Banca della Provincia di Macerata,
aumento di capitale da 4 milioni

Il Cda ha già deliberato l'operazione con l'impegno del patto di sindacato ad acquisire l'eventuale inoptato. Il presidente Tartuferi conferma anche i primi dividendi con il bilancio in corso. "La crescita del patrimonio necessaria per offrire più credito". Non si escludono altre mosse a sorpresa per far crescere l'istituto. Ferdinando Cavallini, direttore di BprM: "Nel 2015 utile lordo di 1.5 milioni di euro, la copertura delle sofferenze salita al 60%"

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Il presidente della Banca della provincia di Macerata, Loris Tartuferi

Il presidente della Banca della provincia di Macerata, Loris Tartuferi

di Marco Ricci

Dopo le fasi di avviamento e di consolidamento, la Banca della Provincia di Macerata si avvia verso la fase dello sviluppo, così come l’ha definito il suo storico presidente, Loris Tartuferi. Il Cda dell’istituto di credito ha infatti deliberato un aumento di capitale da 4 milioni di euro da aprirsi tra maggio e giugno. “Il patrimonio – ha spiegato Tartuferi – è la ricchezza massima che una banca deve possedere poiché le nuove norme richiedono importanti assorbimenti patrimoniali per concedere credito”. Questo in particolare vale per i crediti concessi alle piccole imprese, cioè al tessuto economico del territorio. Se i parametri patrimoniali di BprM non ne necessitano di alcuna aggiustamento – il 2014 si era chiuso con un utile netto di 3.5 milioni di euro e il 2015 che dovrebbe registrare un utile al lordo degli accantonamenti di altri 6 milioni di euro – l’obiettivo non nascosto di Tartuferi è quello di portare BprM a ciò che una volta era per il territorio la Cassa di Risparmio della provincia di Macerata, con all’orizzonte, nell’arco temporale di un triennio, la quotazione in borsa.

L’aumento di capitale – con l’impegno del patto di sindacato a coprire le eventuali azioni inoptate – innalzerà il patrimonio di BprM da 28.3 a 32.3 milioni di euro. Non è però escluso che nel frattempo possa muoversi qualcosa di altro, magari un’acquisizione da parte di BprM o l’ingresso di nuovi soci importanti. Senza scoprire le carte, è stato lo stesso Tartuferi a confermare come l’istituto si stia guardando intorno, anche se il momento di transizione spinge ad essere prudenti. Da una parte infatti il futuro del principale istituto di credito regionale, dall’altra l’autoriforma delle Bcc, circostanze che potrebbero modificare gli assetti creditizi del territorio ma anche offrire possibilità. “Siamo con gli occhi aperti – ha detto Tartuferi – perché potrebbero verificarsi situazioni utili alla banca in grado di velocizzare quel nostro progetto di arrivare ad essere il punto di riferimento per il territorio”. Dunque nuovamente il riferimento ad un gioco di squadra che Tartuferi vorrebbe allargare ai diversi attori della provincia per far crescere la giovane banca. “Non è esagerato dire – ha concluso il passaggio il presidente – che in pochi mesi potremmo trovarci ad essere l’unica Spa i cui dipendenti, clienti ed azionisti provengono dal territorio di riferimento”.

Tartuferi ha anche confermato la promessa fatta durante la scorsa assemblea che approvò il bilancio 2014, cioè lo stacco dei primi dividendi con il bilancio 2015. “Considerando come la banca faccia utili e come le perdite pregresse siano state ormai coperte, questo è il primo modesto segno di attenzione verso i nostri azionisti. L’idea c’è e il consiglio è d’accordo”. Entro un paio d’anni, la banca intende anche dotarsi di una nuova sede di proprietà che verrà edificata a breve.

Ferdinando Cavallini

Ferdinando Cavallini

Soddisfatto dei numeri del 2015 è il direttore di Banca della Provincia di Macerata, Ferdinando Cavallini, già direttore della filiale maceratese della Banca d’Italia e alla guida dell’istituto dopo i primi difficili anni, quando l’attività della banca appena nata si era imbattuta con l’emergere della crisi finanziaria del 2007. Se già con il bilancio 2014 l’istituto aveva recuperato le perdite registrate nei primi esercizi e messo in sicurezza il portafoglio deteriorato, Cavallini ha confermato la stessa tendenza positivaa per il 2015, con il tasso di copertura delle sofferenze che ha raggiunto il 60%, mentre nel complesso delle partite deteriorate la copertura è ormai superiore al 46%, dato migliore della media nazionale. Anche nel bilancio in corso la banca ha infatti ulteriormente irrigidito le proprie valutazioni sui crediti in default, accantonando così altri 4 milioni di euro. Tassi di copertura così elevati potrebbero permettere di cedere in futuro questi prestiti senza dover registrare perdite.

“Nel 2015 gli impieghi sono aumentati circa del 6% – ha spiegato il direttore – e abbiamo registrato un aumento della raccolta diretta di quasi il 25%. Per il bilancio in corso ci avviamo ad ottenere un utile lordo di circa 1.5 milioni di euro”. Cavallini ha ben chiaro come il business bancario dovrà trovare nuove vie rispetto al passato per ottenere utili, con gli impieghi che assorbono – per via delle norme di Basilea – sempre più capitale rispetto al passato portando oltretutto a margini di profitto inferiori a causa dei tassi d’interesse pressoché zero praticati dalla Bce. “I tassi zero proseguiranno almeno per altri due o tre anni – ha spiegato Cavallini – situazione con cui tutti dovranno fare i conti anche perché gli utili ottenuti dalle operazioni finanziarie scemeranno. Le banche dovranno allora aumentare i loro ricavi dai servizi che offrono. Per quanto ci riguarda ci stiamo concentrando sulle consulenze offerte ai clienti e dal primo gennaio offriremo una consulenza avanzata sul proprio portafoglio non solo ai grandi clienti ma anche ai piccoli risparmiatori, anche per orientarli in un mercato che resta difficile”.

A piccoli passi, dunque, la Banca della Provincia di Macerata continua a crescere senza fare mosse azzardate, con l’obbiettivo non troppo nascosto di arrivare a una dotazione patrimoniale di una cinquantina di milioni di euro, condizione che consentirebbe all’istituto di essere un riferimento sempre più importante nel maceratese, nel fermano e nel sud della provincia di Ancona. 


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