Il Santo Stefano si allarga
Taglio del nastro al padiglione F
POTENZA PICENA - Inaugurata la nuova ala della struttura riabilitativa pensata per migliorare i servizi. L'ad Brizioli: "I posti letto restano gli stessi ma più comodi e funzionali". Ceriscioli: "E' al servizio della nostra comunità, la Regione deve essere felice". Il vescovo Conti: "Apriamo anche questa porta santa"

Il taglio del nastro con Luca Ceriscioli, governatore della Regione e Francesco Acquaroli, sindaco di Potenza Picena
di Marco Ribechi
Il padiglione “F” del Santo Stefano, finalmente è realtà. Ora i pazienti dell’istituto di Porto Potenza potranno godere del miglior servizio sul territorio nazionale. Un’eccellenza che con questo ampliamento va a perfezionare una perla della sanità marchigiana operativa da 80 anni. L’occasione è anche il festeggiamento dell’apertura della prima sede che nasceva nel 1935 con lo scopo di curare la tubercolosi ossea. Da quegli anni la medicina e il modo di trattare i pazienti è cambiato radicalmente ma il Santo Stefano ha saputo restare al passo con i tempi, ammodernandosi e sviluppando una grande attenzione per i più recenti ritrovati tecnologici via via disponibili. Oltre 400 persone, tra collaboratori, amici, autorità, si sono ritrovate nella hall della struttura, nel cuore della quale sorge un albero, simbolo della crescita, della vita, della rinascita. «Un’opera molto avanzata dal punto di vista architettonico – dice l’amministratore delegato Enrico Brizioli – un edificio studiato in modo specifico per la riabilitazione, cresciuto nell’arco di un anno e mezzo, su un progetto molto avanzato e innovativo, mantenendo anche alcuni richiami con la sede storica».

Il presidente del Santo Stefano Mario Ferraresi, Francesco Acquaroli, Luca Ceriscioli, Giuseppe Vailati Venturi, e Enrico Brizioli
La nuova ala non porterà un aumento dei posti letto. E’ stata invece pensata per migliorare l’attenzione dedicata ai pazienti. «Il padiglione F – continua Brizioli – rappresenta una riorganizzazione dei nostri spazi e una complessiva riqualificazione della struttura storica della nostra sede. Questo dà la misura di come l’azienda investa non solo per espandersi e per aumentare l’attività ma anche per migliorare la qualità delle prestazioni che vengono erogate». Il Santo Stefano è partner del sistema sanitario regionale. Dal 2007 è entrata a far parte di Kos, uno dei maggiori gruppi sanitari italiani rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Vailati Venturi, che ha permesso l’espansione del marchio nel centro nord, fino ad arrivare alle attuali 38 strutture rappresentando un gruppo molto rilevante anche a livello europeo. Complessivamente conta 1900 posti letto e oltre 2500 dipendenti. Grande apprezzamento espresso dal sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli e dal governatore della Regione Luca Ceriscioli: «L’istituto rappresenta un pezzo di storia della nostra regione – dice Ceriscioli – la cosa più bella è che è al servizio di ogni uomo e donna della nostra comunità». Immancabile l’in bocca al lupo alla squadra di pallacanestro in carrozzina dell’istituto che vede come allenatore proprio il fratello del governatore.
Il nuovo padiglione “F” è dotato di 113 posti letto in larga parte destinati all’assistenza e riabilitazione di pazienti con gravi cerebrolesioni, molti dei quali in stato di coma prolungato. Con la sua realizzazione i 430 posti letto totali saranno distribuiti in spazi molto più ampi, tecnologici ed accoglienti a beneficio dei pazienti e a vantaggio del confort, dell’efficacia ed efficienza dei locali adibiti alla riabilitazione. L’edificio presenta ampi spazi luminosi ed è concepito in modo da consentire ai pazienti di avere ampie vedute verso l’esterno con affacci sul mare ed un panorama che da sud spazia fino al Monte Conero. La modernità delle grandi vetrate e delle strutture in acciaio è arricchita dalla scelta di materiali e colori tipici del territorio in cui si inserisce il nuovo padiglione. Alla struttura è stata impartita la benedizione dal vescovo dell’arcidiocesi di Fermo don Luigi Conti: «Con grande gioia apro la porta santa del Santo Stefano – ha detto il vescovo – Nella società si tende ad emarginare chi ha dei problemi fisici, qui invece si pratica la cultura del sostegno e della non esclusione. E’ bello che a farlo non siano più le suore ma la società civile perchè è un impegno che riguarda tutti». Dopo il taglio del nastro le autorità, con Ceriscioli in testa, hanno continuato nella visita dei 3 piani dell’edificio, nel complesso circa 8mila metri quadrati, per poi terminare i saluti col rinfresco finale realizzato magistralmente dall’associazione dei ristoratori e albergatori Ara di Porto Potenza.







