’indifferenziato in centro storico

 

di Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Venerdì in giallo: diversi i residenti del centro storico che oggi hanno gettato il sacchetto dell’indifferenziato, dimenticando che dal primo febbraio la raccolta avviene solo di lunedì. Una sperimentazione condotta da Comune e Cosmari, e già portata avanti in altri grandi centri della provincia, per abbattere i costi del servizio (si prevede un risparmio annuo di 150mila euro) ed educare i residenti ad un conferimento più attento e responsabile dell’immondizia nella prospettiva di arrivare a breve alla tariffa puntuale. La novità però sin da subito non aveva suscitato le simpatie dei maceratesi (leggi l’articolo). E l’amministrazione comunale aveva raccomandato attenzione durante la prima fase delle nuove modalità del porta a porta. Avvertimento che al banco di prova – almeno in centro storico – non sembra aver avuto l’effetto desiderato. Questa mattina i sacchetti gialli dell’indifferenziato erano seminati in diverse vie del centro. Segnale che molti maceratesi non hanno ancora fatto proprie le nuove regole. Anche se i recenti dati sul rapporto tra maceratesi e differenziata lascerebbero sperare in un miglioramento (leggi l’articolo).

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Sacchetti gialli in vicolo Lazzarini

Nonostante tutto però l’amministrazione comunale ha voluto rilevare i risultati positivi della prima giornata. «I sacchetti esposti sono stati circa il 5% di quelli raccolti ordinariamente nella giornata di venerdì – si legge in un comunicato – Rispetto a tutta la città qualche problema si è verificato nel quartiere Pace, in cui si è registrato un numero maggiore di conferimenti non previsti.
Alcune famiglie lamentano di non aver ancora ricevuto l’ecocalendario 2016, nel quale si dava ampia informazione delle nuove regole. In realtà risultano consegnati circa 19mila calendari, sul tutto il territorio comunale. Chi non lo avesse ricevuto può richiederlo agli sportelli Informambiente del Comune. E’ stata attivata poi la campagna di comunicazione “Esco solo il lunedì” anche con l’affissione di manifesti e l’invio agli organi di informazione di appositi comunicati e ha attivato il numero verde 800640323 per rispondere ad ogni dubbio e informazione sulla raccolta differenziata». L’amministrazione ricorda poi che la riduzione ad un unica raccolta settimanale del sacchetto giallo riguarda esclusivamente l’immondizia di casa, non quella di bar, ristoranti, negozi.

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Sergio Marzetti

Sergio Marzetti, consigliere di Ncd

Ben altre sono invece le preoccupazioni a Civitanova dove, se l’uscita settimanale unica del giallo sembra ormai pratica “assorbita”, rimangono perplessità sull’utilizzo dei sacchetti con microchip che permettono la tracciabilità dei conferimenti. Le critiche all’assessore Giulio Silenzi arrivano dal consigliere comunale di opposizione Sergio Marzetti dopo la diminuzione rispetto al 2014 della percentuale di differenziata: «Grazie all’estensione del microchip dal quartiere centro a quelli di Fontespina, San Marone e San Gabriele, la differenziata è scesa dal 71,90% al 71,69 per cento. Chiedo quindi a Silenzi: visti i risultati a dir poco fallimentari, non pensa che rinunciando a questi inutili microchip, i 500mila euro si possano utilizzare per ridurre la tassa rifiuti che lui aveva aumentato del 70 per cento per ridurla poi del 2 per cento strombazzandolo su tutti i giornali? Nelle ultime rilevazioni del Cosmari, Civitanova si conferma l’ultima ruota del carro e pur spendendo un sacco di soldi, è una delle poche città che si colloca al di sotto della media provinciale che è del 74,37 – dice Marzetti -. Faccio presente, poi, che Macerata, pur avendo iniziato da poco la differenziata, in pochi anni è passata dal 63,3% del 2014 al 75,88% del 2015, mentre Recanati si attesta addirittura sul 78,73, Tolentino al 72,66 e molti comuni più piccoli superano l’ 80% . Nella sostanza, la gestione è fallimentare e a fronte di una tassa vessatoria verso i cittadini, i risultati sono irrisori. Mi chiedo allora, e lo chiedo a Silenzi: che senso ha spendere 500mila euro (che salirebbero a 7-800 mila con il preannunciato inserimento degli altri quartieri) per i microchip quando i risultati sono questi? Ripropongo allora il vecchio suggerimento: ritorniamo alle origini, rinunciamo ai microchip, risparmiamo i 500mila euro e solleviamo le famiglie dal pagamento del pesantissimo balzello. All’ amico Silenzi, infine, un consiglio: visto che il comune di Civitanova va indietro e gli altri invece vanno avanti, perché non chiede ai suoi colleghi come fanno ad ottenere quello che a lui non riesce».

 

sacchi gialli

Galleria del Commercio

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