Cento donazioni per Elisabetta Marcolini:
“Il Papa dice di tendere la mano,
noi stendiamo il braccio”

MACERATA - La presidente dell'Avis, che ha tagliato il prestigioso traguardo, racconta la sua esperienza iniziata tanti anni fa, su impulso di don Giancarlo Vecerrica oggi vescovo di Fabriano

- caricamento letture
Elisabetta Marcolini

Elisabetta Marcolini

La presidente dell’Avis Macerata ha tagliato, pochi giorni fa, il prestigioso traguardo delle 100 donazioni di sangue. Questo gesto di volontariato è diventato per lei un’abitudine.

«Ho iniziato a 18 anni. Avevo qualche amico donatore e ne ho parlato con il mio prof di religione, don Giancarlo Vecerrica, oggi vescovo di Fabriano: mi ha incoraggiata, anche perché lui non aveva potuto farlo. Allora le donne potevano donare ogni tre mesi­ – mentre oggi solo ogni sei, ma è iniziata la possibilità, anche mensile, della donazione degli emoderivati come il plasma. Ho avuto un periodo di sospensione per un problema di salute e poi, oltre due anni per ognuna delle mie tre gravidanze, ma poi mi sono sempre organizzata per trovare il tempo e il periodo giusto per donare (soffro di allergia stagionale e in quel periodo primaverile non dono)».

Sappiamo che le donne, per loro naturale costituzione, possono donare meno e meno spesso degli uomini. La sezione Avis di Macerata, che fra l’altro, ha da poco ricordato i suoi 65 anni di presenza nel territorio comunale, vanta ben due donne che hanno raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 donazioni. L’altra è Gabriella Gentili.

«Gabriella ha varcato ben prima di me questo grande traguardo – spiega –  oggi è a quota 121 donazioni e pochi giorni fa è stata nominata Cavaliere dal prefetto di Macerata insieme ad altri quattro donatori. Inoltre nell’ultimo trimestre più di dieci giovani donne hanno fatto la loro prima donazione, e questo ci fa ben sperare anche per il futuroUno sconosciuto ammalato – spiega Marcolini –  è il destinatario del nostro sangue: questo gesto oggi è davvero controcorrente. In genere l’altro è visto come un pericolo, quando non come un nemico. Per il donatore, invece, è un uomo che ha bisogno, è un bene da curare».

Elisabetta Marcolini (1)

Marcolini è moglie, madre e insegnante. Quanto il suo impegno come donatrice e come presidente le ha tolto e quanto le ha donato in cambio? «E’ un conto che non ho mai fatto seriamente perché non sono “cose divise”: faccio tutto per lo stesso motivo. Io sono cristiana e questa è la ragione per cui considero il tempo, le energie e la vita un dono che ricevo ogni giorno, di cui ringrazio Dio e che a mia volta offro come dono alla mia famiglia, agli studenti, agli ammalati, in qualche modo al mondo. Aver accettato la presidenza comunque ha significato un sacrificio in più, specie in questo anno del 65° anniversario, ma devo anche riconoscere che le soddisfazioni sono tante: l’aumento dei donatori (quasi del 30%) e delle donazioni, l’impegno di tanti volontari, la collaborazione con le istituzioni pubbliche e sociali e con altre associazioni».

Fra pochi giorni è Natale, la festa del dono per eccellenza. Donare il sangue in questo periodo non può che interrogare tutti sulla reale importanza della gratuità, della carità. «Il dono deve avere una ragione e un destinatario. Chi ha la coscienza di aver ricevuto è il primo a donare, anche con sacrificio, e a riconoscere chi aspetta qualcosa da noi. Per decidersi in ogni circostanza entra in gioco la libertà personale, non basta il convincimento, serve la gioia di dire ogni volta il proprio “sì”. Questo è l’anno della misericordia: Papa Francesco ci ha invitato a non puntare il dito ma a stendere la mano: il donatore fa proprio questo, stende tutto il braccio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X