La missione del Sermig
riparte da Macerata

Ernesto Olivero, fondatore del servizio missionario giovani, ha portato la sua testimonianza nell'ultimo appuntamento degli Incontri d'autunno del circolo Aldo Moro. Ad ascoltarlo centinaia di persone. "La chiesa unicamente clericale è sbagliata"

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Da sinistra: Alessandra Giustozzi, Ernesto Olivero e Angelo Sciapichetti

di Federica Nardi

(foto di Andrea Petinari)

«Avete visitato un ammalato o un carcerato? Avete accolto lo straniero? Avete aiutato qualcuno che aveva fame? Io al posto vostro non starei tranquillo, l’inferno esiste». Radicale il messaggio di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, il servizio missionario giovani. Radicale come la sua condotta, dettata unicamente da quel dialogo con Dio che Olivero non fa che ribadire. «La chiave per incontrare l’uomo è stato per noi l’incontro con Dio. Viaggio sempre con la Bibbia e prego cinque o sei ore al giorno, è il mio metodo infallibile per non montarmi la testa», racconta Olivero, a Macerata per l’ultimo appuntamento degli Incontri d’autunno del circolo Aldo Moro. Ad ascoltare l’uomo che è stato ricevuto da tutti i Papi e che osò rispondere male ad Andreotti, centinaia di persone. Un personaggio unico nel panorama della cristianità mondiale, con una vocazione passionale, specchio di un uomo monolitico negli ideali e negli intenti. Vocazione che è riuscita a coinvolgere e aiutare migliaia di persone in tutto il mondo, con l’obiettivo di eliminare la fame e promuovere la fratellanza tra tutti i popoli.

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Ernesto Olivero

Ma lui è qui «per raccontare quello che Dio è capace di fare – dice Olivero, che per ogni conquista fa lo sforzo di fare un passo indietro rispetto all’autocelebrazione – Gesù non è un palliativo, bisogna servire e basta, senza agevolazioni. Ogni giorno rinasciamo e abbiamo la possibilità di fare qualcosa di grande. Anche io rinasco qui, stasera. La Chiesa unicamente clericale – prosegue Olivero, con il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi che lo ascolta, seduto in prima fila -, è sbagliata, tra qualche anno vedrete che il papa sarà eletto da donne, laici e preti in uguale misura, per adesso non è così». Il Sermig nasce nel 1964 a Torino e nel 1983, dopo vent’anni di attesa, riesce a trasformare l’arsenale di Torino in un centro di aiuto e accoglienza per migliaia di persone. Da allora i centri si sono moltiplicati nel mondo e i numeri di pasti, aerei carichi di cibo e notti di ospitalità hanno raggiunto le sei cifre. «Portiamo a Macerata un messaggio di speranza per uscire dall’individualismo», ha detto in apertura Alessandra Giustozzi, presidente dell’associazione “Don Ennio Borgogna” di Macerata. Accanto agli ospiti il consigliere regionale Angelo Sciapichetti. Molte le domande del pubblico, dalla politica alla formazione Olivero ha sempre le idee chiare su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato. A partire dai media che «hanno operato nei nostri confronti una censura al 99 percento», passando per questione israelo-plaestinese fino al programma di un prossimo incontro che «avrà come tema “Se vince l’odio perdiamo tutti” e parlerà dell’accoglienza degli immigrati. In Italia abbiamo sbagliato tutto, accogliendo molto senza nessun senso e si sono creati dei ghetti. Abbiamo seminato vento e ora raccogliamo tempesta». In chiusura, l’invito ad acquistare un suo libro o a lasciare dei soldi, con un monito che non lascia spazio alle interpretazioni: «I soldi che la gente ci dà sono di Dio – conclude Olivero -. Nessuno di noi deve guadagnarci. Se tutti donassero riusciremmo veramente a risolvere una volta per tutte i problemi del mondo».
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